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Troppi dubbi sul rogo del bus pieno di studenti. Si indaga su Atm, Regione avvia verifiche sulle aziende del servizio pubblico

Sono in corso le indagini sull'azienda Atm proprietaria dell'autobus che ieri mattina ha preso fuoco mentre c'erano 28 studenti a bordo scampati a una fine terribile. Richieste di maggiori controlli sullo stato di conservazione dei mezzi arrivano da più parti. La Regione Molise intende attivare la procedura di verifica sull'intero parco mezzi delle oltre trenta aziende concessionarie del servizio pubblico.

L’autobus dell’Atm che ieri mattina alle otto ha preso fuoco sulla statale 87, mentre c’erano ventotto studenti a bordo, era in grado di viaggiare?

E’ questa la domanda a cui la magistratura dovrà dare una risposta. Troppi sono ancora i dubbi sul rogo che in pochi minuti ha avvolto completamente il mezzo dopo che, una prima scintilla, ha innescato il terrificante incendio partito dal vano motore. Se quel pullman di linea aveva le carte in regola per poter garantire la sicurezza dei suoi pendolari è ancora da verificare.

L’azienda non ha fornito spiegazioni nonostante la gravità dell’accaduto che poteva avere conseguenze peggiori. I carabinieri di Larino e Casacalenda e il Nucleo investigativo dei vigili del fuoco hanno già avviato le indagini per ricostruire quegli interminabili momenti di panico tra i ragazzi che si recavano a scuola. Ma ancora di più per capire come mai sia divampato l’incendio e cosa sia accaduto subito dopo quando l’autista è riuscito miracolosamente a fermare il mezzo per far scendere tutti mentre tra le poltroncine l’aria diventava irrespirabile per il fumo.

Al momento indagati non ce ne sono e neppure una ipotesi di reato. Sarà la Procura della Repubblica di Larino, che nelle prossime ore riceverà le informative sia dei carabinieri della compagnia frentana che dai vigili del fuoco, a decidere in merito, ed eventualmente a delegare per indagini più approfondite. Attualmente quel che resta dell’autobus si trova nel deposito di Termoli di proprietà de Larivera, titolare a sua volta di Atm. È stata portata lì con un carroattrezzi e resta a eventuale disposizione della magistratura, sebbene, a guardare i video e le immagini circolate dopo l’incendio, ci sia ben poco da verificare in quei rottami, distrutti dal fuoco in una manciata di minuti.

Intanto i carabinieri di Larino hanno raccolto alcune testimonianze, in primis quella dell’autista, mentre dalla documentazione si dovrà anche appurare con maggiore precisione la causa. Una prima ipotesi, ancora tutta da verificare nel dettaglio, è che a innescare il rogo sia stata la fuoriuscita di carburante dal serbatoio. E dunque le domande alle quali si dovrà rispondere e anche in fretta, a garanzia della sicurezza di centinaia di alunni e pendolari che utilizzano il trasporto pubblico in Molise, è questa: la revisione del veicolo e la manutenzione erano state fatte?

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A chiedere conto all’Atm già ieri mattina è stata anche la Regione Molise: la società presieduta da Giovanna De Santis e che fa capo a Giuseppe Larivera è una delle oltre 30 concessionarie di servizio pubblico. Siamo noi contribuenti a pagare per quel servizio di trasporto pubblico locale ma è la Regione a dover verificare che le aziende rispettino gli standard di sicurezza per i quali paga coi denari di tutti i molisani. Insomma, non basta “autocertificarlo”.

Non a caso Vincenzo Niro, assessore regionale ai Trasporti, ha scritto immediatamente al servizio Mobilità della Regione affinché vengano attivate urgentemente queste procedure di verifica non solo sul parco auto della Atm ma su tutti i mezzi delle concessionarie.

Eventuali negligenze o incuria da parte dell’azienda potrebbero avere conseguenze molto serie anche fino alla rescissione contrattuale visto che le società sono obbligate a garantire la sicurezza di chi viaggia sui loro pullman.

Consiglio regionale Molise

Parlano di “episodio inquietante” anche dalla Cgil.

“E’ necessario – dicono dalla Flc Cgil – accertare da subito eventuali responsabilità, così come chiediamo che vengano effettuati immediati controlli su tutti gli autobus di linea, alcuni vetusti e malandati, in modo da garantire la sicurezza ai tanti studenti e lavoratori che quotidianamente viaggiano sulle tratte molisane su mezzi a volte vecchi e sovraffollati. Non è possibile rischiare ogni giorno la vita in questo modo: siamo sicuri che la magistratura darà risposta ai tanti interrogativi che si pongono sull’episodio e chi di dovere vigili sul rispetto normativa in materia. Per il momento, come Federazione dei Lavoratori della Conoscenza esprimiamo solidarietà e vicinanza ai lavoratori, agli studenti ed alle famiglie che hanno vissuto loro malgrado una mattinata di inaspettato terrore”.

Più o meno la stessa richiesta della Uilm-Uil che ricorda “la numerose segnalazioni fatte dalla nostra organizzazione sindacale in merito alle varie problematiche di sicurezza legate al trasporto pubblico molisano” aggiungendo che “una seria riflessione sulla sicurezza del trasporto pubblico regionale da parte di tutti gli enti preposti non è più rinviabile. Non è più tollerabile avere questi continui disservizi in un silenzio preoccupante. La sicurezza deve diventare una questione di vita. Prendere un autobus per andare al lavoro o a scuola non può essere una lotteria, ai cittadini va garantito il diritto di viaggiare in sicurezza e raggiungere la destinazione senza problemi”.