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Ritardi e burocrazia, telecamere antifurto disattivate o ancora inesistenti: flop del piano sicurezza

Mentre scuole e abitazioni continuano ad essere vulnerabili dal punto di vista della sicurezza, l'installazione delle 500 videocamere previste in undici comuni molisani è ancora in alto mare. Inesistenti a Termoli, Campomarino e Guglionesi. A Campobasso invece ci sono intoppi: "Servono i permessi di privati e Sovrintendenza per montarle nel centro storico", sottolinea l'assessore De Bernardo.

Scoprire che un’altra scuola era stata saccheggiata da una banda di professionisti è stato uno shock. Lo è stato per tanti, soprattutto per chi ha fatto sacrifici per poter dotare l’istituto Principe di Piemonte di apparecchiature all’avanguardia per consentire una formazione più completa ai bambini. Tutto è andato in fumo nel giro di una notte.

Termoli, dopo Campobasso: furti in edifici vulnerabili dal punto di vista della sicurezza. Plessi che si dovrebbero proteggere con la famosa  videosorveglianza invocata dai cittadini. Prevista nel Patto per la sicurezza voluto dal Viminale e firmato due anni fa, quando l’ex governo Frattura incaricò la Siemens – vincitrice dell’appalto – di installare le telecamere. 500 in tutto, montate nei luoghi sensibili e all’ingresso e all’uscita di undici Comuni per contrastare episodi di microcriminalità. Furti e spaccio di droga in particolare.

Inutile dirlo, due anni la firma a palazzo Vitale, le telecamere latitano e i lavori che sarebbero dovuti finire ad aprile sono in alto mare. Per ora infatti funzionano solo a Riccia: nel paese interessato dall’avvio del Patto per la sicurezza il ‘grande fratello’ riprende e registra tutto, come conferma l’ex sindaco Micaela Fanelli. A Campomarino le videocamere ci sono, ma sono ancora disattivate quando potrebbero svolgere un ruolo fondamentale essendo quel lembo del Molise un punto di passaggio per i traffici di droga. Invece a Guglionesi, capofila del progetto assieme a Campomarino e Riccia, non c’è nemmeno l’ombra di un apparecchio.

A Termoli invece le prime apparecchiature sono state montate in questi giorni: si è cominciato da piazza del Papa, snodo nevralgico dal centro verso la periferia.

E Campobasso? Qui si concentra la maggior parte delle telecamere. Finora ne sono state montate un centinaio, ne resta una trentina.

“Sono state montate 105 videocamere su 140, la sala operativa che si trova presso il Comando dei vigili urbani è già in funzione e da circa quindici giorni stiamo provando il sistema (tanto è vero che noi vediamo le immagini) laddove le videocamere sono state già installate e i ponti radio ce lo consentono”, spiega a Primonumero l’assessore al ramo Francesco De Bernardo.

Francesco De Bernardo Comune Campobasso

Il titolare della mobilità a palazzo San Giorgio fa il punto della situazione: “E‘ in fase di ultimazione l’istallazione dei ripetitori che saranno collocati a valle del castello Monforte, vicino al serbatoio alle spalle della chiesa di San Giorgio. Inoltre, stiamo predisponendo gli appositi cavidotti per alimentare i ripetitori. Molti dati rimbalzeranno sulla collina Monforte, ma abbiamo adottato la cautela di sistemare due postazioni per evitare di sovraccaricare il castello perché secondo il progetto originario i ripetitori erano previsti proprio sui merli del castello. Ma non ce la siamo sentiti di sovraccaricare il monumento cittadino. Ricordo che questa amministrazione sta provando a liberare il castello dalle antenne”.

L’installazione delle telecamere e l’accensione doveva avvenire entro qualche settimana. Ma tutto è slittato a causa di alcuni intoppi: “Ci sono dei ritardi – ammette de Bernardo – il percorso si è fatto leggermente più ad ostacoli”. Perchè? “Stiamo avendo dei problemi per sistemare le 30 telecamere previste nel centro storico (non solo all’interno delle porte, ma anche nelle strade vicine come via Ferrari e via degli Orefici) perchè occorrono i permessi dei privati o quelli della Sovrintendenza”. 

Mentre la burocrazia rallenta il processo di rafforzamento della sicurezza, scuole e appartamenti continuano ad essere facile preda dei malviventi.