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Svolta su Gam, firmato il contratto di fitto. Ma mancano 18 liberatorie

In serata la fumata bianca con il superamento di uno degli ostacoli principali al riconoscimento dell'ammortizzatore sociale. In Aula viene approvata la mozione del presidente Toma, ma il Pd vota contro ritenendo che sarebbe stato meglio garantire le risorse necessarie per pagare i lavoratori con una fideiussione di FinMolise. Si astiene M5S: "Il governo regionale scarica tutto sui lavoratori".

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La riunione con l’amministratore di Gam Giulio Berchicci e con il commissario liquidatore di Solagrital Donato Tacchilei inizia intorno alle 17, ossia dopo l’approvazione da parte della maggioranza in Consiglio regionale della mozione presentata dal governatore Donato Toma. Un atto che punta a confermare “la exit strategy della partecipata Gam srl, la volontà di sostenere l’ottenimento della cigs di cui si discuterà il prossimo giorno 15 di novembre in sede di esame congiunto presso il Ministero del Lavoro” e “la richiesta al Governo di stanziare ulteriori risorse finanziare per consentire a Gam srl di fruire dell’intero periodo consentito dalla legge di 12 mesi di cassa integrazione straordinaria e a Ittierre S.p.A. della mobilità in deroga per il massimo periodo consentito dalla normativa vigente”.

Il Pd vota contro la mozione perchè è “fumosa, incapace di fornire garanzie concrete”. Per Micaela Fanelli e Vittorino Facciolla, sarebbe stato meglio approvare una “legge regionale ‘ponte’ per assicurare ai lavoratori della Gam di non rischiare la cassa integrazione, anche per il prossimo anno. E’ l’unico modo per assumere una garanzia, attraverso una procedura giuridica legittima, forti di un concordato che autorizzava a questi passaggi”. Per i due esponenti dem era meglio autorizzare la FinMolise per una fideiussione fino a un milione e mezzo di euro per pagare le retribuzioni e gli oneri ai lavoratori.

Si astiene il Movimento 5 Stelle che aveva presentato un ordine del giorno per impegnare il governo regionale a trovare le risorse per coprire le spese relative alle spettanze dei lavoratori “dal 5 novembre fino alla concessione della cassa integrazione da parte del Ministero del Lavoro”. Una soluzione per “evitare la paralisi e la conseguente perdita degli ammortizzatori sociali”. L’atto non viene nemmeno discusso. Ma la mozione del presidente Toma approvata dalla maggioranza, a dire dei pentastellati, serve solo “a scaricare sui lavoratori le responsabilità della situazione”.

Mentre in Aula si svolge il dibattito, gli ex operai della Gam continuano ad assediare palazzo D’Aimmo. A loro viene chiesto un sacrificio per evitare la retrocessione in Solagrital: la firma di una liberatoria in cui dichiarano di fruire di “un periodo di aspettativa non retribuita”. Un ‘compromesso’ per esonerare da responsabilità l’azienda e il suo amministratore unico che l’altro ieri aveva fatto scoppiare ‘la bomba’ manifestando le difficoltà a firmare il contratto di fitto del ramo di azienda.

Ma non ci sono tutte le 262 liberatorie, mancano circa 18 firme. “Ci impegniamo a portare le altre domani, prima del vertice a Roma”, la promessa di alcuni rappresentanti sindacali. “Alcuni lavoratori non sono riusciti a venire oggi a Campobasso”.

La fumata bianca arriva dopo ore palpitanti e un lungo presidio davanti a palazzo D’Aimmo: la firma del contratto di affitto viene ufficializzato in Aula dal governatore Toma.  Questa era una delle condizioni necessarie per poter sottoscrivere domani, 15 novembre, alle 12 al Ministero del Lavoro un altro anno di cassa integrazione straordinaria per gli ex operai Gam. “Ci saranno pure Berchicci e Tacchilei”, assicura il capo della Giunta regionale.

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