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Scoperta eccezionale sull’antico muro della chiesa: un affresco del Settecento. “Forse anche più antico”

Ritrovamento importante a Civitacampomarano, il bellissimo borgo molisano interessato da una vasta frana. Durante indagini geognostiche sul muro di una chiesa crollata nel 1903, della quale resta solo il campanile, è affiorato un affresco che rappresenta la Madonna col bambino. Forse si tratta della madonna della neve, alla quale era intitolata anticamente la chiesetta di proprietà dei monaci benedettini. In base a una prima datazione fatta oggi dalla Sovrintendenza, potrebbe risalire alla metà del Settecento, "ma forse anche al Seicento"

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È una scoperta sensazionale quella fatta ieri, lunedì, del tutto casualmente sul muro della antica chiesa intitolata a Santa Maria maggiore, crollata nel 1903 e della quale resta il campanile adiacente alle gradinate di accesso dello splendido castello.

Civitacampomarano, patria di Vincenzo Cuoco e Gabriele Pepe, borgo tra i più suggestivi d’Italia, si muove tra arte nuova e antica, si conferma una terra di “tesori” la cui tutela e salvaguardia, con una frana in atto, dovrebbe essere la priorità delle istituzioni e della politica che vuole “scommettere” sul Molise migliore. Il Molise migliore è qui, su un muro sopravvissuto ai secoli dal quale, durante alcuni lavori di ristrutturazione, è affiorato un dipinto antico.

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Dipinto che potrebbe risalire a metà del 1700, come hanno evidenziato questa mattina, a una prima analisi, i tecnici della Soprintendenza e del Polo Museale del Molise. Ma che potrebbe porsi in una data ancora più antica, come ha suggerito qualche storico ed esperto d’arte sui social network, commentando le affascinanti immagini del dipinto.

“Quella chiesa – spiega il primo cittadino Paolo Manuele – è esistita fino al 1903, anno in cui è crollata. Nel recente passato e fino al secolo scorso era denominata chiesa di Santa Maria Maggiore, era una delle due parrocchie che aveva Civitacampomarano. Più anticamente però, come certifica un documento sulla prima denominazione di Civitacampomarano, era invece chiamata Santa Maria ad Nives, o Madonna della Neve”.

Di questa chiesa c’è traccia nella porta bronzea che si trova nell’Abbazia di Montecassino, in cui un presbitero – nel pannello 34 della porta incisa – ha trascritto che i monaci benedettini possedevano quella chiesa di Santa Maria ad Nives, successivamente crollata nel 1903. “Questa incisione del presbitero Pietro – precisa il sindaco – è stata fatta nel 999 dopo Cristo”.

L’affresco tornato alla luce dopo tanto tempo potrebbe rappresentare la Madonna della Neve? Non è escluso, anche se è troppo presto per fare ipotesi. Di sicuro ora quel tesoro dovrà finire in mani esperte ed essere studiato come conviene a un’opera di valore, riaffiorata dalla storia e dal passato nella sua più tenace accezione di sopravvivenza alle trasformazioni e al degrado.

 

Il ritrovamento risale a ieri, lunedì 5 novembre. Nel quadrilatero dove sorgeva la chiesa si conserva solo un muro in pietra, sul quale si stanno facendo dei lavori di indagini geognostiche in vista di un progetto di realizzazione di una nuova chiesetta. Per ora solo una idea del sacerdote scomparso quest’anno e del vescovo De Luca, che ha consentito accidentalmente la scoperta.

 

“Al centro di questo muro di pietra – racconta Paolo Manuele – è affiorato il dipinto, alto circa due metri e mezzo e largo un metro e 70 circa”. Sebbene più rovinato nella parte inferiore e ai lati, si presenta ancor ben riconoscibile nel disegno e nel colore. Un miracolo di bellezza per il quale, con comprensibile emozione, il direttore dei lavori ha avvisato la Sovrintendenza, arrivata con gli esperti del Polo Museale molisano questa mattina a fare un sopralluogo.

Datata almeno alla metà del 1700, se non un secolo prima, è indubbiamente una scoperta importante per il patrimonio di Civitacampomarano, un ritrovamento straordinario per il quale ora si dovrà procedere a una messa in sicurezza che decideranno la Sovraintendenza e la Curia, proprietaria dell’area.

 

Non è escluso che si possa fare un recupero del pezzo di muro da conservare in una teca, ma anche questo deve essere valutato con attenzione.

“L’opera – scrive il sindaco su facebook per informare la popolazione di quanto accaduto – arricchisce il patrimonio culturale del nostro Borgo e rappresenta una ulteriore traccia storica: diventa fondamentale scoprirne i contenuti. Il dipinto incarna gli aspetti salienti di questa comunità e dei suoi cittadini. Ha resistito nei secoli ed è soprattutto resiliente”.

 

Un vocabolo, la resilienza, che sembra pensato apposta per la gente di questa terra. Civitacampomarano si trova a fare i conti con una frana che ne attraversa il cuore pulsante, e nell’ultimo periodo i suoi abitanti – già provati dai ritardi enormi nell’intervento di messa in sicurezza e mitigazione del rischio – hanno anche dovuto subire ipotesi di delocalizzazione del paese ventilate dalle massime cariche istituzionali. In assenza non solo di studi scientifici a giustificazione, ma anche di buongusto e rispetto per la storia della comunità e  conservazione dei luoghi, tanto più con situazioni storico architettoniche e artistiche da preservare come quella scoperta casualmente su un antico muro di pietra.

 

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