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Schiaffi a calciatore e dirigente dell’Agnone, squalificato ex co-presidente del Campobasso

Il tribunale federale ha inibito per 2 anni e mezzo l'ex co-presidente. Deferito anche l'ex rappresentante legale del club rossoblù Giulio Perrucci e ha stabilito una multa da 7500 euro alla società.

Danilo Leone. La maggior parte dei tifosi del Campobasso calcio ancora ricorda colui che lo scorso campionato, durante la gestione De Lucia, ha acceso la piazza con le sue polemiche. Arbitri, squadra e città sono spesso finiti nel mirino dell’ex co-presidente.

Tuttavia, come dice il proverbio, ‘chi semina vento, raccoglie tempesta’. E così qualche mese dopo ‘ritroviamo’ Danilo Leone. E’ uno dei protagonisti della maxi stangata che il giudice federale ha deciso di comminare al club rossoblù: il dirigente campano è stato squalificato per due anni e mezzo. Destino simile per Giulio Perrucci, nella passata stagione rappresentante legale del club e deferito per sei mesi. Infine, alla società è arrivata una multa di 7500 euro. Non c’è male, insomma.

La condanna è arrivata qualche giorno fa dopo che la giustizia sportiva ha definito quanto successo al termine del derby ‘bollente’ tra Campobasso e Olympia Agnonese dello scorso 11 febbraio. Successe di tutto, soprattutto in campo: alla fine della partita, conclusasi con il risultato di 1 a 1, si scatenò una rissa che coinvolse squadre e dirigenti.

Offese, aggressioni “fisiche e verbali”, schiaffi, calci e pugni: tutto documentato dalla squadra mobile di Campobasso che successivamente ha informato la Procura federale per le valutazioni di competenza. Danilo Leone era stato già individuato dagli investigatori come uno dei principali protagonisti dei tafferugli. Dopo essere entrato “indebitamente” sul campo da gioco, l’ex co-presidente si era avvicinato all’arbitro minacciosamente. Infine, aveva schiaffeggiato un calciatore e un dirigente della squadra altomolisana. Da qui, secondo le ricostruzioni dei poliziotti, si era scatenata una rissa.

Danilo Leone era stato identificato anche dalle sue vittime: sia il dirigente che il giocatore dell’Olympia Agnonese, una volta ascoltati, avevano confermato di essere stati colpiti da lui. Il primo aveva preso due schiaffi, il secondo uno.

Peccato che Leone non poteva essere lì in quel momento nè poteva rivestire incarichi dirigenziali essendo stato già inibito dal Tribunale federale territoriale della Campania. Il dirigente aveva riferito alla Polizia di essere lo sponsor della società in quanto pagava le spese delle trasferte della squadra (fra l’altro molti alberghi hanno lamentato il mancato pagamento del dovuto, ma questo è un altro capitolo, ndr). In realtà, lui si presentava a incontri pubblici come le conferenze con la stampa locale come co-presidente. Un aspetto che gli investigatori hanno accertato.

Otto mesi dopo, la decisione del Tribunale federale nazionale – Sezione disciplinare che ha riconosciuto Leone protagonista delle violenze documentate dalla Squadra mobile sul campo e confermate dall’arbitro nel suo referto: aveva attestato che il co-presidente rossoblù lo aveva insultato e minacciato. Il dirigente campano, che alla fine della scorsa stagione era stato rimosso nel suo incarico dall’allora patron De Lucia, dunque è stato squalificato per 30 mesi.

Giulio Perrucci

Ma non è finita qui. E’ stato squalificato per sei mesi anche Giulio Perrucci il quale aveva riferito alla Polizia che Leone non aveva alcun tipo di rapporto con la società e che non era mai stato autorizzato a rilasciare dichiarazioni in nome e per conto del club. In sostanza, seguiva le partite della squadra come un semplice tifoso. Perrucci è stato deferito perché, si legge nella sentenza, “pur essendo a conoscenza della inibizione di Leone non impediva che partecipasse attivamente alla gestione societaria attraverso rapporti con terzi e con gli organi di stampa”.

Ultima mazzata per la società multata di 7500 euro. Altra benzina sul fuoco: il Campobasso è in crisi nera in questo inizio di campionato. Dopo aver infilato già una serie di sconfitte (l’ultima ieri, 4 novembre, contro il Notaresco in provincia di Teramo), c’è stato un duro faccia a faccia tra squadra e tifosi che ne hanno atteso il ritorno dopo la trasferta in Abruzzo.