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Sassinoro, indagini dell’Antimafia. Anche il Molise protesterà a Napoli foto

La mega discarica che dovrebbe sorgere al confine tra la provincia di Benevento e quella di Campobasso continua a preoccupare e ad allarmare istituzioni locali, associazioni e la rete dei comitati. Entro il 30 novembre prevista una manifestazione nel capoluogo partenopeo per sensibilizzare la Regione Campania sul disastro che il sito creerebbe al territorio e alle comunità

L’Antimafia di Salerno indaga sulla discarica di Sassinoro. E’ dei giorni scorsi la notizia che il sostituto procuratore Vincenzo Montemurro, il magistrato che sta sradicando gli eventuali rapporti collusi tra il mondo imprenditoriale della provincia di Salerno e Napoli con i rappresentanti politici della Regione Campania, ha puntato i riflettori anche sulla discarica al confine col Molise.

Nel fascicolo della Procura le concessioni che la Regione campana ha rilasciato alla “New Vision”, ditta che si occupa di realizzare e gestire l’impianto di compostaggio destinato a nascere nell’area Pip di Sassinoro, vale a dire nel Parco regionale del Matese.

Una discarica capace di trattare 22mila tonnellate di rifiuti all’anno con tutti i potenziali rischi che ne conseguono e rispetto ai quali si sta mobilitando la provincia di Benevento ma anche il Molise.

Sì, perché dopo la netta posizione della consigliera Mena Calenda anche Michaela Fanelli scende in campo e chiede uno “stop” ad un progetto che potrebbe essere dannoso e pericoloso per la realtà locale.

Quindi un’assemblea che si è svolta domenica pomeriggio e che ha visto la partecipazione dei comitati di Campania e Molise che sono contro il sito di stoccaggio e la decisione di protestare in maniera forte e decisa verso la fine del mese a Napoli. Dove c’è la sede della Regione.

E sotto la quale ci saranno anche i rappresentanti della Regione Molise, della Provincia di Campobasso insieme a folte delegazioni di sindaci e amministratori che con la loro presenza ratificheranno il proprio disappunto alla realizzazione di impianti di trattamento rifiuti e di eolico selvaggio nella Valle del Tammaro e sull’area interessata dal Parco nazionale del Matese.

L’impianto che dovrebbe sorgere a Sassinoro non rientra nelle disposizioni della direttiva europea sui rifiuti, della legge nazionale, della legge regionale campana e del Piano regionale dei rifiuti della Campania che invece dispongono “che il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti va fatto nell’ambito territoriale ottimale provinciale e non al di fuori della Provincia in cui i rifiuti vengono prodotti. A tal proposito – scrive la rete dei comitati – si chiarisce che le 29mila tonnellate annue di frazione umida dei rifiuti prodotti complessivamente in provincia di Benevento verranno lavorate nell’impianto di Casalduni da una società controllata al 100% dalla stessa amministrazione provinciale di Benevento. Non si comprende il motivo per il quale i rifiuti prodotti in altre province della Regione Campania dovrebbero essere trattati in impianti a confine con il Molise, in un’area su cui il legislatore nazionale ha inteso istituire il Parco del Matese”.

In prima fila anche Micaela Fanelli che sollecita il governatore del Molise ad “intraprendere tutte le necessarie azioni giuridiche cautelative per inserirsi nella pendenza giudiziaria aperta al Tar e dare manforte ai comitati per bloccare l’opera”.