Primonumero.it - Notizie da Termoli Campobasso Molise

Sanità da sette mesi senza commissario: è paralisi. Il “governo del cambiamento” diffidato dalla Regione. M5S: “Colpa del Mef”

Approvato in Consiglio regionale un ordine del giorno che impegna il presidente a diffidare il governo Lega-M5S sul ritardo record accumulato nella nomina del commissario ad acta. Una carenza che sta paralizzando interi reparti ospedalieri infiammando il dibattito tra centrodestra e M5S. I grillini, però, si smarcano: "Il Ministro della Salute doveva proporre dei nominativi e lo ha fatto. Questi nomi, infatti, sono sul tavolo del Mef da due mesi circa". Diversa la lettura di Iorio: "Questi commissari si sono trasformati in amministratori straordinari del governo nelle regioni del sud".

Da sette mesi la sanità molisana è paralizzata perché manca il commissario ad acta. Il “governo del cambiamento” ha accumulato un ritardo inaccettabile sulla nomina al punto che neppure i 5 Stelle possono nascondere una certa insofferenza. Insofferenza ancora più acuta tra i banchi del centrodestra in Consiglio regionale dove oggi pomeriggio, 9 novembre, è stato approvato a maggioranza (13 favorevoli e 6 contrari, questi ultimi  tutti portavoce pentastellati) un ordine del giorno “che impegna il presidente della giunta regionale del Molise a porre in essere ogni atto utile, ivi comprese diffide e/o messa in mora, nei confronti del governo centrale, in tutte le sue espressioni, tendente a porre fine alla situazione di paralisi in cui versa la sanità molisana, nominando con la massima urgenza il commissario ad acta, già individuato nella figura del governatore Donato Toma ai sensi della legge 232/2016”.

Insomma, l’assemblea di via IV Novembre intende perseguire ogni strada per ottenere un’accelerazione sulla nomina che possa coincidere, possibilmente, con la figura del governatore. Lo chiede nonostante, ormai molti mesi fa, il ministero della Salute guidato dalla grillina Giulia Grillo abbia già detto che chi è presidente di Regione non può e non deve essere anche commissario, chiamato a svolgere un ruolo più “tecnico” e “sganciato dalla politica”.

Della nomina di questo esperto della materia però, non c’è neppure l’ombra. E così interi reparti degli ospedali molisani soffrono per la carenza di medici che non vengono rimpiazzati anche perché le graduatorie con le figure professionali necessarie non si possono toccare mancando, per l’appunto, il commissario che firma atti e si assume la responsabilità di certe decisioni. Accade per esempio nel reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale San Timoteo di Termoli. Ma la situazione è identica anche a Isernia e Campobasso.

cartelli ospedale san timoteo

Toma durante il suo intervento in aula ha ricordato i suoi incontri recenti con la ministra Grillo (che ieri sera è diventata mamma come annunciato, con tanto di felicitazioni, durante i lavori del Consiglio) “ma lei ha detto che avevamo posizioni politiche diverse e che avrebbe valutato la mia istanza che, voglio sia chiaro, non arriva solo da Donato Toma ma da tutti i molisani e da tutte le regioni (come ribadito in sede di Conferenza Stato-Regioni l’8 agosto scorso)”.

donato toma

Ampio e articolato il dibattito in cui i rappresentanti del Movimento 5 Stelle sono stati oggetto di critiche da parte della maggioranza che stamattina, un po’ a sorpresa e dopo l’ultimo Consiglio dei ministri che non ha trattato il caso Molise neppure ieri, ha presentato l’ordine del giorno votato nel pomeriggio.

“Continuiamo ad assistere alla sistematica strumentalizzazione del tema del commissariamento per la sanità operato da giunta e maggioranza” questa la replica dei pentastellati.

“Forse ai più non è chiaro l’iter previsto per la nomina del Commissario. L’iter previsto dalla legge vuole che la nomina del Commissario ad acta per la Sanità sia espressione del Ministero dell’Economia e delle Finanze d’intesa con il Ministero della Salute, sentito il parere non vincolante della Conferenza delle Regioni, con approvazione finale da parte del Consiglio dei ministri. Quindi la nomina non è questione esclusiva del Ministro Giulia Grillo. Il Ministro della Salute doveva proporre dei nominativi e lo ha fatto. Questi nomi, infatti, sono sul tavolo del MEF da due mesi circa”.

Una netta presa di distanza dal ministro Giovanni Tria che a detta dei grillini è il vero responsabile di questa paralisi. Oltre a “un piano operativo sbagliato” che, a monte, ci ha portati a questa situazione.

Ha dato una lettura del ritardo record molto diversa Michele Iorio. Il consigliere nonché ex governatore e commissario ad acta “senza voler passare per un complottista” ritiene che il sistema del commissariamento “a prescindere da chi sarà non risolve i problemi della sanità molisana, una regione fatta passare come quella che poteva dare lezioni agli altri solo per dimostrare che si doveva andare verso il commissariamento fino all’assurdo in cui i commissari ad acta (che dovrebbe fare atti e andare via) si sono trasformati in amministratori straordinari del governo nelle regioni del sud. Questa è la verità: affrontate questo tema voi che dite di essere governo del cambiamento”.

Infine l’appello: “Dobbiamo riprenderci, come Molise, il governo della sanità e dimostrare che possiamo fare meglio di un funzionario inviato qui da Roma”.