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Sanità, Cefaratti ha la ‘soluzione’: “Di Marzio commissario a costo zero e si dimetta dal Senato”

Il consigliere regionale di Orgoglio Molise (centrodestra) torna a parlare della norma sull'incompatibilità tra il ruolo di commissario e quello di presidente di Regione. Il suo suggerimento per superare l'impasse è provocatorio: "Con un semplice emendamento si potrebbe evitare che l'incompatibilità venga estesa a tutti i politici". Il senatore 5 Stelle Luigi Di Marzio è la sua seconda scelta: "E' competente ma dovrebbe farlo a costo zero come farebbe Toma. E se proprio i politici non vanno bene, si dimetta da Palazzo Madama"

Nonostante sia ormai chiaro che il ruolo di commissario ad acta per la sanità in Molise non coinciderà con quello di governatore, la polemica sull’esclusione di Donato Toma dal delicato compito di rimettere in sesto i nostri conti non si placa. A tifare ancora per il presidente è il consigliere Giancluca Cefaratti (Orgoglio Molise) il quale, dopo l’ok del Senato alla norma sull’incompatibilità scrive: “I cittadini “premiano” un candidato proprio per la sua preparazione e la sua competenza specifica confidando nel fatto che possa metterla al servizio della collettività. Anche per questo motivo i cittadini molisani hanno scelto il presidente Toma, consapevoli del fatto che avrebbe messo a loro disposizione la sua elevata competenza professionale. Ed il settore in cui è necessaria una elevata competenza è, guarda caso, proprio quello sanitario, visto e considerato che il relativo bilancio ne rappresenta l’80% di quello regionale. Il presidente Toma è pertanto il più classico esempio della sintesi tra un “politico” ed un “tecnico” e dimostra che una carica non può e non deve escludere l’altra”.

Ma Cefaratti interviene anche sulle recenti dichiarazioni del senatore Luigi Di Marzio. L’ex direttore sanitario dell’ospedale Cardarelli ha detto che chi ha causato danni con una gestione sbagliata non può risolvere i problemi.

“A chi si riferisce? E’ questa una accusa circostanziata e rivolta a qualcuno in particolare? Se sì, faccia il nome e non resti nel generico; una cosa però è certa: questo qualcuno non è il presidente Toma che non si è mai occupato, in precedenza, di questioni legate alla sanità”.

Insomma, Di Marzio avrebbe “sparato nel mucchio” secondo Cefaratti che lancia un sospetto: “Sarebbe  molto interessante capire quale significato attribuisce il ministro Grillo al termine “tecnico”. Se intende un ragioniere, un revisore dei conti, un calcolatore, allora l’unico indiziato è il presidente Toma (vista la sua attività professionale); se invece intende un “esperto” della materia in questione allora la strada porta dritto al senatore Di Marzio (anche in questo caso, vista la sua attività professionale)”.

Poi il suggerimento che sa tanto di provocazione: “Se proprio si vogliono escludere i presidenti di Regione, visti gli ottimi rapporti tra i “portavoce” del M5S e il ministro Grillo, basterebbe, con un semplice emendamento, che l’incompatibilità non fosse estesa ai “politici” in senso lato: a questo punto sarebbe perfetto per il ruolo proprio il senatore Di Marzio. Molisano eletto dai cittadini molisani, un eccellente curriculum, componente della Commissione Igiene e Sanità di Palazzo Madama, una attività professionale svolta prevalentemente in Regione che gli consente pertanto di conoscere perfettamente la situazione del nostro comparto sanitario. Chi meglio di lui quindi? Non ha causato danni, non è interessato direttamente dai legami politica-sanità. Sono certo che accetterebbe senza problemi, così come sono certo che lo farebbe a titolo totalmente gratuito (come, da prassi, farebbe il Presidente Toma). Se poi lo scoglio dell’incompatibilità “politica” dovesse risultare invalicabile, il senatore potrebbe anche dimettersi da Palazzo Madama ed assolvere il suo nuovo compito a tempo pieno. Renderebbe ai cittadini molisani un servizio di fondamentale importanza”.