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Rubò 27mila litri di gasolio e fu condannato ad un anno di carcere. Ora il processo è da rifare

Denunciato dalla squadra mobile con l'accusa di furto aggravato e continuato, un 48enne di San Giovanni in Galdo venne condannato dal Tribunale di Vasto. In Appello è stato accolto il ricorso del suo legale di fiducia, l'avvocato Silvio Tolesino. Annullati tutti gli atti.

La polizia lo aveva denunciato 4 anni fa. Un 48enne di San Giovanni in Galdo, con un lavoro ben retribuito (era autista di una ditta di trasporti) ma un vizio che gli costò caro: quello di rubare gasolio dai pullman della sua azienda.

27mila litri di carburante per un valore commerciale di quasi 45mila euro. A tanto ammontavano i furti che frequentemente – secondo l’accusa – l’uomo era solito fare.

Tant’è che fu chiamato a rispondere di furto aggravato continuato ai danni della società di cui era dipendente.

Il controllo che lo inchiodò, ad opera della squadra mobile di Campobasso, scattò il 3 aprile del 2014. Quando le auto della polizia arrivarono a San Giovanni in Galdo per una verifica, gli agenti trovarono in un magazzino vicino casa dell’uomo un numero enorme di cisterne, contenitori vari e persino le botti utilizzate per conservare il vino ma in quel caso all’interno c’era soltanto gasolio. Ben 27mila litri raccolti in due anni di furti.

Altri 125 litri erano conservati in 5 lattine di plastica che la polizia trovò nel portabagagli dell’auto e – secondo gli inquirenti – erano il provento di un furto effettuato la notte prima.

Nel capannone inoltre furono trovati anche tutti gli strumenti che al 48enne servivano per prelevare il gasolio dai pullman. Sta di fatto che per quelle accuse fu condannato dal Tribunale di Vasto ad un anno di reclusione.

Ieri, un colpo di maestro dell’avvocato Silvio Tolesino ha annullato la sentenza di condanna.

Dunque il processo è tutto da rifare. Il legali, infatti, facendo fronte ad una serie di cavilli giudiziari presentò il ricorso in appello contro il verdetto e la corte d’appello di Vasto ha accolto il ricorso del legale sostenendo che “sì, il processo così come formulato non ottemperava alla normativa e dunque va rifatto”.

Per ora, il 48enne di San Giovanni in Galdo, ironia della sorte, anche in primo grado torna ad essere potenzialmente innocente.