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Reparto maternità San Timoteo diventa terreno di scontro politico: Scurti risponde ai 5S

La notizia della possibile chiusura del reparto maternità dell’ospedale San Timoteo di Termoli infiamma gli animi dei politici termolesi che, a suon di ‘botta e risposta’, lanciano accuse e scaricano colpe sugli altri. Dopo gli interventi dei pentastellati Nick Di Michele e Valerio Fontana, in risposta al consigliere di maggioranza Mario Orlando, a prendere la parola ora è il capogruppo del PD Oscar Scurti che analizza la situazione e snocciola le opere incompiute targate Cinque Stelle: “Capisco che non è un buon momento per i pentastellati soprattutto dopo la grande balla elettorale del no tap ed il no Ilva e le continue marce indietro che devono fare su tantissime promesse come il no condono fiscale, no condono su ischia, no tav e cosi via”.

Il consigliere di maggioranza definisce i due interventi targati pentastellati fatti di “tante chiacchiere e nessuna risposta sul perché la nostra regione è ormai da sei mesi senza il commissario della Sanità (ovvero senza la testa e senza chi deve firmare i più importanti atti) e senza sapere se il punto nascita dell’ospedale di Termoli verrà soppresso o meno”.

Secondo Scurti, Di Michelecontinua a proclamare con enfasi la sua vittoria nelle prossime elezioni comunali (gli ricordo che non tutti i capodanni si fanno con lo sparo) ma non fornisce nessuna risposta sui precisi quesiti ed esortazioni fatte prima dal Sindaco Sbrocca e poi dal consigliere Orlando, come a dire “dico altro perché non so dare risposte a quanto chiesto”.

Il consigliere di maggioranza punta l’attenzione sul punto nascita termolese, un “argomento troppo importante per la nostra città e per tutto il Bassomolise per far finta di niente o essere silente come sta facendo Di Michele che sempre di più mostra un nervosismo connotato del peggior qualunquismo e incapacità politica”.

E se è vero che, da qualche anno, l’ago della bilancia nascite punta sempre al negativo, con una diminuzione sempre maggiore di neonati durante gli anni, è pur vero che “negli anni scorsi il Ministero della Salute ha sempre accettato le richieste di deroga fatte dalla Regione – sottolinea ancora il capogruppo PD – Pertanto il problema si pone oggi, con il Ministro della Salute attuale, Giulia Grillo, che appartiene al Movimento Cinque Stelle”.

L’attenzione dell’esponente del partito Democratico si è focalizzata anche sulla mancata individuazione del Commissario Regionale “di esclusiva competenza ministeriale, così come la chiusura dei punti nascita”, puntando il dito contro Fontana: “Non faccia il furbo quando dice che il sindaco Sbocca ha parlato di reparto alla frutta, piuttosto rilegga bene l’intervento del sindaco quando parla di eccellenze del nostro reparto maternità che verranno sacrificate a causa dell’inerzia e dell’assenza di peso politico dei Cinque Stelle nostrani. Quindi chi sta realmente danneggiando la comunità termolese è proprio l’inutilità dei cinque stelle del Molise perché, ricordo ancora una volta, finché il governo nazionale era di altro colore politico, il reparto è rimasto aperto”.

L’auspicio è che il reparto resti in vita, vista l’importanza che rappresenta per tutta la comunità del basso Molise “perché vogliamo continuare a vedere nella carta d’identità dei nostri figli e nipoti la scritta ‘nato a Termoli”, ha dichiarato ancora Scurti che pone un ultimo quesito a Di Michele e Fontana:Se sanno che il Ministro della Salute ha nominato il commissario alla Sanità ce lo dicano o se sanno che il punto nascita non verrà soppresso ce lo dicano. Ma se invece non sanno nulla di tutto questo, come si intuisce, si uniscano a noi per chiedere ad alta voce al Ministro della Salute di nominare il Commissario ed accogliere la richiesta di deroga avanzata dalla Regione per non far sopprimere il punto nascita di Termoli. La salute è di tutti e deve essere tutelata senza colori ed ad ogni livello”.