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Pochi infermieri negli ospedali, sindacati chiedono incontro urgente a Regione e Asrem

Carichi di lavoro “eccessivi” e salute dei pazienti e del personale “a rischio”: i sindacati tornano a parlare di sanità e ospedali. Lo fanno con una nota molto cruenta indirizzata ai vertici regionali e all’Asrem in cui denunciato “gli enormi disagi che quotidianamente i lavoratori affrontano nel gestire le proprie attività assistenziali e che non li mettono nelle condizioni di poter meglio gestire eventi rischiosi, con conseguenze talvolta anche drammatiche”.

Il piano di rientro dal disavanzo, le assunzioni bloccate e i continui tagli al comparto hanno determinato inefficienze e carenze che sono diventate, non di rado, anche notizie di cronaca nera.

Cgil, Cisl, Uil e Fsi Usai hanno chiesto tante volte la determinazione del fabbisogno di personale necessario a garantire i Lea (livelli essenziali di assistenza) e la pianificazione delle assunzioni “secondo quelli che sono i parametri nazionali previsti dal rapporto paziente/dipendente previsto dal cosiddetto decreto Balduzzi  oggi ancor più urgente considerata la modifica alle norme sulla previdenza (c.d “Quota 100”) che vede un’ulteriore svuotamento della forza lavoro”.

Fu proprio in virtù di questa premessa che il 6 dicembre del 2017 le organizzazioni sindacali siglarono un accordo con la struttura commissariale all’epoca guidata ancora dall’ex governatore Paolo Frattura, la direzione strategica Asrem e quella generale della salute per l’attivazione delle procedure di stabilizzazione a partire dal 2017 secondo le norme allora vigenti e il recepimento e applicazione delle procedure previste dal decreto 75/2017 (decreto Madia) a partire da gennaio 2018 a copertura dei posti resisi disponibili successivamente ai pensionamenti previsti tra il 2017 e il 2020.

Quell’accordo, purtroppo, è rimasto solo sulla carta.

Ecco perché è stato chiesto un incontro urgente “con la direzione regionale alla salute, la direzione Asrem e il presidente della Giunta regionale per la definitiva attuazione delle procedure di stabilizzazione previste dalle vigenti norme e recepite nell’accordo sindacale 2017 con il relativo piano occupazionale triennale e del fabbisogno di personale.