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Pâtisserie, la molisana Carmela Moffa incoronata miglior pasticcera 2018 in Francia foto

Non solo pasticcera dell'anno 2018, Carmela è la prima donna a partecipare al concorso internazionale ‘Pâtissiers dans le monde’ e la prima a vincerlo. Residente a Riccia, porta alto il nome del suo Molise nelle selezioni internazionali e nelle scuole dove insegna

Si chiama Carmela Moffa ed è la migliore pasticcera dell’anno 2018 secondo la giuria francese che le ha consegnato il premio nella competizione internazionale ‘Pâtissiers dans le monde’. La gara, ospitata nel liceo professionale Lautréamont, ha visto dieci finalisti provenienti da ogni parte del mondo darsi battaglia a suon di fruste e creatività.

Oltre ad essere bravissima, come dimostrato durante la competizione, Carmela è molisana, precisamente di Riccia, dove vive da 17 anni assieme a suo marito, il due volte campione del mondo di gelateria e pasticceria Antonio Capuano ed alla sue due figlie che l’hanno sempre incoraggiata dicendole “Spacca tutto” e da un quarto di secolo porta alto il nome della regione nel mondo.

Carmela Moffa, campionessa pasticceria

La sua passione per i dolci ha radici familiari: sua madre aprì un panificio-pasticceria dove Carmela ha mosso i primi passi e piantato le basi per il suo futuro, innamorandosi delle “materie che rappresentano la vita, da manipolare per essere trasformati, perché ogni ingrediente è vita che fornisce sensazioni diverse”.

Una donna forte, indipendente, caparbia, piena di risorse che ha spiccato il volo e si è imposta in un mondo prettamente maschile, battendo nove tra i migliori pasticceri del mondo. Insegnante nelle migliori scuole italiane ed estere, autrice, assieme al marito, del manuale di pasticceria ‘Ispirazioni’, una bibbia per tutti coloro che si muovono in questo campo, Carmela ha raccontato a Primonumero.it la sua vita, le sue passioni, il suo futuro e la gara che l’ha incoronata miglior pasticcera per l’anno 2018, stracciando tutti con la sua torta al cioccolato e stupendo i giudici, tutti francesi e campioni mondiali, rigidi e ligi al regolamento, che le hanno dato il massimo dei voti.

Carmela Moffa, campionessa pasticceria

Qual è la parte più difficile del tuo lavoro?

“Le competenze. Si deve studiare tanto per apprenderle ed affinarle. La pasticceria è scienza dell’alimentazione e tanta chimica. La difficoltà è il rispetto delle bilanciature per raggiungere la perfezione e l’utilizzo di materie prime come il burro o il cioccolato, non i surrogati che cambiano la qualità del prodotto ed il gusto”.

Come ti sei approcciata al mondo dei concorsi?

“Inizialmente sostenevo mio marito dietro le quinte, non volevo mettermi in mostra. Poi mi sono iscritta alla prima competizione e da lì non mi sono più fermata. Nel 2008 ho vinto, assieme a mio marito, la Coppa Europea”.

Come sei arrivata in Francia?

“Ho fatto una selezione europea a Padova nella scuola Hangar78. Ho vinto, piazzandomi prima, assieme ad altri tre italiani Claudio De Blasis di Roma, Davide Pisano di Varese e Marco Arculeo dalla Sicilia. Il 19 novembre c’era la finale in Francia nel liceo dei mestieri di Lautréamont. Eravamo in dieci, tra americani, francesi e noi quattro italiani che ci siamo piazzati ai primi posti”.

Raccontaci qualcosa della gara.

“La gara dura sei ore e si svolge in diretta. Il giorno prima ci sono 4 ore di preparazione in cui si pesano gli ingredienti e si prepara la postazione di lavoro che viene assegnata tramite sorteggio. Il regolamento prevedeva una scultura in cioccolato con tre entremets, un dolce moderno al cucchiaio, o lo zucchero artistico di caramello. Io ho scelto il cioccolato, amo lavorarlo ed è il mio cavallo di battaglia”.

Qual è il dolce che ti ha permesso di vincere?

“Il tema assegnato era il ‘Compleanno dei bambini’: ho realizzato una pièce, lavorando sulla fantasie e mostrando le mie abilità e la mia conoscenza della materia. Ho puntato sulle tecniche. Ho scelto il ‘Mondo magico marino’ creando una Sirenetta a polpo. Il dolce era composto da un bacio di dama alle nocciole con sopra uno strato di croccantino composto da cioccolato al latte e pralinato di nocciole e cialde sbriciolate. All’interno era decorato e stratificato, visto che viene valutato anche l’interno, soprattutto durante i mondiali dove la parola d’ordine è stupire. La forma era una ciambella con uno strato esterno di mousse al cioccolato fondente al 66%, all’interno era incapsulata una bavarese alla vaniglia che nascondeva un gelèe al frutto della passione e mango, un caramello mou alle nocciole e un pan di spagna al cioccolato al 66%. Il tutto glassato con una glassa al caramello e cioccolato al latte. La pièce artistica andava costruita a momento, solo i pezzi più grandi e colorati potevano essere portati. Da regolamento dovevamo fare un fiore dal vivo, colando il cioccolato, ritagliandolo e colorandolo. Ognuno ha utilizzato tecniche diverse ed usando la propria fantasia. Ho vinto con il massimo del punteggio, 200 punti”.

Come ti sei sentita quando hanno annunciato il tuo nome come vincitore?

“Tanta emozione, sono stata la prima donna, nella storia di questo campionato, ad arrivare in finale, la prima ad aver partecipato ed a vincere. Sola in mezzo agli uomini. Nel campo del cibo e della pasticceria l’Italia e la Francia sono le potenze mondiali, essere scelta da giudici francesi, campioni del mondo, mi ha stupita. Alla fine mi hanno detto ‘Chapeau Madame’ e ne sono orgogliosa. Non mi sono fatta prendere dall’ansia e ce l’ho fatta. I primi tre posti sono stati vinti da italiani, suscitando anche un po’ di invidia negli altri concorrenti”.

Cosa c’è nel tuo futuro?

“Il mio lavoro da insegnante e di consulente di pasticceria e tra due anni volerò nuovamente in Francia, ma stavolta in veste di giudice”.

Cosa consigli a chi decide di intraprendere la strada della pasticceria e delle competizioni?

“Credete in voi stessi, sfidate le vostre capacità, mettetevi in gioco per capire a che livello siete. Non arrendetevi perché fa crescere e si impara tanto”.