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Nuove costruzioni in zona ospedale. Col Piano casa appartamenti e villette duplex

Nella crisi nera dell'edilizia qualcosa si muove. In via Elba lavori in corso per una nuova lottizzazione: 12 appartamenti e sei villette duplex antisismici e con standard elevati grazie alla legge del Piano Casa. "Vendere è molto difficile - spiega il costruttore Del Re - ma sicuramente si vende meglio il nuovo dell'usato. Specie se è improntato alla sicurezza".

Una palazzina di 12 appartamenti e sei moduli di villette duplex. Questo è il progetto edificatorio di contrada Mucchietti, che si sta realizzando lungo via Elba, nell’area poco distante dall’ospedale e praticamente in una zona di villette a basso indice di cubatura. Il grade scavo e i pilastri di cemento e ferro che si stanno posizionando sul terreno, circa 8mila metri, non sono sfuggiti ai numerosi automobilisti e passanti che si interrogano sul futuro di quella zona. Nulla di misterioso o singolare: si tratta di una lottizzazione privata che mira a costruire una palazzina a tre piani e alcune villette a due piani con ingressi separati.

Edifici nuovi di zecca, possibili grazie al Piano Casa che ha permesso l’ampliamento della lottizzazione preesistente, passata in mano all’ingegnere Del Re. Lo stesso che ha già realizzato diversi fabbricati a Termoli, fra cui quelli bianchi e gialli di piazza del Papa per i quali, ricorda lui stesso presente sul cantiere per seguire il lavoro di ruspe e operai, “la vendita sulla carta risultava facilissima. Ma erano altri tempi – riflette – e la crisi non aveva ancora coinvolto il settore dell’edilizia così pesantemente”.

Era il 2010 circa, meno di dieci anni fa. “In questo periodo – continua Del Re – molte cose sono cambiate, e si vende con una difficoltà enorme. E anche costruire è molto più complesso”. Il suo progetto è chiaramente antisismico (“E non potrebbe essere altrimenti”) e con materiali all’avanguardia. “Sicuramente – riflette – il nuovo si vende meglio dell’usato, specialmente se si offre un prodotto di alta qualità”.

Il recente terremoto di agosto ha reso gli ipotetici acquirenti molisani più cauti nella scelta della prima casa e più esigenti in fatto di standard edificatori. Il che è un bene in una cittadina dove il patrimonio urbanistico è in gran parte scadente, e non soltanto da un punto di vista estetico. Ovvio che la selezione renda dura la vita ai costruttori, schiacciati soprattutto da una crisi che, ha recentemente dichiarato a Primonumero.it Cosmo Galasso, presidente regionale dell’associazione costruttori edili, “ormai è cronica”.

E se l’edilizia si ferma, come succede, si fermano in una sorta di reazione a catena tutte le imprese e gli artigiani che forniscono servizi nel settore: elettricisti, idraulici, fabbri. Dal 2008 a oggi si sono persi oltre 5mila operai su 9mila che erano occupati. Il monte salari del settore è sceso da 62 a 27 milioni di euro, secondo quando denunciato da Cassa Edile. C’è stato un crollo dei bandi di gara, sia per numero che per importi. I permessi a costruire sono calati dell’80 per cento, tanto per l’edilizia residenziale che per quella commerciale. E in Molise sia l’ecobonus che il sisma bonus sono stati poco sfruttati.

In un contesto tanto ombroso, in un tunnel di cui non si intravede la fine, nuovi e moderni progetti edificatori sono una scommessa. Il segnale che qualcosa si muove? “Forse a Termoli va un pochino meglio che altrove – sintetizza il costruttore – ma sicuramente non si tornerà più alla situazione di un tempo. Quella è un’epoca conclusa…”.