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‘Noi siamo il Campobasso’, associazione verso l’addio: “Alcuni intrallazzoni ci hanno boicottato”

Venerdì 9 novembre alle ore 17 i soci si riuniranno in Comune per l'assemblea ordinaria. Ma tira aria di addio e senza i nuovi incarichi saranno messe all'asta le magliette della Juniores

Sono pronti a scorrere i titoli di coda sulla (breve, a dire il vero) storia dell’associazione ‘Noi siamo il Campobasso’, nata cinque anni fa per organizzare l’azionariato in città come forma di sostegno alla squadra del capoluogo. Era il 2013 e il club rossoblù era fallito per l’ennesima volta. Si ripartiva dall’Eccellenza con nuovi stimoli e la voglia di tornare in campionati più confacenti.

Obiettivo raggiunto in un anno: i rossoblù guidati da mister Farina erano una corazzata e vinsero il massimo torneo regionale abbastanza agevolmente.

Quindi il ritorno in serie D. Ad un certo punto, soprattutto negli ultimi mesi, l’associazione si è iniziata a defilare. Per capire se ci sarà un futuro venerdì 9 novembre alle ore 17 i soci si riuniranno per l’assemblea ordinaria.

All’ordine del giorno ci sarà il rinnovo delle cariche associative e la programmazione delle nuove attività per l’anno sportivo in corso. L’associazione si trova ad un bivio.

In caso non ci fossero candidature per il rinnovo delle cariche l’associazione chiuderà i battenti”, si legge nella nota pubblicata sulla sua pagina Facebook. “I tempi dell’emergenza in cui siamo nati sono apparentemente terminati, almeno a dire della nuova società. Di questo siamo contenti, vuol dire che il Lupo avrà finalmente un futuro roseo e senza stenti finanziari dovuti alle scellerate gestioni del precedente gestore.”. E’ proprio il mancato feeling con la nuova cordata italo-inglese che sembra aver tagliato le gambe dall’associazione.

I massimi rappresentanti dell’associazione rivendicano quanto fatto: “Ne andiamo fieri”. E si tolgono qualche sassolino dalla scarpa: “La nuova società ha dichiarato di aver trovato terra bruciata a Campobasso, ma con alcune grosse imprecisioni: ha trovato un titolo sportivo in serie D che senza l’Associazione non ci sarebbe stato ed ha trovato un patrimonio di ragazzi juniores di assoluto valore, che ci hanno permesso di salvarci l’anno scorso con ben quattro esordi dal primo minuto, e che vengono poco utilizzati in prima squadra per motivi extrasportivi riconducibili a procuratori e affaristi vari”.

Parole di fuoco vengono espresse anche nei confronti di “alcuni intrallazzoni campobassani ci hanno boicottato dall’interno: si sono imposti per entrare nel Consiglio di Amministrazione dell’Associazione e una volta entrati ci hanno sabotato dall’interno, portando un apporto fatto solo di critiche e nullafacenza. Ma siamo andati avanti lo stesso ed abbiamo portato a termine il secondo campionato nazionale juniores, a totale carico economico e tecnico dell’Associazione, senza lasciare un euro di debito e non facendo mai mancare niente ai nostri ragazzi, arrivando terzi a due punti dalla prima classificata, con risorse private e di amici che ci sono stati vicino.

Questo ha trovato la Società, una juniores senza debiti e con ragazzi di valore, non il deserto, nonostante l’Associazione sia stata derubata dei propri fondi per il secondo anno consecutivo da chi aveva accesso ai conti bancari.

Ma appena insediati, dopo averci chiesto tutti i documenti societari che abbiamo gelosamente custodito per non farli sparire come ne sono spariti tanti, hanno pensato bene di farsi restituire subito le chiavi della nostra sede e di cacciarci dallo stadio, anche essendo l’Associazione detentrice di quote societarie già versate, con bonifici bancari tracciati, non a chiacchiere. Ma va bene così, vuol dire che non hanno bisogno di nulla e noi non possiamo che esserne contenti”.

Accuse pesantissime e che contribuiscono a rendere ancora più pensate il clima che si respira in contrada Selvapiana.

Nel caso in cui l’associazione non dovesse ricostituirsi, saranno messe all’asta tutte le magliette della juniores con cui sono stati disputati gli ultimi due campionati e le divise della squadra che ha vinto l’eccellenza. I proventi andranno devoluti all’Associazione Nazionale bambini diabetici. “Speriamo – la chiosa finale – di dare un aiuto e un sollievo ai bambini che soffrono di questa malattia. In maniera seria e trasparente, come abbiamo sempre fatto, non come chi vende robaccia di tutti i tipi sfruttando i colori rossoblù senza un minimo di rendicontazione”.