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Nebbia a Bari, volo Ryanair dirottato a Pescara. “Ora vogliamo il rimborso” foto

Un molisano sull’aereo che da Pisa avrebbe dovuto raggiungere il capoluogo pugliese. “Invece siamo scesi all’aeroporto d’Abruzzo senza assistenza né informazioni aspettando per un’ora i pullman che ci hanno condotto a destinazione”

Sembrava un normale volo di linea, su una tratta nazionale, da Pisa a Bari. “Ci prepariamo all’atterraggio previsto fra 15 minuti” le parole del comandante, giunte in cabina dove i quasi 200 passeggeri del volo Ryanair erano quasi pronti a sbarcare. Ma quei 15 minuti si sono dilatati, diventando una mezz’ora abbondante. E l’aereo che aveva già perso quota, è risalito nei cieli dell’Adriatico. “Vi dobbiamo un aggiornamento: su Bari c’è una fitta nebbia e non si può atterrare. Vi conduciamo a Pescara”.

Non era uno scherzo, bensì uno di quegli inconvenienti che capitano di rado e quando succedono portano disagi. Come sanno bene i passeggeri del volo Pisa-Bari di lunedì scorso 12 novembre. Il loro volo sarebbe dovuto atterrare alle 21,30 all’aeroporto di Palese, poco distante dal capoluogo pugliese. Invece la nebbia ha coperto interi tratti della regione limitrofa al Molise. Tant’è che, come specificato dal comandante prima di pilotare l’aereo in Abruzzo “non sono permessi voli né decolli. La nostra prima alternativa era Brindisi, ma anche lì c’è nebbia”. Lunedì sera a Bari sono stati cinque i voli cancellati, ben quattro quelli dirottati altrove.

Fra i passeggeri del volo in arrivo dalla città delle Torre pendente anche un molisano che era diretto in Puglia per lavoro e che preferisce l’anonimato. “Scendere a Pescara ha rovinato tutti i miei piani. Avevo un appuntamento a Bari nella serata di lunedì e prevedevo di restare lì per la notte per poi rientrare in Molise martedì pomeriggio. Chiaramente ho dovuto annullare tutto, compresa la prenotazione in un bed&breakfast del centro”.

Volo ryanair

Ma quello che più ha lasciato esterrefatti i passeggeri è stato il ‘trattamento’ riservato loro dalla compagnia low cost irlandese. “Prima dell’atterraggio ci era stato detto che avremmo avuto degli autobus a disposizione per raggiungere la nostra destinazione. Tuttavia, atterrati alle 22, non abbiamo trovato nessuno. Né gli autobus, né qualcuno della compagnia a darci informazioni, né altri addetti dell’aeroporto, che per altro era semideserto. Il bar era chiuso, gli sportelli d’informazione pure. Insomma nessuno cui chiedere alcunché”.

Le uniche comunicazioni sono arrivate tramite l’altoparlante, annunciando l’imminente arrivo del mezzo di trasporto. Tre autobus giunti allo scalo abruzzese alle 23, dopo un’ora dallo sbarco. “Chi ha provato a chiedere deviazioni, o fermate intermedie così da raggiungere un’altra località visto che a Bari non poteva fare più nulla, ha trovato il netto rifiuto degli autisti” racconta il passeggero molisano. “Ma la colpa non è certo la loro, perché la compagnia ha ordinato espressamente di non fare alcuna modifica al tragitto”.

Così mentre l’aeroporto chiudeva i pochi sportelli rimasti attivi e persino gli inservienti prendevano la via di casa, qualche passeggero è rimasto in attesa di un taxi o di un parente che venisse a recuperarlo nel pieno della notte nella struttura intitolata a Gabriele D’Annunzio.

Adesso partirà chiaramente la richiesta di rimborsi. “Io cercherò di farlo, anche se pare che la compagnia non sia molto collaborativa e su internet non ci sono indicazioni precise in casi particolari come il nostro. Già il fatto di non aver potuto chiedere delucidazioni in aeroporto è stato un disagio. Ma è soprattutto l’aver dovuto cancellare tutto quello che prevedevo di fare a Bari. Ho diritto ad essere risarcito e immagino valga anche per chi contava di essere a casa in serata e invece è arrivato nel cuore della notte”.