Primonumero.it - Notizie da Termoli Campobasso Molise

L’autore del biglietto di insulti lasciato sull’auto di una disabile chiede scusa

E' partito tutto dalla pubblicazione del biglietto che una ragazza disabile ha ritrovato sul cruscotto della sua auto parcheggiata su uno stallo destinato ai portatori di handicap. L’autore del messaggio ha deciso di chiedere scusa

Più informazioni su

Il 16 novembre scorso Primonumero.it ha raccolto la testimonianza di Maria, raccontando la sua versione della storia, dopo averla conosciuta: una ragazza, con una paralisi al braccio sinistro e disabile al 80%, che ha posteggiato la sua auto in un parcheggio riservato ai portatori di handicap, avendone pieno diritto, e trovando sul cruscotto, al suo rientro, un biglietto che ‘condannava’ il gesto. Chi lo ha scritto non si è accorto che Maria è realmente disabile, pensando fosse solo una persona, purtroppo non la prima e nemmeno l’ultima, che approfitta degli stalli riservati per svolgere le proprie faccende senza curarsi di chi, per esigenze reali, ha necessità di utilizzare quel posteggio.

Bene: dopo la pubblicazione dell’articolo, l’autore di quel messaggio ha scritto alla redazione tramite il suo avvocato per chiedere scusa alla signora Maria: “Ciò che mi spinge a scriverVi è l’intenzione di chiedere scusa alla Sig.ra Maria: è vero, non mi sono accorto della sua disabilità e, forse con un po’ di superficialità, ho pensato che fosse la solita incivile che approfitta del tagliando riservato ai disabili per — appunto — farsi i c….. propri. Quindi, gentile Sig.ra Maria Le chiedo scusa e mi sento sinceramente e colpevolmente rammaricato per l’equivoco”, ci scrive il legale per nome e per conto del suo assistito.

L’autore del biglietto ci tiene poi a precisare un atteggiamento che gli fa onore: “Sono un semplice cittadino che, nonostante sia così fortunato da non avere un disabile in famiglia e neppure nella propria cerchia di amici, è sensibile all’argomento e non disdegna di contestare i ‘furbetti del parcheggio’ o, ad ulteriore esempio, chi non concede la precedenza alle donne in stato interessante ogni qualvolta se ne presenta l’occasione, certo di esercitare quel senso civico di cui c’è tanto bisogno. Provate a farci caso e vedrete quante persone se ne infischiano altamente degli stalli riservati ai disabili (perfino davanti alle scuole, come avete documentato più volte anche Voi), degli scivoli di accesso ai marciapiedi o fanno finta di non vedere una donna con una pancia come un ippopotamo che fatica ad aspettare il suo turno alle Poste”.

Comportamenti che tutti dovremmo seguire per rendere il mondo un posto migliore. Tuttavia, le parole usate nel biglietto hanno provocato, in chi lo ha trovato, sentimenti diversi da quelli che l’autore dello stesso avrebbe voluto trasmettere, in particolar modo rammarico e un po’ di rabbia. Tanto che Maria, parlando con Primonumero.it ammette che avrebbe spiegato il suo comportamento – utilizzare un parcheggio per disabili – mostrando “il retro del tesserino dove compare la foto senza alcun problema”. Chi convive con una disabilità e riceve un biglietto del genere, si sente ancora più emarginato e lo legge in maniera diversa, spesso equivocando le parole scritte nere su bianco. Anche perché, purtroppo, da un biglietto è difficile stabilire il tono utilizzato e dare un volto a quel messaggio.

Nella lettera scritta dall’avvocato compare un’ultima domanda, rivolta all’autrice dell’articolo: “È sicuro che il diritto di cronaca consenta di insultare, ovvero, nel caso di specie, dare dello stupido all’autore del messaggio senza neppure avere avuto modo di parlarci?”.  È bene puntualizzare che con la frase di Oscar Wilde, peraltro famosissima, si è inteso dare un input all’articolo senza voler offendere o insultare nessuno. Per concludere va chiarito che è difficile parlare con qualcuno che per primo – e per sua stessa ammissione quando si legge “è vero non mi sono accorto della sua disabilità”, palesando il fatto di aver assistito alla scena – ha visto scendere dall’auto Maria, ha deciso di scrivere il biglietto e di andar via subito dopo senza nemmeno confrontarsi con la ragazza.

Più informazioni su