Insultata per aver parcheggiato nel posto destinato ai portatori di handicap, ma lei è disabile foto

Le hanno lasciato un biglietto sul cruscotto della sua auto, dopo averla vista scendere sulle sue gambe, senza soffermarsi sul fatto che lei, Maria, è disabile.

Una della frasi di Oscar Wilde cita: ‘A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio’. Un detto emblematico, sicuramente sconosciuto all’autore del messaggio, sgrammaticato peraltro, lasciato sul cruscotto di un’auto ferma in un posto per disabili che cita testualmente: “Ma non ti vergogni? Anche tu che hai un disabile in famiglia utilizzi il parcheggio riservato per farti i c…i tuoi? Non ti vergogni? Neanche un po’?”.

La vettura era posteggiata, la mattina di giovedì 15 novembre, in uno dei parcheggi ad hoc, di quelli destinati ai portatori di handicap in una delle traverse parallele a Piazza Monumento a Termoli. Esposto sul cruscotto, ben visibile, c’era il tesserino dei disabili che attesta i pieni diritti, sanciti dalla legge nazionale, della conducente ad usufruire dello stallo dal momento che, a bordo, vi è una persona appartenente alle categorie protette.

Alla guida dell’auto c’era Maria, nome di fantasia usato per proteggere la protagonista della vicenda, che come ogni giorno si reca in centro per motivi lavorativi. Maria ha una disabilità riconosciuta del 80%, scritta nero su bianco sul certificato rilasciato dalla Asrem, anche se a vederla nessuno lo direbbe mai: ha una paralisi del plesso sinistro che non le consente di utilizzare a pieno il braccio. Deve essere stato questo il motivo che ha spinto un ignoto a prendere carta e penna e lasciare il suo personale messaggio sul cruscotto della macchina di Maria, dopo averla osservata scendere, fortunatamente sulle sue gambe, da quella vettura.

Un messaggio ambiguo, figlio di un equivoco, che ha colpito una persona che appartiene alle categorie protette. Sicuramente non belle parole rivolte a chi combatte, ogni giorno, contro l’impossibilità di utilizzare una o più parti del proprio corpo: “La disabilità è varia e non è riconducibile solo a coloro che devono usare una sedia a rotelle”, commenta amareggiata Maria a Primonumero.it

C’è chi ritiene che il gesto possa essere stato una sorta di ‘vendetta’ nei confronti di chi, quotidianamente e con arroganza, occupa gli stalli destinati ai portatori di handicap senza averne diritto, privando le categorie protette di soste destinate a loro: parcheggi comodi perché vicini agli ingressi dei supermercati o in pieno centro dove trovare un posto per l’auto è diventato difficile e che spingono i furbetti ad approfittarsene.

Magari la persona che lo ha scritto è un disabile o ne ha uno in famiglia ed ha deciso di dire ‘basta’ ai soprusi che quotidianamente subisce da chi non ha necessità di servirsi di stalli ad hoc. Frasi cariche di odio che celano un disappunto pregresso nel tempo.

Ma il fatto in sé, da condannare in ogni caso, si basa sulla premessa che la disabilità non sia sempre visibile ed accompagnata da una sedia a rotelle o dalla mancanza di un arto: “Forse l’autore del gesto ha equivocato, non capendo che la disabile ero io – conclude Maria a Primonumero.it – Se si fosse rivolto a me, personalmente, avrei mostrato il certificato senza alcun problema”.

Maria ha deciso di rendere pubblico il suo risentimento, postando il bigliettino sul suo profilo facebook e ricevendo, in pochissimo tempo, messaggi di supporto da parte di centinaia di persone stupite del fatto che, nel 2018, ci sia ancora qualcuno che lasci biglietti del genere.