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Il Movimento 5 Stelle accusa: “6 minori ospiti dell’Aljope in sordina”. Ma è una notizia falsa: i ragazzi sono a Bojano

Il M5S rilancia la notizia dell'arrivo di minori non accompagnati all'ex hotel Aljope, ma non è vero. I ragazzi sono a Bojano e non a Guglionesi

Non è bastata la smentita del sindaco Mario Bellotti a placare la polemica relativa al presunto arrivo all’ex Aljope di alcuni ragazzi minorenni, stranieri non accompagnati. Il Movimento 5 Stelle di Guglionesi rinnova l’informazione già data lunedì scorso e già sconfessata.

Anche oggi, su facebook, scrive: “In sordina 6 immigrati, minori non accompagnati, hanno trovato alloggio presso l’albergo Aljope a Guglionesi. Pare che gli organi preposti abbiano avvertito la municipalità venerdì della passata settimana e per la cittadinanza, che in ogni modo ha espresso parere contrario a tale insediamento, neppure un comunicato stampa. Vergogna!”.

La comunicazione ha scatenato una ridda di commenti e accuse di “scarsa trasparenza” sull’Amministrazione, colpevole secondo i pentastellati di non aver informato la popolazione. Capita, quando lo scontro è solo virtuale e non ci si prende nemmeno la briga di fare una banale verifica. La notizia rilanciata dai 5 Stelle è falsa, un “fake” come si dice nel gergo contemporaneo.

Basta recarsi all’ex hotel Aljope oppure parlare con i diretti interessati per scoprire che nessun minore straniero non accompagnato è mai arrivato a Guglionesi né, tantomeno, è ospite dell’Aljope. La Prefettura ha inoltrato, giorni fa, una segnalazione che avvertiva dell’imminente arrivo dei ragazzi a Guglionesi, ma i ragazzi – che peraltro sono 5 e non 6, sono di nazionalità albanese e hanno meno di 18 anni – sono stati trasferiti nella serata del 5 novembre direttamente a Bojano. A Guglionesi non ci sono proprio passati, come il coordinatore del progetto Fami Vincenzo Di Giacomo conferma a Primonumero.it: “Cinque stranieri minorenni non accompagnati sono stati portati a Bojano. Non sono ospiti a Guglionesi né, tantomeno, all’ex hotel Aljope”.

Il primo cittadino Mario Bellotti, smentendo un articolo giornalistico che aveva fatto il copia/incolla del post grillino, aveva già chiarito che “si tratta di notizie prive di ogni fondamento. Nessun minore immigrato non accompagnato si trova infatti a Guglionesi, contrariamente da quanto affermato dal 5 Stelle e rilanciato da qualche giornale online. Alcuni ragazzi stranieri di recente arrivati in Molise sono ospiti in una struttura di Bojano e non all’Aljope di Guglionesi”.

Non è bastato a placare il chiasso, e oggi – mercoledì – il Movimento è tornato alla carica ribattendo lo stesso post: “L’amministrazione comunale era ed è informata e cosciente. Vergogna!  La posizione assunta dal MoVimento prescinde dalle persone ospitate, quello che si vuole sottolineare è la totale mancanza di rispetto per la popolazione locale rendendola consapevolmente ignara di quanto sta accadendo”.

Un paradosso, visto che un fatto – e non una idea, non una posizione politica – è qualcosa che si può verificare. E il fatto in questione è semplice: non c’è alcun minorenne ospite dell’Aljope, perché i ragazzi si trovano a Bojano, in una struttura che è una delle tre sedi del progetto Fami (Fondo Asilo Migrazione e Integrazione) denominato “Aylan”, approvato dal Ministero dell’Interno nell’ambito dei progetti Fami 2014-2020 e operativo da qualche mese. Le altre due sono a Guglionesi e a Pescolanciano. I cinque minori sono stati inseriti nella struttura di Bojano e non in quella di Guglionesi, la più grande delle tre e accreditata per ospitare il numero maggiore di minori, 30. Il centro di Bojano ha invece una capienza complessiva di 15 posti mentre quello di Pescolanciano, in provincia di Isernia, di 5.

Questo tipo di struttura per minori stranieri non accompagnati è deputato alla prima accoglienza dei minori e dovrebbe ospitare gli stessi per un periodo stimato di 30 giorni al fine di effettuare tutti gli approfondimenti necessari a definire, rispettando il principio di diritto internazionale del “superiore interesse del minore”, il successivo percorso di integrazione da implementare nella struttura di seconda accoglienza (Sprar per minori) quando non è possibile procedere al ricongiungimento familiare o al rimpatrio volontario assistito. Durante la permanenza nel centro di prima accoglienza ai minori vengono garantiti la risposta ai bisogni materiali, l’assistenza sanitaria, il supporto psico-sociale, l’informazione e il supporto legale.

L’ultima cosa che si potrebbe auspicare per questi ragazzi, cresciuti in condizione di grande disagio e già colpiti da abbondanti sfortune e sofferenze, è che diventino, loro malgrado, bersagli di una squallida strumentalizzazione.