Cattedrale chiusa: lesioni e infiltrazioni dopo il maltempo. “Tetto a rischio e pericoli per i fedeli”

La più importante chiesa del capoluogo molisano è stata chiusa otto giorni fa, appena il parroco don Michele Tartaglia ha notato che le lesioni presenti da tempo sul tetto erano diventate più profonde. Ora occorrono lavori urgenti di ristrutturazione.

Non c’è proprio pace per la Cattedrale di Campobasso. Prima i problemi per le barriere antiterrorismo e per la presenza della pista di ghiaccio, ora il maltempo e il rischio terremoto. La più importante chiesa del capoluogo molisano è stata chiusa otto giorni fa, appena il parroco don Michele Tartaglia ha notato che le lesioni presenti da tempo sul tetto e causate dalle infiltrazioni d’acqua erano diventate più profonde. “L’umidità aveva aggredito le travi”, ha sottolineato a Primonumero. Un problema vecchio, insomma, che si era aggravato dopo i nubifragi delle scorse settimane nella chiesa della Santissima Trinità costruita nell’Ottocento sulle rovine di quella realizzata nel 1504 per volontà di Andrea de Capoa.

Non solo. Considerando pure che siamo in una zona a rischio sismico, era meglio evitare pericoli ai numerosi fedeli che seguono – soprattutto di domenica – le celebrazioni eucaristiche.

Martedì scorso, dopo un sopralluogo, anche i tecnici hanno consigliato al sacerdote di ‘sbarrare’ i portoni. E stamattina – 28 novembre – dopo un’altra riunione a cui hanno partecipato anche esponenti della Sovrintendenza è stata emessa la ‘sentenza’: occorre “un intervento di urgenza per la messa in sicurezza della struttura lignea di copertura e del cassettonato ligneo sottostante”. Dunque, “la diocesi e la parrocchia di Santa Maria Maggiore, a seguito dei sopralluoghi effettuati  e sentiti i pareri degli esperti, hanno deliberato la chiusura dell’edificio di culto per motivi precauzionali di messa in sicurezza e lavori urgenti di ristrutturazione”.

Ora la Diocesi sta pianificando il da farsi. Quasi sicuramente sarà presentata una richiesta di finanziamento alla Cei (la Conferenza episcopale italiana) e al Ministero per i beni culturali. Inoltre, anche il Comune di Campobasso e la Regione sono stati informati. Anche da loro ci si aspetta un sostegno economico.

“Chiediamo la collaborazione di tutti, anche della Regione e Comune: ognuno deve fare la sua parte perché la Cattedrale – l’appello di don Michele – è un monumento della città e del Molise, non ci possiamo permetterci che resti chiusa per tre anni come la chiesa di Santa Maria della Libera”. Con gli affreschi del maestro Amedeo Trivisonno, l’organo a canne più grande d’Europa e il mosaico donato da Papa Francesco nella visita del 2014, un pezzo della storia e dell’arte del capoluogo che non può essere trascurato.

Per il momento quindi celebrazioni eucaristiche sospese e ‘dirottate’ su Santa Maria della Croce: la bellissima navata centrale sarà transennata, troppo rischioso sostare lì sotto. Se i tecnici lo permetteranno, si cercherà di riaprire almeno una delle navate laterali, quella che porta alla sacrestia. In questo modo, almeno le confessioni saranno garantite.

E quest’anno quasi sicuramente bisognerà rinunciare alla tradizionale messa di Natale che tanti campobassani amano seguire il 25 dicembre.