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Guerra giudiziaria tra Atm e lavoratori: Cassazione riconosce ragioni della ditta foto

Parola fine per la lunga battaglia giudiziaria tra le società di trasporto pubblico Atm e Gtm (entrambe di proprietà de Larivera) e i dipendenti che rivendicavano le indennità aggiuntive sulla base di una specifica interpretazione del contratto collettivo di lavoro.

Il 7 novembre scorso con ordinanza numero 28484 la Corte di Cassazione ha confermato le ragioni delle società, stabilendo che le indennità richieste erano già ricomprese negli emolumenti corrisposti, e illustrando la norma collettiva del contratto nazionale di lavoro secondo una interpretazione diametralmente opposta a quella portata in aula dai lavoratori. I quali richiedevano l’applicazione del contratto collettivo nazionale autoferrotranvieri per vedersi riconosciuta l’indennità di “agente unico”.

Le società di autotrasporto invece, difese dagli avvocati Antonio Maria Sabato e Nicola del Re, hanno sempre sostenuto che l’indennità richiesta fosse già compresa negli emolumenti corrisposti abitualmente ai lavoratori. La tesi dell’azienda è stata accolta dai giudici della Corte Suprema, in linea con le decisioni dei Tribunali del lavoro della regione Molise e della Corte d’Appello territoriale. Ora la VI sezione civile della corte di Cassazione, che si è pronunciata l’altro giorno, mette il punto con una sentenza che, a detta degli avvocati difensori della società di autotrasporto, possiede un significato molto importante per le società interessate, e non solo per quelle molisane.

Tutte le società che operano nello stesso settore, quindi il trasporto pubblico, si trovano con un giudizio loro favorevole che costituisce un precedente di Giurisprudenza. Gli avvocati Sabato e Del Re hanno espresso soddisfazione per il risultato, essendo riusciti ad affermare un principio di diritto che,  sostengono,  “pone al riparo tutte le aziende di trasporto pubblico che operano sul territorio nazionale da rivendicazioni che non hanno trovato, nella interpretazione del contratto collettivo nazionale, la condivisione dei giudici”.

La pronuncia recente ha anche dei risvolti positivi per la Regione Molise la quale, in caso di accoglimento della tesi dei lavoratori, si sarebbe potuta trovare esposta a richieste di adeguamento dei costi da parte degli operatori del settore.