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Esposizione di monnezza in via Mantova, residenti infuriati: “Sono tre mesi che chiamiamo la Te.Am.” foto

La differenziata continua a non funzionare come dovrebbe: cumuli di rifiuti non ritirati fanno bella mostra di sè accanto ai bidoni condominiali. Uno scotto che i residenti di via Mantova sono stanchi di pagare ed hanno deciso di denunciare pubblicamente.

Vecchi materassi, divani dismessi, mensole usurate, sedie in legno, ante ed armadi rotti: è questo lo spettacolo, più unico che raro, vissuto dai residenti del civico 2 di via Mantova a Termoli. Una rappresentazione indecorosa di quello che, a distanza di anni dal suo avvio, continua a non funzionare come dovrebbe: la raccolta differenziata. Perché se è vero che gli ingombranti possono essere portati all’ecocentro di via Arti e Mestieri è anche vero che la Teramo Ambiente fornisce un servizio supplementare: previo appuntamento, e solo in giorni stabiliti da un calendario concordato nel contratto, gli addetti dovrebbero, e qui il condizionale è d’obbligo, passare a ritirare tutti quei rifiuti difficili da trasportare come elettrodomestici o mobili.

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Peccato, però, che tutto ciò non avvenga. Non sono rare, infatti, le segnalazioni ad opera dei cittadini di sacchetti sparsi per le vie cittadine e che, troppo spesso, cadono dagli stessi camioncini adibiti al recupero dell’immondizia e che non vengono raccolti. E poi c’è la videodenuncia, fatta da primonumero.it, che mostra come i rifiuti vengano gettati indistintamente all’interno dello stesso camion compattatore senza distinzione di genere.

Disservizi, gravi e reiterati nel tempo, che negli ultimi tre mesi hanno gettato i residenti di questa via alla periferia nord della città, in un mare di sconforto e di rabbia. Qui, in una strada lontana dal caos del centro, sorgono piccoli appartamenti Iacp, le classiche case popolari, che forniscono residenza a 32 famiglie. Da 90 giorni la calma e la tranquillità tipiche di Contrada Porticone, sono state messe a soqquadro dalla presenza di vecchi mobili, divani e materassi sistemati accanto ai bidoni condominiali e mai ritirati: “Prima di portare i mobili giù abbiamo chiamato il numero verde della Te.Am e preso appuntamento – commentano i residenti al telefono con primonumero.it – Da allora sono passati tre mesi e la situazione è peggiorata”.

La crescita degli ingombranti ha raggiunto livelli preoccupanti, occupando gran parte dello spazio accanto ai contenitori ed aumentando in maniera esponenziale grazie agli ‘aiuti’ esterni: “Ci sono persone che, pur non abitando qui, vengono a gettare i loro scarti incrementando la discarica – confessano gli abitanti – E noi paghiamo il prezzo più alto: non solo il mancato ritiro, ma anche la maleducazione altrui. Senza considerare che, fin troppo spesso, dai camioncini che ritirano l’immondizia cadono delle buste che gli addetti preposti non raccolgono, lasciandole qui a marcire”.

Non sembrano servire a nulla nemmeno le continue chiamate al centralino della ditta: “Chiamiamo tre volte a settimana da 3 mesi – continuano – Una volta dicono che passeranno il lunedì, un’altra il giovedì, altre volte ancora dicono di aver avuto problemi. In alcune occasioni arrivano con il camion, guardano, si girano e se ne vanno senza raccogliere nulla. E noi aspettiamo e paghiamo le bollette senza poter usufruire di un servizio che ci spetta di diritto”.

Il quantitativo di immondizia scaricata nei cassonetti si ingrandisce ogni giorno di più, somigliando alla vecchia discarica di Springfield del cartone animato più amato al mondo de ‘I Simpsons’.  Cumuli di ingombranti hanno invaso la strada e la problematica non riguarda più solo il mancato servizio da parte della Teramo Ambiente, ma si tramuta in una questione igienico sanitaria: “E’ pieno di topi – confessano ancora i residenti – Alle 16 è già buio e recarsi a gettare l’immondizia diventa pericoloso perché non sai mai chi incontrerai”. Che si tratti di cani randagi o ratti poco importa: lì la puzza di marciume, divenuto ancora più evidente dalla pioggia che nelle ultime settimane è caduta copiosa in tutta la città ed ha intriso il mobilio, rende l’aria irrespirabile.

È proprio questo “menefreghismo diffuso della ditta” il perno su cui ruota l’accusa dei residenti, stanchi di dover fare i conti con l’immondizia: “Se non hanno voglia di lavorare si licenziassero e lasciassero il posto a chi ne ha più bisogno e, soprattutto, si impegna nel suo mestiere – concludono – Paghiamo 250 euro l’anno, siamo tre persone in 50 metri quadri di casa e non possiamo nemmeno disfarci dei rifiuti. L’ufficio comunale non risponde, il sindaco sembra far finta che vada tutto bene e noi rischiamo di ammalarci o di trovarci i ratti in casa. È normale?”.