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Rifiuti, piace la differenziata ma per l’organico raccolta tre volte a settimana

L’estensione del servizio alla zona est del quartiere Cep ha ottenuto consensi ma ha anche sollecitato proposte da parte della popolazione per migliorarlo. Da gennaio quindi in vigore i correttivi: cestelli da venti litri per chi ne fa richiesta, aumento del reperimento dell'umido, cambiano i sacchetti e la Sea conferirà anche l'alluminio ad un consorzio che si preoccupa di assicurare il riciclo degli imballaggi in acciaio

Dopo la fase di ingranaggio iniziale della raccolta differenziata al quartiere Cep è con soddisfazione che l’assessore comunale all’Ambiente,  Stefano Ramundo, parla di risultati “importanti” raggiunti con l’adeguamento al sistema da parte di cittadini.

“Che – ha detto entusiasta – sono interessati a tutte le problematiche e soprattutto sono fautori di proposte importanti per migliorare il servizio, alcune di queste infatti sono già contemplate e organizzate per essere messe in pratica”.

La prima richiesta dei residenti del Cep ha riguardato la raccolta dell’organico. Impensabile che i rifiuti accumulati quotidianamente nella pattumiera potessero essere reperiti dalla Sea soltanto due giorni alla settimana. “Quando si mangia il pesce a casa – racconta un signora  mentre in via De Gasperi l’assessore osserva la piantumazione dei piccoli fusti in occasione della festa nazionale dell’albero – è impensabile tenere l’organico per giorni in attesa della data utile alla raccolta perché oltre al cattivo odore i raccoglitori si riempiono di insetti. E io sono anziana, i miei figli non ci sono, non posso andare all’isola ecologica”.

L’assessore ascolta, annuisce e spiega che a questo problema hanno già pensato e proposto una soluzione che entrerà in vigore a gennaio: l’organico si raccoglierà tre volte a settimane. “Saremo attenti anche ai giorni – risponde Ramundo sorridendo alla signora –  perché faremo in modo che la raccolta dopo il mercoledì e il venerdì quando solitamente a Campobasso mangiamo il pesce fresco”.

La chiacchierata finisce in una risata ma sì, l’assessore ha messo in campo questa ulteriore iniziativa per migliorare un servizio “che era stato richiesto non dal singolo cittadino ma da un quartiere che è tra i più popolosi della città. E ovviamente è ai cittadini che abbiamo il compito di rispondere e lo abbiamo fatto in questo modo”.

Allora a breve, già a metà dicembre,  saranno consegnati i nuovi calendari relativi al 2019 che indicheranno giorno per giorno l’organizzazione della Sea.

“La percentuale di organico a Campobasso – spiega l’assessore – è superiore alla media nazionale, perché probabilmente a noi piace mangiare – continua sorridendo – Sta di fatto che i dati sono questi e rispetto a questi numeri siamo intervenuti con correttivi importanti”.

Per continuare a raccontare la differenziata con i numeri diciamo subito che nel capoluogo si è partiti con una percentuale di differenziata pari del 12 per cento.

Nel centro storico dove si contano 700 famiglie è iniziata una rivoluzione che l’ha fatta lievitare di poco “perché 700 nuclei sui 25mila che conta la città,  chiaramente non modificano di molto un andamento”.

Il colpo grosso è arrivato con le contrade e con il servizio esteso alla zona est del Cep: su base mensile, al 31 ottobre, si sfiora ormai il 28 per cento di raccolta differenziata.

Nello specifico: nelle contrade siamo oltre il 74 per cento, al Cep oltre il 55, nel centro storico oltre il 95 per cento e “questo significa che la qualità della raccolta è molto alta”.

Poco l’abbandono riscontrato nei dintorni di via XXIV Maggio, alto invece quello che ancora si riscontra nel borgo antico. “Un problema che se non risolto rischia di trasformarci in un altro caso Roma o Napoli – continua Ramundo – quindi stiamo immaginando iniziative come le foto trappola o similari, deterrenti che per esempio a Jesolo hanno ottenuto ottimi riscontri”.

Altro fenomeno sul quale l’amministrazione comunale sta lavorando è la migrazione dei rifiuti “fatto che avviene soprattutto nelle aree di confine con i comuni limitrofi”.

Intanto adottati gli accorgimenti per migliorare il servizio in corso, sempre da gennaio la differenziata sbarcherà nell’area che da Piazza San Francesco scende fino all’incrocio di via San Giovanni che poi collega con via Puglia, Piazza Molise per ricongiungersi con  contrada Colle dell’Orso. Compresa tutta la zona di via Gian Battista Vico, alle spalle della ferrovia, inclusa la Tangenziale per un bacino totale di 2mila famiglie.

Attorno alla metà di dicembre, gli operatori della Sea insieme al personale dell’assessorato consegneranno i kit e saranno programmate gli incontri con l’assessore per illustrare servizio e raccolta.

Rimane poi il quartiere Vazzieri con le sue 5mila famiglie che da Via Pirandello si spingono fino a Porta Napoli e infine la parte del centro murattiano che comprende via Tiberio, via Garibaldi, via Cardarelli a salire “che è la zona più complessa – dice l’assessore –  Lo è perché ci sono difficoltà oggettive, per esempio,  sugli spazi utili all’esposizione dei bidoncini e stiamo valutando soluzioni anche di raccolta porta a porta ma si tratta di analisi che richiedono tempo per non incorrere in correttivi dispendiosi successivamente”.

“Il ruolo dei Comuni nel portare l’attuale sistema di gestione dei rifiuti sempre di più verso l’economia circolare è fondamentale – ha detto Ramundo – come amministrazione ce la stiamo mettendo tutta ad indirizzare i nostri concittadini verso pratiche virtuose di prevenzione, raccolta e riciclo”.

Infatti annuncia anche che oltre ad aumentare il reperimento dell’organico nei quartieri, da subito sarà attivo anche un aumento della raccolta plastica nelle contrade e sempre per le contrade sarà inserita la raccolta di sfalcio e potature “perché in queste zone dove ci sono per lo più case singole o villette con giardini, hanno urgenza di smaltire anche questo genere di rifiuti”.

Ultima novità: raccolta di pannolini e pannoloni, rifiuti per il 95 per cento non compostabili.

Al Cep sono 120 le famiglie che hanno rappresentato il problema di tenerli in casa insieme all’ indifferenziato e quindi “stiamo sperimentando un servizio aggiuntivo che prima di Natale dovrebbe andare a regime”.

E dopo il bluff dei sacchetti consegnati per l’organico, già da giovedì prossimo in tutti gli info-point saranno disponibili i nuovi: resistenti e certamente più efficaci.

Così come saranno consegnati alle famiglie che ne faranno richiesta bidoncini più piccoli, da 20 litri ognuno per quelli che “abitando in palazzine senza ascensore sono costretti a portare un peso spesso inutile causato dalla grandezza di quelli che abbiamo consegnato finora e mi riferisco in particolare alle persone anziane”.

Intanto il presidente del consiglio d’amministrazione della municipalizzata ‘Sea – Ambiente e Servizi – SpA’, Stefano Sabatini, ha firmato due importanti convenzioni per quel che concerne lo smaltimento dell’alluminio e del metallo.

La Sea infatti vende tutto quanto raccoglie dalla raccolta differenziata, a Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi), consorzio madre che raduna tutti gli altri e il cui sistema di gestione si basa sulla prevenzione, sul recupero e sul riciclo dei sei materiali da imballaggio: acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro.

Se per gli altri materiali la convenzione coi consorzi collegati a Conai era già in vigore, la Sea adesso conferirà anche alluminio al CiAl (Consorzio Imballaggi Alluminio) e il metallo a ‘Ricrea’, il consorzio che si preoccupa di assicurare il riciclo degli imballaggi in acciaio, quali barattoli, scatolette, tappi, fusti, lattine e bombolette provenienti dalla raccolta differenziata organizzata dai comuni italiani.

“Aumenta così la qualità del riciclo dei materiali raccolti e, al contempo, ci sarà un maggior ricavo anche per la stessa municipalizzata – il commento del CdA della Sea – L’azienda continua a lavorare per migliorare un settore in continua evoluzione, il cui scopo è quello di trasformare il rifiuto in risorsa per migliorare la qualità dei fattori ambientali”.