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Sport e integrazione. Miranda fa il tifo per Momo: “Un ragazzo d’oro, aiutateci a trovargli un lavoro”

La storia di Momo e le lacrime davanti alla torta di compleanno stanno facendo il giro del web grazie ad un video postato dalla società del Miranda calcio, in cui il ragazzo gioca. Il presidente Luca Del Monaco lancia l'appello: "E' un ragazzo d'oro, sta imparando l'italiano, aiutiamolo a trovare un lavoro".

Quella lacrime così ingenue e spontanee davanti alla torta di compleanno con le candeline accese hanno commosso il Molise. È in questa regione che Muhammad Drammeh, o meglio Momo per i suoi amici molisani, ha iniziato la sua seconda vita dopo essere scappato dal Gambia, Paese africano nel quale è stata instaurata una dittatura feroce. Persecuzioni, violenze, massacri sono all’ordine del giorno. In Africa Momo ha lasciato la sua famiglia ed è arrivato in Italia.

Miranda Calcio ok

Dal 2016 vive in un centro gli accoglienza di Isernia, va a scuola e sta imparando l’italiano. Dallo scorso anno gioca come centrocampista con la squadra di calcio del Miranda impegnato nel campionato di calcio di Prima categoria. I compagni di squadra si sono subito affezionati a lui perchè, dicono, “è un ragazzo bravissimo, un ragazzo d’oro”. “Ogni volta che abbiamo allenamento o ad ogni occasione che coinvolge la squadra andiamo a prenderlo al centro e siamo in sua compagnia”, racconta a Primonumero Luca Del Monaco, il presidente del Miranda. Momo insomma è diventato un po’ la mascotte della squadra non solo per le sue abilità di calciatore, ma soprattutto per il suo grande cuore.

I ragazzi del paese della provincia pentra si sono affezionati a lui così tanto che lo scorso 6 novembre, nel giorno del ventesimo compleanno di Momo, gli hanno preparato una festa a sorpresa.

“Stare lontani da casa, dagli affetti di una vita, dalle persone più care, dalle proprie abitudini non deve essere facile”, il pensiero dei compagni di squadra. “Abbiamo voluto farlo sentire il più possibile vicino a quella famiglia così lontana. Ma a Miranda ha trovato un’altra famiglia che gli vuole un bene enorme”.

Le immagini delle lacrime di Momo davanti alla torta di compleanno sono state postate in un video su Facebook che ha ottenuto oltre 12mila visualizzazioni.

“Lui – raccontano ancora dalla società – ha avuto la forza di scappare con la speranza di avere un futuro migliore, quello stesso futuro che prova a costruirsi andando tutte le mattine a scuola: i suoi progressi con l’italiano sono evidentissimi tanto è vero che in allenamento chiama tutti con il soprannome che molti si portano dietro da quando erano piccoli”.

Per questo la dirigenza ha voluto lanciare un appello per trovare un lavoro che consenta a Momo, attualmente richiedente asilo politico, di stabilizzarsi nella nostra regione: “Speriamo che qualche imprenditore molisano possa aiutarci” perchè “riusciremmo a completare il processo di integrazione”.

La speranza è che qualcuno raccolga la richiesta di aiuto e si faccia avanti per offrire una seconda possibilità ad un ragazzo che vorrebbe restare in Molise, una terra che lo ha accolto senza pregiudizi e con grande affetto. Da Miranda arriva dunque una conferma: nei nostri piccoli paesi l’integrazione funziona, come messo in evidenza pure da uno studio recente presentato all’Università del Molise. E in questo caso il calcio ha fornito tanti ‘assist’ per dimostrare che forse in Molise il razzismo è – almeno per ora – un fenomeno marginale. Uno schiaffo morale al decreto sicurezza da poco approvato in Parlamento.