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Crisi Campobasso, il quinto ko costa caro a mister Mandragora: società decide l’esonero

Decisione improvvisa del club del presidente Nicola Circelli, ma l'avvio di campionato per i rossoblù era stato disastroso: troppe cinque sconfitte in dieci gare.

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Due giorni di riflessione, poi l’esonero improvviso. La notizia irrompe come un fulmine a ciel sereno negli ambienti rossoblù intorno alle 14 di oggi, 6 novembre.

La società guidata da Nicola Circelli ha preso la decisione: Bruno Mandragora non è più il tecnico del Campobasso calcio. Troppe le sconfitte maturate in questo avvio di campionato: ben cinque in dieci partite. L’ultima – clamorosa – in provincia di Teramo domenica 4 novembre: il San Nicolò Notaresco ha impiegato i primi 3 minuti per piegare Danucci e compagni, incapaci di reagire in 87 minuti. Domenica sera, quindi, di ritorno dall’Abruzzo, c’è stato un durissimo faccia a faccia con gli ultras.

Ma la squadra non ha mai brillato in questo inizio di torneo, è apparsa quasi sempre disorganizzata, priva di idee e anche fuori condizione atletica. Ecco perchè sul campo i rossoblù hanno raccolto la miseria di sette punti frutto di due vittorie contro Francavilla e Isernia (ma hanno dovuto scontare la penalizzazione di due punti, ndr) e tre pareggi. Insomma con un ruolino di marcia del genere la squadra rischiava di retrocedere direttamente in Eccellenza.

Probabilmente a macchiare l’esperienza campobassana di Mandragora è stato pure un ‘peccato originale’ che la tifoseria non gli ha perdonato: la doppia batosta maturata contro Forlì e Pineto (il sonoro 0-3). L’idillio si è subito rotto, al Selvapiana il tecnico campano è stato pesantemente contestato. E alla fine è finita pure la luna di miele con la società che lo ha sempre difeso, probabilmente per lo stretto rapporto che c’è tra lo stesso allenatore e lo staff dirigenziale (il figlio è direttore sportivo della squadra, ndr).

Oggi, a pochi giorni dall’impegno casalingo con il Monte san Giorgio, dunque scorrono i titoli di coda.

 

 

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