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Contagiata dalla febbre del Nilo finì in Rianimazione, ora è fuori pericolo

E' stata trasferita nel reparto di riabilitazione la 79enne che a settembre scorso arrivò al Cardarelli con i sintomi della meningo-encefalite causata dall’agente patogeno. Era stata in vacanza a Salonicco. Ricoverata in gravi condizioni nel reparto di Terapia Intensiva da qualche giorno ha superato la fase acuta ed è stata trasferita in un altro reparto

E’ stato il primo – ed unico – caso in Molise: una donna di 79 anni residente a Campobasso ma di origini greche tornò in Molise dopo una vacanza a Salonicco contagiata dal virus west nile. Da lì il ricovero per l’aggravarsi delle condizioni con complicazioni neuro-invasive ed un indice di mortalità molto alto.

Ad occuparsene in queste settimane delicatissime il reparto di Terapia intensiva guidato dottor Romeo Flocco. Assieme all’equipe di colleghi del Cardarelli, rispetto ai sintomi che la donna lamentava una volta giunta al pronto soccorso, intuirono l’urgenza di eseguire gli esami specifici per verificare la presenza del virus west nile. I risultati diedero esito positivo.

Era l’8 settembre quando per la donna si aprirono le porte della terapia Intensiva proprio a causa dell’aggravarsi delle sue condizioni.

A fine ottobre quelle stesse porte si sono riaperte per trasferire la paziente nel reparto di riabilitazione. Sta lavorando assieme ai medici e agli infermieri al ripristino delle funzioni respiratorie e motorie perché sì, ce l’ha fatta. Le cure prestate in quelle settimane dai sanitari del nosocomio di Campobasso hanno saputo far fronte ad ogni evenienza e soprattutto hanno controllato (e impedito) aggravamenti che inizialmente avevano fatto temere il peggio per le sorti della donna. Una prognosi, infatti, rimasta a lungo riservata ed ora per fortuna sciolta.

La 79enne dovrà soltanto ristabilirsi e cestinare quella che per lei – adesso può dirlo – è stata soltanto una brutta avventura.

Il West Nile Virus si trasmette attraverso la puntura di una zanzara della famiglia Culex e risulta caratteristico dei climi caldi e umidi. È stato segnalato più volte durante la torrida estate targata 2018, con 123 casi in tutta Italia. La malattia si presenta con i sintomi di un raffreddore estivo tra cui quelli più comuni come febbre, mal di testa e nausea. Nei soggetti più deboli possono però insorgere anche problemi neurologici del tipo meningite e meningo-encefalite. Quest’ultime conseguenze, tuttavia, si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette, come disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma e nei casi peggiori un’encefalite letale.