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Concorso per gli infermieri, scatta diffida all’Asrem: “Stabilizzare prima i precari”

E’ la richiesta arrivata sul tavolo dell’Asrem e della Regione Molise: una istanza in autotutela presentata dagli avvocati Massimo Romano e Francesco Montagnoli per contro dell’Associazione nazionale sindacato professionisti sanitari della funzione infermieristica Nursing Up.

Revocare o annullare il concorso per assumere 140 nuovi infermieri e stabilizzare coloro che lavorano da precari per anni. E’ la richiesta arrivata sul tavolo dell’Asrem e della Regione Molise: una istanza in autotutela presentata dagli avvocati Massimo Romano e Francesco Montagnoli per contro dell’Associazione nazionale sindacato professionisti sanitari della funzione infermieristica Nursing Up.

I bando era stato indetto dall’Azienda sanitaria regionale lo scorso 29 dicembre 2016, ma per i legali ci sono tutti i requisiti per stabilizzare il personale precario secondo quanto stabilito dalla legge Madia.

“Il sindacato infermieristico, che nel tempo si è sempre battuto per i precari dell’Azienda, si è fatto oggi nuovamente portavoce dell’esigenza di chi, a distanza di molti anni, attende la doverosa stabilizzazione ma si vede ancora relegato nel limbo di una procedura concorsuale lenta, costosa e condotta in base a norme ormai inattuali e superate dalle più snelle procedure previste dalla legge Madia”, si legge in una nota diramata agli organi di informazione.

“Gli infermieri, pur avendo fatto domanda di partecipazione al concorso, rivendicano oggi la stabilizzazione a mezzo della più snella ed economica procedura prevista dall’articolo 20 del Decreto Madia”.

L’istanza inoltrata dagli avvocati Romano e Montagnoli ad Asrem e Regione si basa anche su una ragione di ordine pratico: a distanza di anni dall’indizione delle procedure, infatti, la Asrem ha costituito la commissione d’esame solo di recente, risultando prevedibile l’ulteriore ritardo e slittamento della data di ultimazione della selezione.

L’allungamento dei tempi finirà solo di “aggravare la situazione di precariato e di frustrare ulteriormente la posizione lavorativa di chi, da molti anni, attende la conclusione di un concorso che si trova ancora ad uno stato embrionale”.

Infermieri che dunque attendono da anni una stabilità che non sono mai riusciti ad ottenere: i loro contratti sono stati periodicamente rinnovati, complice il blocco del turn over valido per le Regioni in piano di rientro.

“È noto – argomentano i due legali molisani – che il principale motivo dell’abuso dello strumento della contrattazione a termine è stato causato proprio dal fatto che, da una parte ci sono i costi e le lungaggini di una procedura concorsuale, i quali confliggono nettamente con i limiti di spesa dell’Azienda sanitaria ed inibiscono quindi i bandi di stabilizzazione, dall’altra le conclamate esigenze di personale immediatamente operativo, dovute anche al turn over degli infermieri che si spostano con le mobilità delle aziende sanitarie del sud e del nord, che costringono le Aziende a fare abuso della contrattazione a termine protraendo i contratti molto oltre i 36 mesi”.

Ecco perché negli uffici di via Petrella è arrivata pure la diffida inviata dai due avvocati. Dal loro punto di vista, gli infermieri si potrebbero stabilizzare grazie alle disposizioni della legge Madia.

Tale opzione – osservano – consentirebbe non solo di abbreviare moltissimo i tempi della stabilizzazione, ma anche di risparmiare i costi ingenti del concorso evitando, nel contempo, un aggravamento dell’abuso del precariato ed offrendo una risposta celere ed efficace all’esigenza di personale nel comparto sanitario pubblico. Secondo la nuova procedura di stabilizzazione, infatti, dopo la valutazione ed il controllo dell’effettiva presenza dei requisiti richiesti dovrebbe essere stilata una graduatoria degli aventi diritto che, dopo aver assegnato un punteggio per ogni anno di anzianità maturata, dando la precedenza a tutti coloro in servizio al 22 giugno 2017, porterebbe ad una immediata stabilizzazione dei più anziani”.