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Clonano carta di credito per comprare 13 biglietti del treno per clandestini diretti a Ventimiglia

Brutta avventura per un ingegnere di Campobasso che si è visto decurtare sul conto corrente circa 600 euro destinati all'acquisto dei tagliandi relativi ad un viaggio da Milano Centrale fino al confine con la Francia. Durante la denuncia negli uffici di via Tiberio è partita la telefonata per bloccare il convoglio che in quel momento era fermo a Genova: la polizia ha beccato 5 afghani irregolari con i ticket acquistati illegalmente

Era impegnato in pratiche, conti e misure quando sul suo telefonino sono iniziati ad arrivare i messaggi di una compagnia ferroviaria che lo avvisavano che l’acquisto dei 13 biglietti per la tratta Milano Centrale-Ventimiglia erano andati a buon fine.

L’ingegnere, di Campobasso, è saltato letteralmente dalla sedia. Lui infatti non aveva mai acquistato biglietti ferroviari nell’ultimo anno, certamente non ne aveva acquistati 13 e ne tantomeno era interessato alla tratta Milano-Ventimiglia.

Si è precipitato in questura e qui ha raccontato l’accaduto. Gli agenti non hanno esitato: qualcuno aveva clonato la sua carta di credito e l’aveva utilizzata – come spesso accade ultimamente – per acquistare biglietti ferroviari, poi rivenduti perlopiù ad extracomunitari.

E infatti mentre da Campobasso accertavano questo aspetto subito è partita la telefonata verso la questura di Milano. La polizia a Milano ha immediatamente bloccato il convoglio indicato nei biglietti che erano fermo a Genova ed è qui che sono scattati i controlli agli utenti. Sempre qui, a bordo del treno, sono stati fermati cinque afghani, diretti a Ventimiglia e provvisti dei tagliandi con le credenziali indicate nei messaggi telefonici che erano stati recapitati all’ingegnere di Campobasso.

I cinque afghano sono stati portati in questura, identificati,  sono stati raggiunti da un decreto di espulsione perché irregolari sul territorio italiano.

Invece, in relazione al delitto di frode informatica e cioè relativamente all’acquisizione fraudolenta dei codici delle carte di credito clonate, sono stati avviati accertamenti da parte della polizia di via Tiberio con il concorso del Servizio Centrale della Polizia delle Comunicazioni.

L’ingegnere campobassano infatti ha raccontato ai poliziotti di non aver mai utilizzata la carta (che non è una prepagata bensì connessa al conto corrente di cui dispone e dove quindi finiscono le remunerazioni professionali) dall’estate scorsa.

Sportelli Atm infettati con file #spia, truccati con microcamere e skimmer, sono solo alcuni degli strumenti utilizzati per clonare carte di credito e bancomat, andando ad alimentare un business da migliaia di euro. E poi le nuove frodi per rubare dai conti correnti sono al passo delle nuove tecnologie informatiche e le organizzazioni criminali ormai sfruttano finanche l’emergenza migranti per guadagnare illecitamente profitti.

L’ultimo metodo per derubare i correntisti, consiste nell’acquisire dati e codici bancari infettando i software degli sportelli con file spia. Questi mantengono inalterato l’ uso del servizio che eroga normalmente denaro, ma, nel contempo, decifra codici e bande magnetiche inviandoli direttamente all’estero via mail, dove successivamente vengono clonati.

Ulteriore tentativo di frode riguarda la manomissione degli sportelli bancari, piuttosto che i distributori automatici come quelli della benzina con lo skimmer, un dispositivo che, installato generalmente su piccole fessure, è in grado di salvare centinaia di bande magnetiche. Siccome però servono i codici, vengono anche installate delle micro video camere.

Ultimo, ma non meno importante: bisogna fare attenzione alle manomissioni di pos per non incappare nel traching con cui vengono clonate le carte risalendo ai dati relativi delle stesse tramite scontrini e ricevute.