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Cassa integrazione Gam, Cgil: “Buona notizia, ora il rilancio del macello”

Il sindacato non nasconde però la delusione: "Ci aspettavamo che nel Consiglio regionale del 14 novembre la politica si assumesse il rischio a garanzia della cassa integrazione"

La Cgil esulta dopo la firma dell’intesa per altri dodici mesi di cassa integrazione per i 262 ex operai della Gam. Ma in una nota inviata nelle redazioni giornalistiche il sindacato non nasconde la delusione “dal ruolo svolto dalla politica regionale. Constatiamo come ancora una volta i lavoratori della Gam hanno assunto su se stessi l’onere di scongiurare un dramma sociale e con spirito di grande solidarietà fra lavoratori e responsabilità verso il proprio territorio tornano a scommettere sul rilancio della filiera avicola”.

Il riferimento è alle liberatorie che gli operai hanno dovuto firmare alla vigilia della riunione al Ministero del Lavoro dopo che l’amministratore Giulio Berchicci ha chiesto più garanzie e ha palesato delle difficoltà a firmare il contratto di fitto con Solagrital, condizione necessaria alla richiesta degli ammortizzatori sociali.

“Ribadiamo – riferiscono dal sindacato – che in questa annosa vertenza il ruolo della Regione Molise è determinante, alla politica spetta più di tutti il compito di assunzione di responsabilità e di ricerca di tutte le soluzioni per la risoluzione positiva delle vertenze. La Gam (di proprietà della Regione Molise) è l’ultima azienda che insiste nell’area di crisi complessa legata a una possibilità di rilancio, il fallimento di questa vertenza significa il fallimento dell’intera area di crisi complessa decretata l’8 agosto del 2015. E’ in ragione di questo, che ci aspettavamo che nel Consiglio regionale del 14 novembre la politica si assumesse il rischio a garanzia della cassa integrazione, poiché la messa in sicurezza dei lavoratori avrebbe dimostrato la lungimiranza della politica regionale di tenere insieme la tutela dei lavoratori con l’obiettivo del rilancio delle attività del macello e quindi dell’occupazione. In una Regione dove perdurano le difficoltà economiche, a rischio di spopolamento, dove il segno del pil è negativo, dove chi perde il lavoro non lo ritrova più, è necessaria una politica coraggiosa e dotata di grande sensibilità, che muova le proprie azioni per creare sviluppo economico e occupazionale e che concorra al bene della fasce più deboli del territorio”.

Insomma, il bicchiere è mezzo vuoto. La Cgil dunque auspica che “adesso si inizi a lavorare per la messa in sicurezza di tutti i lavoratori che hanno perso il lavoro e gli ammortizzatori sociali, che si dia avio alle politiche attive e si renda più attrattivo il territorio per creare nuovi posti di lavoro. Auspichiamo altresì – per quello che attiene la vertenza Gam – che si incominci già adesso a pensare alle soluzioni per il prossimo anno, augurandoci anche che le procedure concorsuali lavorino assiduamente per mettere all’asta il Lotto 2, al fine di rilanciare o determinare condizioni diverse per iniziare i lavori al macello e dare una possibilità occupazionale al territorio di Bojano. Vigileremo sull’attuazione di quanto stabilito nella mozione approvata in Consiglio regionale affinché gli impegni presi diventino concrete realtà”.