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Campobasso apre le porte al sindaco di Riace: proposta di cittadinanza onoraria in Consiglio comunale

Era la fine di ottobre quando il sindaco di Riace intervenne via Skype in un convegno organizzato dall’Arcidiocesi di Campobasso. Mimmo Lucano, promotore di un progetto di accoglienza e di integrazione dei migranti diventato famoso in tutto il mondo, un paio di settimane prima era stato arrestato dopo una indagine della Procura della Repubblica di Locri.

Al primo cittadino del piccolo centro calabrese vennero contestati una serie di reati e presunte irregolarità nella gestione dei migranti, dei servizi connessi al progetto di accoglienza. Le ipotesi di reato più gravi sono decadute, come l’associazione a delinquere, la truffa aggravata, il falso e il concorso in corruzione, l’abuso d’ufficio, la malversazione.

Nei giorni in cui scoppiò l’inchiesta giudiziaria, vennero organizzate una serie di iniziative di solidarietà a favore di sindaco. Inoltre in Molise numerose associazioni chiesero di assegnargli la cittadinanza onoraria. Campobasso batte tutti i Comuni sul tempo e si prepara ad aprirgli le porte grazie ad un ordine del giorno presentato dal presidente del Consiglio comunale Michele Durante.

Il modello Riace – si legge nel documento – è studiato in tutto il mondo e nel 2016 la rivista americana Forbes ha classificato il primo cittadino riacese tra le 40 persone più influenti del mondo”. Anche il Papa espresse il suo apprezzamento nei confronti del modello Riace.

L’ordine del giorno è stato inserito nell’agenda degli argomenti che il consiglio comunale affronterà nella seduta del prossimo 20 novembre. Sarà una sorta di prova del nove apure per capire gli umori degli eletti di palazzo San Giorgio e le volontà su un tema molto delicato. Altre città d’Italia già si sono espresse concedendo la cittadinanza onoraria a Mimmo Lucano, altre invece si sono rifiutate di farlo.

Ma Campobasso nel suo statuto ha sancito di essere “una città antirazzista” e dunque non poteva essere da meno.

Il primo firmatario della proposta Michele Durante coniuga l’importanza di questa iniziativa alle recenti vicende politiche: “Nel momento in cui un razzista viene nominato presidente di una commissione parlamentare per i diritti umani, oltraggio ad ogni concetto sociale voluto (il riferimento è alla leghista Stefania Pucciarelli, la senatrice che ha proposto le ruspe per abbattere i campi rom, ndr), dichiararsi antirazzisti fascisti liberi è un attimo di legittima difesa umana sociale e culturale”.