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Fermata ad Anagnina, “scelta scellerata”. La Regione pronta alla guerra con la sindaca Virginia Raggi

Vertice in assessorato per discutere delle azioni da mettere in campo dopo che la giunta capitolina ha delocalizzato la stazione degli autobus provenienti dal Molise ma non solo dalla stazione Tiburtina ad Anagnina. Niro: "Coinvolgeremo le altre regioni e daremo la delega al presidente Toma affinché investa del problema il ministero". Interrogazione del Pd in Consiglio

La decisione della giunta comunale di Roma di spostare la stazione di arrivo e partenza per i pendolari di fuori regione da Tiburtina ad Anagnina ha scatenato un prevedibile malumore in Molise. Un po’ perché quella scelta è stata calata dall’alto senza un minimo di confronto e neppure di correttezza istituzionale nel comunicare il cambiamento. Un po’ perché la delocalizzazione verso il raccordo anulare – dunque in periferia e non più in centro – creerà una serie di disagi a chi viaggia.

Il tema è stato al centro della riunione che l’assessore ai Trasporti Vincenzo Niro ha immediatamente convocato una volta appresa la notizia.

Il tavolo tecnico, aperto a sindacati e associazioni di categoria, c’è stato questa mattina negli uffici di viale Elena dopo che, ieri a tarda sera, il gruppo consiliare del Pd (Micaela Fanelli e Vittorino Facciolla) ha ottenuto l’iscrizione all’ordine del giorno di una interpellanza in merito alla vicenda che rischia di diventare una guerra tra la Regione Molise e il sindaco di Roma Virginia Raggi ma che, così come formulato, rischia di “diventare inefficace” ha sottolineato il capo di viale Elena.

“E inutile – a detta ancora di Vincenzo Niro – il coinvolgimento dei parlamentari molisani”: quattro su cinque di quelli del Molise sono dello stesso partito della Raggi (M5S).

Generico

“Opportuno – ha detto sempre l’assessore – è raccogliere pareri e testimonianze di voi qui presenti per capire, anche con le regioni Campania, Abruzzo, Marche, Umbria e Toscana, quanto nevralgica sia la stazione Tiburtina per tutti noi, così da poter rivendicare i disservizi creati da questa decisione unilaterale e scellerata e poter ripristinare invece una situazione di normalità al servizio del cittadino”.

Critiche sono piovute non solo per “il metodo incomprensibile” usato dalla giunta capitolina ma soprattutto perché l’Anagnina “è collegata male col resto dei quartieri di Roma e poco attrezzata per accogliere l’afflusso di pendolari che ogni giorno affollerebbe quella stazione”, e “le risorse annunciate per adeguata, circa 600mila euro non sarebbero sufficienti a nulla” ha aggiunto il direttore dell’Anav, Tullio Tulli anche lui presente all’incontro in nome delle imprese danneggiate da questo “assurdo provvedimento”.

 

La stazione di Anagnina, infatti, sorge alle spalle di un campo rom lontano da tutto e malamente organizzata. Insomma, per il Molise – che già soffre per le carenze del trasporto su ferro, questa delocalizzazione è la soluzione peggiore.

 

Da qui l’invito dell’assessore Niro a fare “azione comune” annunciando anche la presentazione in Consiglio regionale di una sua mozione o ordine del giorno per “legittimare il presidente Donato Toma a fare presente questa drammatica situazioni nelle sedi che opportunamente potrebbero invece intervenire con un’azione politica”.

 

“Personalmente – ha continuato Niro – farò una nota alla commissione della Conferenza dei trasporti la cui presidenza è in capo all’assessore della Campania ma più di tutto auspico che il Consiglio regionale molisano deleghi il governatore con un proprio atto a far presente il problema  sia presso la Conferenza Stato-Regioni, sia al ministero affinché la delibera 189 del 16 ottobre 2018 (quella della giunta Raggi che ha cambiato le stazioni degli autobus) venga sospesa o meglio ancora annullata”.

Per Micaela Fanelli, consigliera Pd, “Una scelta sbagliata, dannosa e immotivata sia sul piano amministrativo che politico, che potrebbe comportare un danno enorme a lavoratori, studenti, persone che quotidianamente si recano a Roma per cure mediche, quella della Giunta capitolina guidata da Virginia Raggi di delocalizzare l’autostazione di Roma Tiburtina all’interno del nodo dell’Anagnina”. Il gruppo consiliare del Partito Democratico ha presentato un’interpellanza urgente, attraverso la quale si sollecita il Presidente Toma “a promuovere con la massima urgenza un incontro con il Sindaco e la Giunta di Roma. Poi, di intervenire presso i soggetti preposti per avviare uno studio approfondito, finalizzato alla permanenza della Stazione di Tiburtina, che rappresenta una soluzione attualmente insostituibile nel trasporto che conduce da e verso la Capitale”.

Ieri intanto a Roma c’è stato anche un lungo incontro tra Niro e i vertici delle ferrovie dello Stato sulla situazione del trasporto su rotaie in Molise.

“Ho chiesto – dopo la firma della convenzione sull’elettrificazione Roccaravindola-Venafro che terminerà entro dicembre 2022 – di attivare le fermate man mano che la stessa si svilupperà”.

Isernia dunque potrebbe ottenere benefici prima di altri centri molisani.

“Ho anche detto a Rfi che se non procedono a risolvere problemi sulla tratta Campobasso-Roma sono pronto anche a chiedere la risoluzione del contratto. Quattro ore di viaggio, quando va bene, è una situazione non più tollerabile e anche questo ho fatto mettere a verbale”.  Tra un paio di settimane, intanto, a Campobasso dovrebbero arrivare due ‘pezzi grossi’ dell’area sud di Fs (area commerciale e infrastrutture) per avere il cronoprogramma delle azioni “che ieri ho preteso e di cui intendo discutere con voi qui oggi perché non ho più alcuna intenzione di sorvolare su un servizio che la popolazione paga ma di cui non usufruisce”.