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Braccio di ferro Comune-Regione sull’iter per il Tunnel. In Consiglio comunale si prevedono scintille

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Il Comune di Termoli non ha dubbi: per quanto riguarda la variante al piano regolatore finalizzata a fare il tunnel sotto via Roma e il parcheggio multipiano sotterraneo in Piazza Sant’Antonio, è tutto pronto. Tutto a posto. Da parte della Regione Molise, sostiene l’amministrazione di Angelo Sbrocca, c’è stato il silenzio assenso e quindi l’opera può essere aggiudicata.

Per questa ragione andrà in consiglio il 13 novembre prossimo alle 9 in prima convocazione e il giorno seguente alle 10 in seconda convocazione. Il presidente Manuela Vigilante ha infatti convocato l’assemblea con all’ordine del giorno, tra i vari punti, una variazione del programma triennale delle opere pubbliche e la finanza di progetto (valore 19 milioni di euro) per la realizzazione dell’ormai famoso sistema integrato per la viabilità e mobilità sostenibile del Comune di Termoli, ovvero il tunnel di raccordo tra il porto e lungomare nord con parcheggio multipiano internato e recupero di Pozzo Dolce.

 

Sarà messa ai voti l’efficacia della variante al Prg perché, sostiene il Comune, il tempo entro il quale la Regione avrebbe potuto intervenire anche da un punto di vista tecnico è scaduto.

Sembra un po’ un braccio di ferro visto che proprio ieri mattina l’architetto Giuseppe Giarrusso, dirigente del dipartimento Tutela del territorio, ha fatto recapitare nei giorni scorsi, in Comune, una nota indirizzata al sindaco, al responsabile del procedimento Mandrile, e ai vari enti coinvolti, nella quale si sottolinea che la Regione Molise in nessun modo ha approvato la variante al piano regolatore che consentirebbe all’amministrazione di Termoli di realizzare il progetto. “Non si può ritenere concluso il procedimento di approvazione della variante urbanistica – scrive Giarrusso – e all’Amministrazione regionale non è mai stata formalmente inviata la delibera di adozione della variante”.

Insomma, per il Comune la Regione ha detto sì col silenzio allo scadere dei termini, per Giarrusso invece l’iter procedurale non è concluso e non si può avviare l’opera. Due posizioni nettamente diverse sulla fattibilità di aggiudicazione definitiva e la contrattualizzazione del progetto. Progetto sul quale resta in piedi il ricorso presentato dal comitato No Tunnel, dal consigliere comunale del MoVimento 5 Stelle Di Michele e da altre associazioni.

 

Intanto solo l’altro giorno la minoranza consiliare ha diffidato il sindaco, sostenendo che non si può affidare un’opera non finanziata. Questo anche sulla base di quanto riferito dallo stesso Giarrusso circa l’importo del progetto, che sarebbe difforme da quello previsto nell’accordo di programma quadro viabilità sottoscritto esattamente tre anni fa. I consiglieri Di Brino, Marone e Ciarniello hanno illustrato la diffida a procedere all’affidamento decisivo dell’opera e a non sottoscrivere alcuna convenzione con la ditta De Francesco che dovrebbe realizzarla. Si prevedono scintille nel Consiglio comunale della prossima settimana.

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