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Autobus pieno di studenti a fuoco: tragedia sfiorata tra Larino e Casacalenda. Aperta una inchiesta fotogallery

Si indaga sul rogo che questa mattina, poco dopo le 8, ha distrutto un autobus di linea della Atm lungo il tragitto tra Larino e Casacalenda. Una trentina di studenti terrorizzati è scesa a terra fortunatamente prima che qualcuno di loro potesse farsi seriamente male. Provvidenziale la prontezza di riflessi dell'autista che ha evitato quella che poteva essere una strage.

E’ stata aperta una inchiesta sull’incendio dell’autobus Atm che si è verificato stamattina, 13 novembre, mentre c’erano trenta studenti a bordo diretti a scuola.

bus a fuoco

Una tragedia sfiorata, su questo ci sono pochissimi dubbi visto che il rogo ha letteralmente divorato il pullman di cui non è rimasto che lo scheletro carbonizzato. Terrorizzati i ragazzi sono riusciti a mettersi in salvo nei pochissimi istanti che fumo e fuoco gli hanno lasciato per scappare via dal mezzo guidato da un autista la cui prontezza di riflessi ha evitato il peggio.

L’Ufficio scolastico regionale, la massima autorità per quanto riguarda le scuole, non ha inviato note ufficiali agli organi di informazione. 

La dirigente dell’Usr Molise Anna Paola Sabatini ha inviato, però, una lettera di protesta riservata all’Atm, la ditta proprietaria del autobus, per stigmatizzare l’accaduto esprimendo indignazione e per chiedere maggiori garanzie e controlli più rigorosi per la sicurezza per i ragazzi che ogni giorno utilizzano quel mezzo per raggiungere gli istituti scolastici frentani. La nota è arrivata anche ai sindaci di Casalenda, Ururi e Larino, ai dirigenti scolastici di Larino e Casacalenda e al capo gabinetto del Miur Giuseppe Chinè.

Nella stessa è stata espressa vicinanza ai ragazzi e alle loro famiglie che hanno vissuto quasi in diretta – grazie al racconto fatto sui social e dalle testate online – la convulsa mattinata sulla Statale 87 (Sannitica).

L’incidente – che, vale la pena ripeterlo, non ha causato vittime – si è verificato poco dopo le 8 lungo il tragitto tra Larino e Casacalenda. Le fiamme sono divampate dal vano motore, nella parte posteriore, per poi   avvolgere interamente il pullman.

In quel momento a bordo c’erano trenta studenti i quali sono scesi in tempo, allontanandosi dal veicolo, giusto qualche secondo prima che venisse completamente inghiottito dalle fiamme. Una scena spaventosa quella che si è presentata agli occhi dei soccorritori e dei numerosi automobilisti di passaggio. Fuoco e fumo hanno reso irriconoscibile il mezzo: all’arrivo dei vigili del fuoco di Termoli e dal distaccamenti di Santa Croce di Magliano era rimasta solo la carcassa.

bus a fuoco

 

Le cause del rogo sono in fase di valutazione. Il Nucleo investigativo antincendi territoriale del comando Vvf di Campobasso ha prelevato campioni per l’indagine. E non è da escludere che la magistratura possa sequestrare il pullman della Atm.

Oltre alla ‘Scientifica’ dei pompieri stanno indagando anche i carabinieri della compagnia di Larino e Casacalenda i quali hanno potuto accertare che la velocità con la quale l’autista ha fermato l’autobus, non appena si è reso conto del rischio elevato per i passeggeri, ha messo in salvo i giovani studenti. Si pensa a un malfunzionamento legato all’età avanzata di questi autobus che ogni anno percorrono migliaia di chilometri sulle dissestate strade molisane. Una manutenzione carente potrebbe aver innescato quella scintilla nel motore che ha messo in pericolo la vita di 30 giovanissimi. Ma al momento queste sono soltanto ipotesi.

 

L’autista è stato subito ascoltato dai militari dell’Arma, che stanno cercando di ricostruire quanto accaduto. Per fortuna il calore non ha bloccato le porte e gli studenti hanno fatto in tempo a scendere prima di restare rinchiusi in una trappola che sicuramente sarebbe stata letale.

“Poteva essere una strage” dicono ora i genitori degli studenti che hanno seguito la vicenda attraverso i contatti telefonici con i figli e guardando anche quei video terrificanti che circolano sui giornali online e su facebook.

 

La ditta Atm è una di quelle che usufruisce dei contributi regionali per il servizio pubblico. Non è raro che periodicamente i lavoratori protestino lamentando il mancato pagamento delle spettanze. Eppure non fanno mai mancare il loro apporto che oggi si è rivelato estremamente prezioso per salvare la vita ai pendolari e anche a loro stessi che viaggiando ogni giorno su quei mezzi rischiano in prima persona.