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Ascoltare il grido del povero e ridare dignità a persone in difficoltà: al via la settimana della Caritas foto

Dal 12 al 18 novembre una settimana dedicata ai poveri con iniziative aperte a tutta la cittadinanza per fermare l’indifferenza nei confronti di coloro che non hanno una fissa dimora o non possono permettersi un pasto caldo.

Si celebrerà dal 12 al 18 novembre la ‘Settimana del povero’, la cui conclusione coincide con la seconda  ‘Giornata mondiale dei poveri’ istituita da Papa Francesco nel 2016. Nato dalla ‘Caritas aperta’ per dare una risposta al grido del povero, spesso bistrattato ed invisibile agli occhi dei più, l’evento rappresenta un mezzo per avvicinare la comunità ai ‘meno fortunati’ in un’ottica di integrazione e coinvolgimento.

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“Una risposta alla richiesta del Papa ed al grido della popolazione”, ha sottolineato Don Stefano Chimisso vicario pastorale durante la presentazione alla stampa dell’evento all’interno della sala della Cittadella della Carità in Piazza Bisceglie a Termoli venerdì 9 novembre. Accanto a lui Suor Lidia Gatti, attuale direttore della Caritas e gli operatori Rossella Riccelli, Gianni Pinto e Paola De Lena.

Negli ultimi anni si è sentito spesso parlare di povertà, immaginandola solo nella parte monetaria. Più si va avanti con i mesi, però, e più l’asse si sposta, coinvolgendo un numero di persone sempre maggiore e radicandosi nella cosiddetta povertà educativa e culturale. Il 5% di coloro che si rivolgono alla Caritas possiede un diploma od una laurea triennale, cifra che fa comprendere come l’educazione non sia sempre sinonimo di ricchezza.

Voluta per dare rifugio ai senza fissa dimora, aiutati con la somministrazione di un pranzo caldo, l’iniziativa vuole anche sfatare dei luoghi comuni come quelli relativi ai migranti, su cui da sempre si costruiscono campagne elettorali e si rimarca un’ostilità che, fin troppo spesso, sfocia in un odio diffuso.

Dai numeri che emergono dai dati sui fruitori della Caritas, si rileva un dato significativo: il 58% delle persone che frequenta le stanze della diocesi è italiana, solo il restante fa parte di ceppi europei giunti in Italia: “Per la maggior parte sono italiani, alcuni termolesi che risiedono qui ma non hanno la fortuna di poter provvedere ad un pasto caldo. Ci sono poi diversi rumeni e pochi marocchini. Alcuni hanno figli con cui non vivono, un terzo di loro ha anche figli minori con cui viene a pranzo – ha affermato l’operatore Gianni Pinto – Nel 2017 abbiamo somministrato 7mila pasti con una media di 17 persone al giorno”.

Cifre che aumentano in base agli anni ed alle stagioni e che subiscono un incremento soprattutto nel periodo estivo quando il clima mite fa spostare i senza fissi dimora sul versante costiero: “Nel corso degli anni abbiamo censito circa 3mila persone – continua Pinto – Annualmente abbiamo circa 300 nuovi iscritti”. Tra questi ci sono molte donne, il 51%, in età compresa tra i 45 ed i 54 anni; il restante 49% sono uomini con un picco maggiore tra i 18 ed i 35 anni, tra cui tanti separati o divorziati.

Le difficoltà economiche, unite all’emergenza abitativa ed alla carenza di possibilità lavorative, mettono in serio pericolo i cittadini, sfociando in situazioni ben più gravi di impossibilità di cure mediche: “Aiutiamo tanti uomini italiani che hanno dipendenze da sostanze alcoliche – ha concluso Pinto – Paghiamo loro le cure mediche, anche in istituti privati, che loro altrimenti non potrebbero permettersi”. Una questione che fa emergere un problema ben più radicato: il diritto alla salute che, oggigiorno, non è rispettato a pieno.

La settimana sarà ricca di eventi, grazie ad una rete di istituti, associazione e volontari, uniti tutti assieme per promuovere il ritorno all’umanità e l’abbandono della discriminazione nei confronti di chi è diverso da noi. Ci sarà la somministrazione di tre pasti al giorno: “La colazione sarà preparata dagli studenti dell’istituto alberghiero di Termoli, il pranzo dai volontari della Caritas e la cena dai giovani delle parrocchie termolesi – ha illustrato l’operatrice De Lena – Grazie anche al contributo delle altre realtà sociali dell’istituto Noce, del Centro di Salute Mentale, dell’associazione Giovanni XXIII e di Iktus”. Il tutto condito da serate animate dal gruppo scout di Termoli, dalle preghiere interconfessionali, da laboratori e da importanti momenti di condivisione.

L’iniziativa è rivolta soprattutto ai giovani ed agli istituti scolastici “per far conoscere il variegato e complesso mondo della Caritas – ha spiegato Suor Lidia Gatti – Affinché loro, per primi, promuovano la persona e ne riconoscano la dignità. Vogliamo che giovani si avvicinino ai poveri e li considerino persone, loro pari e non scarti della società”.

Proprio a loro è rivolto il contest fotografico #fermalindifferenza, ideato con “una funzione pedagogica per rendere meno invisibile quella parte di territorio troppo spesso bistrattata – ha commentato l’operatrice Riccelli – Perché finché non ci si trova in determinate situazioni si fa fatica a comprenderle e non si sa come gestirle”. Per partecipare al concorso basta scattare una foto che rappresenti la propria idea di povertà ed inviarla sulla pagina facebook della Caritas Termoli-Larino dal 12 al 25 novembre. L’immagine che riceverà più like diventerà la copertina del prossimo rapporto Caritas sulle povertà e le risorse 2019.