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Antincendio, servono 3 mln per adeguare le scuole. Via alle mappature, incarichi affidati a studi privati

L'amministrazione Battista ha avviato la mappatura delle scuole per l'antincendio scegliendo di affidarsi a professionisti esterni: "Abbiamo scelto tecnici super partes per capire gli interventi da porre in essere”. Intanto la giunta ha approvato il progetto per adeguare la palestra della Enrico D'Ovidio.

Ci vogliono tra i 3 e i 4 milioni di euro per adeguare le scuole di Campobasso alla normativa antincendio. Un calcolo che l’amministrazione ha elaborato dopo la mappatura effettuata da alcuni studi privati a cui ha affidato l’incarico di “verifiche puntuali per il rispetto dei requisiti di prevenzione incendi e nei casi in cui tali verifiche non risultino soddisfatte – come si legge nelle determinazioni pubblicate sul sito del Comune – predisporre misure compensative attuabili in breve tempo, più idonee”.

Certificazioni antincendio o, in alternativa, misure compensative per adeguare le scuole dal punto di vista dell’antincendio: è quanto prevede la normativa.

Per mettersi in regola, alla fine della scorsa estate, il Comune di Campobasso ha stanziato i primi 600mila euro per risolvere i casi più gravi (alla ‘Igino Petrone’, ad esempio) e ha avviato le verifiche. A queste ultime si è aggiunta la mappatura degli istituti. Undici gli edifici sotto osservazione.

Un compito per il quale l’amministrazione guidata da Antonio Battista ha preferito non utilizzare i dipendenti interni al Comune, ma affidarsi a professionisti esterni stanziando 16.500 euro. Ad ogni professionista, attinto da un apposito avviso del Comune per individuare operatori economici a chiamata diretta, è stato assegnato un corrispettivo economico di 1.500 euro per il lavoro svolto.

Finora sotto la lente degli ingegneri sono passate la scuola dell’infanzia ‘Nicola Scarano’ di via Crispi, la ‘Francesco D’Ovidio’ di Piazza della Repubblica, la ‘Di Zinno’ e la ‘Francesco Jovine’ di via Friuli.

Ma c’è più di qualche sospetto su questi incarichi esterni e per di più a chiamata diretta: una sorta di obolo ‘pre elettorale’?

Il sindaco Antonio Battista fuga ogni dubbio: “Noi dobbiamo dotare le scuole dei certificati di prevenzione incendi, redigere un piano laddove non ci sono risorse finanziarie per i cpi e in alternativa, come prevede la norma, adottare misure compensative per ottenere le massime condizioni di sicurezza. Abbiamo deciso di affidare ad esperti, a tecnici esterni super partes che si prendano la responsabilità di capire gli interventi da porre in essere per la prevenzione incendio”.

Perchè si è fatto ricorso ancora una volta alle misure compensative? “Perchè il legislatore – la risposta del primo cittadino – sa bene che ci vogliono milioni di euro per dotare tutte le scuole d’Italia dei certificati prevenzione incendi. Soldi che i Comuni non hanno attualmente. In attesa che il governo trovi tali fondi, si attuano comunque dei comportamenti in grado di garantire la sicurezza. A Campobasso ora abbiamo un quadro della situazione grazie alle collaborazioni che abbiamo attivato. Per sistemare tutto ci vogliono 3-4 milioni di euro. Abbiamo già iniziato a stanziare i soldi e a provvedere in tal senso”.

L’ultimo intervento riguarda la ‘Enrico D’Ovidio’ di via Gorizia: nella riunione del 9 novembre infatti la Giunta comunale ha approvato il progetto esecutivo da 35mila euro per i lavori di prevenzione incendi della palestra annessa alla scuola secondaria, attualmente chiusa. Il che ha costretto gli alunni e le maestre a spostarsi nella palestra della vicina ‘Francesco D’Ovidio’ per poter svolgere l’ora di ginnastica.