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Anestesisti in pensione e nessun “rimpiazzo”: tra poche settimane sarà impossibile operare

A breve sarà emergenza tavoli operatori in Basso Molise: verso la pensione tre dei pochi anestesisti in servizio, che già ora stentano a garantire la copertura no stop della Rianimazione. I bandi per incarichi a termine sono andati deserti. E la mancata nomina del commissario straordinario, che manca da ben 8 mesi, paralizza le assunzioni. L'ospedale San Timoteo con l'acqua alla gola.

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Tra poche settimane sarà emergenza tavoli operatori in BassoMolise. Dei pochi anestesisti che già ora, a stento, riescono a garantire – al netto dei turni no stop in Rianimazione – gli interventi chirurgici almeno una volta a settimana per i reparti sopravvissuti alla mannaia dei tagli, tre sono avviati alla pensione.

Il più anziano abbandonerà il lavoro a giorni, seguito da altri due rianimatori che entro la metà di dicembre o al massimo per fine anno avranno esaurito gli anni di servizio. Ma quel che è peggio è che non verranno rimpiazzati. Non nell’immediato, almeno.

I bandi della Asrem per incarichi a termine agli anestesisti, una figura già abbastanza difficile da reperire, sono andati deserti. Proprio così. Ai non addetti ai lavori potrà sembrare strano che la fame di impiego cozzi così pesantemente con la mancanza di risposte alle richieste di lavoro. Il problema però, come hanno sempre confermato dalla stessa azienda sanitaria regionale, deriva dal fatto che gli anestesisti sono in generale pochi e che l’ospedale di Termoli non garantisce alcun futuro occupazionale stabile.

 Prima di tutto perché è un ospedale sempre più piccolo e sempre più sbriciolato dove si è costretti, a causa della storica carenza di organico, a turni massacranti, pochissimi riposi a fronte di enormi responsabilità.

Secondo perché il futuro dello stesso presidio ospedaliero è incerto e chi può scegliere – come gli anestesisti, richiesti ovunque – preferisce legittimamente orientarsi su strutture dove le prospettive appaiono maggiormente solide.

Così, tra poche settimane, sì entrerà in emergenza e potrebbe innescarsi una vera e propria paralisi dei tavoli operatori. Una situazione che già si è verificata più volte negli ultimi anni, e che diventa sempre più critica in assenza di concorsi e della agognata stabilizzazione.

Organizzare tavoli operatori per le specialistiche, con pochi rianimatori che già devono presidiare 24 ore su 24 il reparto di Rianimazione, è un’impresa impossibile. Di conseguenza gli interventi chirurgici di ortopedia, otorino, oculistica, ginecologia e chirurgia sono a rischio. La Asrem aveva promesso concorsi, ma il fatto che manchi un Commissario straordinario alla sanità ormai da mesi peggiora drasticamente la situazione.

Si rischia l’interruzione di pubblico servizio, in aggiunta al forte malessere che si respira nei reparti del San Timoteo dove i medici scarseggiano e quelli che lavorano sono obbligati, loro malgrado, a turnazioni disumane per garantire il pieno svolgimento delle attività.

È vero soprattutto per quanto riguarda l’area materno-infantile, dove sono soltanto 4 i ginecologi in servizio, uno dei quali in aspettativa. Basta rapportare il dato a quello di qualche anno – erano 15 tra Termoli e Larino – per rendersi conto della drammaticità della situazione.

E anche dell’impegno materiale del personale operativo, che consiste in turni praticamente ininterrotti, in orari impossibili, rinuncia a festivi e a ferie. Eppure esiste una graduatoria, composta di recente dopo gli avvisi pubblici, dalla quale si potrebbero attingere figure professionali nella ginecologia e ostetricia. Ma la graduatoria non viene toccata, resta “lettera morta” perché il commissario alla sanità non c’è.

Manca da aprile, ovvero da quando i molisani sono tornati alle urne per scegliere il nuovo presidente della Giunta regionale. Proprio Donato Toma, che oggi in consiglio regionale riferirà sulla situazione sanità, ha già annunciato che per quanto riguarda la nomina del commissario, se a breve non ci saranno delle novità, si passerà alle diffide.

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