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Abusivismo edilizio. Cresme condanna il Molise, Forche Caudine smentisce i dati: “Poco chiari e senza riscontro”

Il triste primato Molise stilato da Cresme viene smentito dall'associazione Forche Caudine che presenta i dati Eurostat, che promuovono la regione come quella dove insiste la minor cementificazione, e quelli di Legambiente che bloccano l'abusivismo a poco più del 45% contro il 71% stabilito da Cresme.

L’abusivismo edilizio è, da sempre, uno dei temi caldi del nostro paese e spesso, subito dopo una tragedia, si parla di mancanza di permessi a costruire, di condoni o di carenza di uno studio idrogeologico anteriore alla data di costruzione. Questi dati, stilati nel rapporto annuale di Istat, Bes e Cresme, confermano che la tendenza agli abusi è viva soprattutto nel sud Italia.

Il Molise, purtroppo , non è esente ed anzi si piazza al primo posto nel 2017 con 71 costruzioni fuorilegge su un totale di 100. Una percentuale altissima, se si considera che la nostra è una delle regioni più piccole dello stivale. Se nella ricerca, targata Cresme che ha riguardato il settore edile, il nostro territorio viene bocciato e condannato a causa di questa cementificazione incontrollata, Forche Caudine smentisce, considerando i dati opinabili.

Un’anomalia, rimarcata dall’associazione, che guarderebbe “più a percentuali ed istogrammi frutto di stimoli ed analisi, piuttosto che a numeri puri e dati”. Una richiesta, legittima, che Forche Caudine ha tentato di sottoporre al dottor Toso, sperando di ottenere delucidazioni in merito, senza tuttavia “avere alcuna risposta”, come riportato nel comunicato. Dati poco chiari, ma non solo, perché l’associazione individua un’altra perplessità sul metro di riscontro applicato da due organi: “Perché se la percentuale del Cresme relativa alle abitazioni abusive del Molise è al 71% – si legge nella nota stampa- Quella di Legambiente è addirittura al 45,8 per cento, cioè più bassa di oltre 25 punti?”.

Percentuali, queste ultime, che troverebbero riscontro anche nell’Eurostat, l’istituto di statistica dell’Unione Europea, che fa un plauso al Molise ponendolo al vertice della piramide delle regioni dove insiste la minor percentuale di cementificazione, che si aggira attorno al 2,5%, equiparandoci ai livelli scandinavi ed evidenziando come “nella nostra regione le ordinanze di demolizione sono soltanto 440 – scrive l’associazione – Non è questione di campanilismo, né vogliamo sostenere che nel Molise non esista abusivismo; ma i numeri vanno spiegati, altrimenti si rischia di riesumare la famosa media di Trilussa tra chi mangia due polli e chi nessuno e, per media, risulta mangiarne uno”.

Posto che il Molise non sia esente dall’abusivismo edilizio, il problema, per Forche Caudine, potrebbe risalire all’emigrazione di intere famiglie verso l’estero e dall’abbandono di fabbricati di campagna, adibiti soprattutto ad attività di pastorizia e non registrati per cause legate all’analfabetismo diffuso che ha generato un circolo vizioso di problemi di successione tra eredi.

Forche Caudine, dopo aver analizzato tutti i dati ed aver parlato con i sindaci, pone un ultimo quesito a Cresme: “Come si fa a quantizzare in modo assoluto e semplicistico ciò che gli organi preposti non riescono per primi ad individuare ed a sanzionare?” e lancia un invito alla Regione per combattere le gettate di cemento sul territorio, rimandando al mittente anche le battute di Maurizio Crozza sul tema abusivismo e catasto di Campobasso.