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Sanità, “Rischiamo la vita ogni giorno”: le signore del Comitato incontrano la ministra Grillo

Il Comitato BassoMolise Bene Comune è stato oggi al ministero della Salute, dove le 4 agguerrite signore hanno incontrato anche Giulia Grillo, consegnandole una lettera e le 7mila firme raccolte contro la chiusura del Pronto soccorso del Vietri. All'attenzione anche il disastro delle strade, che peggiora il rischio di malasanità.

Agguerrite, determinate a portare le ragioni dei molisani che hanno sottoscritto la petizione per chiedere la riapertura del Pronto Soccorso dell’Ospedale Vietri di Larino davanti al ministro della Salute. Detto e fatto. Le signore del Comitato Basso Molise per il Bene Comune non si sono fermate davanti ad alcun ostacolo e questa mattina a Roma sono state in audizione al Ministero, dove hanno incontrato il capo della segreteria del ministro Marcello Spirandelli, sottoponendo all’attenzione del Governo le gravi problematiche che il territorio, soprattutto del Basso Molise, sta vivendo in seguito alla riorganizzazione sanitaria.

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Il Comitato chiede principalmente la riapertura del Pronto Soccorso dell’ospedale Vietri, nosocomio strategico per un’area a rischio sisma con una viabilità vetusta che mette a rischio la vita delle persone.

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Al Ministero le donne del Comitato hanno portato in regalo un mazzo di 130 rose realizzate artigianalmente in carta crepa, simbolo della città di Larino, che rappresentano i 130mila abitanti del Basso Molise.

Tra i corridoi del Ministero il comitato ha incontrato anche la ministra Giulia Grillo, con la quale erano già intercorse delle comunicazioni per via telematica. Si è approfittato dell’occasione per sensibilizzarla ulteriormente sulle difficoltà che il territorio affronta con il ridimensionamento del Vietri previsto nel piano di riorganizzazione.

Consegnata una lettera accompagnata dalle migliaia di firme raccolte in questi mesi e dalle tante delibere prodotte dai Consigli Comunali comunali a difesa della salute dei propri cittadini. Un confronto molto sentito, durante il quale le signore hanno riportato le esperienze e le disavventure il comitato – si legge nella lettera – “Nato in seguito al clamoroso caso di Michele Cesaride, un uomo di 47 anni che trova la morte dopo un’odissea di disservizi sanitari, un uomo solare amato e stimato da tutti, il cui decesso ha provocato nella nostra comunità una forte indignazione prima e poi la paura di essere il prossimo designato, la consapevolezza che la rete delle emergenze non è efficiente“.

Nell’incontro sono state spiegate le difficoltà che quotidianamente si affrontano a seguito della chiusura del Pronto Soccorso di Larino a causa di una rete stradale disastrata, sottolineando inoltre la fragilità del collegamento principale che attraversa la diga del Liscione per raggiungere il capoluogo molisano. Un tratto stradale che attualmente limita ancora il passaggio degli automezzi ad una velocità massima di 50 km orari e che nei giorni successivi al terremoto è rimasto anche chiuso. Era presente anche la responsabile della riorganizzazione sanitaria nazionale.
Gli interlocutori hanno mostrato disponibilità nel cercare di trovare adeguate soluzioni per potenziare la rete dell’emergenza in Basso Molise ribadendo che sarà compito del Commissario ad acta valutare la possibilità di riaprire il Pronto soccorso dell’ospedale Vietri. Un incarico che non è stato ancora assegnato ed è motivo di forti discussioni interne al Governo targato 5 stelle e Lega.

Le portavoci, tutte donne, hanno fatto anche sapere di essersi recati nei 18 comuni bacino di utenza del Vietri per raccogliere le firme portando all’attenzione la grande difficoltà del territorio, ovvero le strade che collegano i vari comuni a Larino. “Siamo rimaste noi stesse esterrefatte dalle condizioni disastrose in cui versano, dalla mancanza di segnaletica e barriere, dalle frane, dai dislivelli e i crateri dell’asfalto. Alle persone che abitano in questi centri – aggiungono – noi abbiamo promesso che le loro voci trasformate in firme, i loro disagi, sarebbero giunti alla Sua attenzione“.

Rivolgendosi al ministro perchè possa “adottare le misure necessarie per dare risposte a cittadini che temono per la propria incolumità e che si sentono abbandonati dalla maggior parte delle istituzioni, perché sorde alle nostre urla“. Sono quasi 7000 le firme raccolte e provengono dai centri di Larino, Ururi, Rotello, Bonefro, Santa Croce di Magliano, Mafalda, San Giuliano di Puglia, Colletorto, Montorio nei Frentani, Provvidenti, Casacalenda, Guardialfiera, Lupara, Morrone del Sannio, Montecilfone, Montelongo e Ripabottoni.

Il ministro ha mostrato un grande apprezzamento per la tenacia che le donne del comitato stanno mettendo in campo, a difesa di un diritto sacrosanto. Giulia Grillo ha promesso il suo impegno nel perorare la causa dei molisani.