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280mila euro di fondi europei usati per altri scopi, nei guai ditta che produce cozze foto

Un'impresa termolese specializzata nella mitilicoltura nei guai. Secondo le Fiamme Gialle avrebbe dovuto realizzare un punto di vendita all'ingrosso coi soldi comunitari ma non l'ha mai fatto

L’amministratore e altri tre soci di una cooperativa che produce e commercia cozze sono stati denunciati dalla Guardia di Finanza con l’accusa di malversazione di fondi comunitari. Secondo quanto scoperto dai militari della Stazione Navale di Termoli la società termolese aveva infatti usufruito di fondi comunitari pari a circa 280mila euro ma li aveva utilizzati per scopi diversi rispetto a quelli per i quali erano stati assegnati.

Si tratta di una operazione realizzata nell’ambito di servizi di polizia economico finanziaria che sono stati ulteriormente intensificati su disposizione del Reparto operativo aeronavale della Guardia di Finanza. La complessa e articolata attività di indagine si è concentrata sui finanziamenti europei erogati dalla regione Molise per favorire lo sviluppo e l’occupazione nel settore della pesca.

L’operazione ha riguardato l’osservanza in tutta la sua regolarità delle disposizioni contenute nel bando regionale sui fondi europei a favore di una impresa locale che opera nel settore dell’acquacoltura e della mitilicoltura, cioè possiede degli allevamenti di cozze e li vende all’ingrosso.

Nel verificare l’iter di concessione del finanziamento, i militari hanno scoperto che l’impresa termolese aveva ricevuto un consistente contributo a fondo perduto per delle nuove attrezzature da sistemare in un capannone della zona industriale per poterlo destinare alla vendita all’ingrosso e alla trasformazione dei cosiddetti in molluschi bivalvi. Per altro la stessa società ha già una attività dello stesso genere ben avviata all’interno del porto termolese.

Ma terminata la sistemazione delle nuove attrezzature che sono oggetto del contributo da 280mila euro nel capannone già collaudato, l’impianto ha subito un sostanziale cambio di destinazione d’uso. Le Fiamme Gialle della Stazione Navale di Roan hanno accertato infatti che il manufatto realizzato nella zona industriale di Termoli è diventato soltanto un deposito dell’impianto principale già esistente dove sono state stoccate anche le attrezzature acquistate grazie al finanziamento regionale. Da qui la denuncia per il reato di malversazione ai danni dello Stato nei confronti dell’amministratore della società e di tre soci.