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Un Museo di Scienze Naturali e Ambientali per il Molise

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Pregiatissima Redazione,

sono già diversi anni che si parla di piccoli centri che si stanno spopolando in Italia, soprattutto per i

giovani che se ne vanno per cercare occupazione e qualche posto di lavoro. Leggo anche in occasione dell’agone televisivo descritto a margine e in ogni puntata, la descrizione dei “Borghi” sarà veicolata attraverso le persone che lo abitano, e, gran bella idea, saranno soprattutto i giovani del luogo ad attivarsi, quasi ad “esorcizzare” il fenomeno dell’allontanamento di molti di loro dal proprio paese di origine. Il sottoscritto avrebbe una proposta perché almeno una parte di essi restino al paesello e possano esprimersi in una facile e appassionante attività museale e di guida naturalistica del territorio naturale di Puglia e Molise, cosa molto, ma molto più nuova e diversa dal parlare sempre e comunque di beni culturali provenienti dall’attività umana.

Partendo dalla considerazione, oltre che dall’esperienza, che per realizzare un museo naturalistico che oggi “catturi” ed “emozioni” vi sia necessità di abbandonare il paludato ambito accademico e parlare con un linguaggio semplice e comprensibile, quasi degno “d’altri tempi”, facendo comprendere al visitatore che la Natura è “teofania”, cioè manifestazione del divino e per questo degna di amore e di rispetto,  lo scrivente  pensa che possa aver credito un progetto museale moderno e coraggioso e incentrato sulla “Fauna minore”, ( “minore” perché più piccola, non perché meno importante…),sulla  flora, sulla fauna vertebrata, con cenni sulla struttura e sulle funzioni degli ecosistemi naturali ( Ecologia), nozioni indispensabili perché ogni individuo sia a conoscenza di quei processi e di quelle condizioni generali dell’ambiente che rendono possibile la vita di singoli organismi quali anche noi siamo. Un museo che si occupi in primis d’ Insetti e di Farfalle Diurne (= Rhopalocera),  alate creature queste che allietano la vista e si sottraggono al senso generale di repulsione che ispirano molti altri piccoli animali, perché non mordono, non pungono, non trasmettono malattie, un luogo del sapere atto a mettere in evidenza quel valore, non monetizzabile per eccellenza, rappresentato dalla biodiversità, la cui definizione va ben oltre il semplice elenco delle specie presenti in un dato territorio (Sistematica), ma include anche e soprattutto i processi ecologici garantiti da quelle specie e dalle interazioni tra loro e l’ambiente fisico: un’ istituzione permanente a base scientifica ma dotata anche di luci, colori, di fantasia e bellezza, soprattutto al servizio delle Comunità suindicate affinché l’offerta turistica si attivi anche attraverso l’ampliamento dei nostri orizzonti culturali ( oggi come non mai orientati quasi esclusivamente al “demoetnoantropologico”, nel nostro Paese si parla soprattutto d’ arte, santuari, torri, casali, chiese, necropoli, statue, anfiteatri”,ecc.).

L’Ecologia, moderna branca della scienza di cui oggi tanto si parla e si scrive, ma dei dettami della quale ben poco viene a conoscenza del grande pubblico, l’ecologia, dicevo, di cui i lepidotteri diurni sono efficacissimi interpreti (= bioindicatori), ha permesso di capire il ruolo fondamentale che i numerosi componenti della Fauna Minore svolgono in ogni ecosistema, assolvendo alla  impollinazione incrociata delle piante da fiore e comportandosi da detritivori, fitofagi o predatori, prima di diventare a loro volta cibo per un gran numero di vertebrati, il che non è poco !

Tale museo oltre ad essere dotato di una interessantissima ma breve rassegna (= collezione) di lepidotteri diurni,  conservati in speciali teche entomologiche, si articolerebbe in altre ripartizioni, quali : le “Biografie dei Grandi Naturalisti”,  “Paleontologia degli Invertebrati”, gli “Artropodi”, gli “Insetti e loro Classificazione, Morfologia, Fisiologia, Caratteristiche Fondamentali”, “Classificazione, Morfologia e Ciclo Biologico delle Farfalle Diurne”, “Distribuzione e Habitat”, “Gli Ambienti”, “I Nemici”, “Le Strategie di Difesa”, “Alimentazione e Piante Nutrici”; rassegna cui si affianca la “Vetrina del Giovane Entomologo” dedicata all’esposizione dei materiali e dei metodi per la raccolta, la preparazione, lo studio e la conservazione della piccola fauna a lepidotteri e coleotteri, con possibilità d’estendere quanto esposto anche ad altri Ordini di Esapodi ( = Neurotteri, Ortotteri, Imenotteri, ecc.) ; dulcis in fundo, poi, la realizzazione di due (o più…) vetrine dedicate al tema “Le Farfalle e l’Uomo”, esposizione che a San Severino Lucano ha sortito esiti e giudizi molto positivi, se non entusiastici, un’ assoluta “golosità culturale” che lo rende addirittura unico nell’ambito dei musei naturalistici italiani.

Indispensabile, inoltre, la realizzazione di anche di un piccolo laboratorio microfaunistico, in cui si faccia ricerca floro- faunistica sul nostro territorio,  ma anche utile didattica per scuole e studenti, in uno ad una piccola ma indispensabile biblioteca.

Tale museo necessiterebbe possibilmente di una o più stanze, dotate di vetrine perimetrali e di una serie di vetrine centrali per la visione diretta, quasi ad altezza d’uomo, delle collezioni microfaunistiche collocate dentro speciali teche o cassette entomologiche; per completezza,  sarebbe preferibile dotare il museo anche di un locale d’ingresso-biglietteria con relativa vendita di gadget naturalistici ( è presente in ogni museo di storia naturale che si rispetti…) e, se possibile, una saletta multimediale per incontri e conferenze e la visione di filmati naturalistici e storici.

Una delle novità che intenderei realizzare per il museo che propongo, consisterebbe in una piccola serie di modelli di artropodi in scala ( es. grandi modelli di ragni con relativa tela…) da esporre nelle sale del museo medesimo, che sarebbero capaci di sortire nei visitatori quell’“effetto di stupefazione” di cui scrivono autorevoli autori della museologia naturalistica più recente ( v. allegata foto mantide).

Col Comune di San Severino Lucano abbiamo già realizzato- con successo, direi – il Museo Laboratorio della Fauna Minore, stilando un regolare contratto che comporta da parte mia la   direzione “ad vitam” del Museo-Laboratorio e l’impegno ad istruire dei giovani da proporre alla successiva gestione del Museo : il tutto servendoci magari anche di “sponsor”, con elaborati fatti rigorosamente “a mano” e in stretta economia, costruendo personalmente i diorami e avvalendomi di disegnatori e modellisti locali e di provata competenza.

Devo concludere che nel contempo il Museo-Laboratorio della Fauna Minore è stato meta di autorevoli studiosi e ricercatori, accademici e non, che hanno espresso nutriti apprezzamenti per quanto realizzato, considerato che costituisce una “novità” nel panorama dei musei di storia naturale a livello nazionale (lo hanno fatto la Regione Basilicata e il Parco Nazionale del Pollino, l’ ENEA /Divisione Ambiente-Roma, l’ISPRA/Ambiente- Roma, la S.E.I. Soc.Entomologica Italiana, l’ A.R.D.E. Ass. Romana di Entomologia, la Città della Scienza di Napoli, i direttori dei  Musei di Storia Naturale di Roma, Milano, Bergamo e Genova, oltre a numerosi studiosi e appassionati del settore, tra i quali m’ha molto onorato persino il gradimento di Sandro Pignatti, Professore Emerito dell’Università “La Sapienza” di Roma, Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana  e Socio dell’Accademia dei Lincei/ Div. Scientifica di Roma).

Altra “novità” la preghiera di Alce Nero descritta nella recensione dell’ENEA ( v. allegato) e posta accanto alla porta d’ingresso, ma anche la descrizione della vita dei piccoli animali realizzata attraverso accostamenti a filosofie orientali e religioni vernacolari, che fanno di tale Museo veramente un “unicum” nel panorama dei musei naturalistici italiani e forse anche europei.

Nel caso giudicaste interessante la pubblicizzazione della presente proposta, disponibile ad ogni chiarimento su ciò che ha fatto di San Severino Lucano l’unico paese ad avere un museo di microfaunistica veramente esclusivo a livello nazionale, m’è gradito inviare i più cordiali saluti.

 

Il Direttore

dott. Valentino Valentini

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