Stati generali dell’edilizia, settore in crisi “che vale 80 Zuccherifici”. Il problema del Molise? “Non ha una vocazione”

Focus sulla crisi dell'edilizia in Molise, un settore che in dieci anni ha perso 5 mila posti di lavoro. "I ritardi nei pagamenti da parte della Pa sono un male per le aziende, ma anche l'assenza di una vocazione. I politici perseguano una visione e la smettano di fare gli amministratori di condominio" queste le parole del presidente dell'Ance, Cosmo Galasso. Messa in sicurezza del territorio e riprogrammazione dei fondi per l'autostrada alcune delle proposte emerse durante i lavori a cui ha preso parte anche il governatore Donato Toma: "In sei mesi abbiamo ridotto i tempi di attese per le aziende che vantano crediti. A breve pubblicheremo un bando da 20 milioni di euro per il recupero dei nostri borghi".

“Il Molise deve ancora capire che cosa vuole essere ‘da grande’. Alla politica chiediamo di non fare gli amministratori di condominio ma di essere statisti veri, capaci di immaginare il futuro e fare scelte chiare in grado di perseguire questa visione”.

Sono le parole pronunciate da Cosmo Galasso, presidente dell’Ance Molise (l’associazione dei costruttori edili della regione) che nella mattina del 30 ottobre al Centrum Palace di Campobasso ha preso parte al focus sulla crisi di un comparto “che da solo vale 8 Ittierre, 25 Gam e 80 Zuccherifici”.

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Il quadro, come era stato già anticipato durante la conferenza di presentazione degli “Stati generali delle costruzioni in Molise” è drammatico: dal 2008 a oggi sono andati persi 5mila posti di lavoro su 9mila, la metà delle aziende ha chiuso, sono diminuiti gli stipendi e le ore di lavoro si sono più che dimezzate. Insomma, un disastro considerando che l’edilizia è il comparto con la più elevata incidenza di manodopera, capace di creare e garantire occupazione. E’, in una sola parola, trainante.

La convinzione è così forte che questa mattina hanno partecipato decine di imprenditori e lavoratori edili al convegno. C’erano anche gli ordini professionali, le stazioni appaltanti e, chiaramente, la politica, col governatore Donato Toma e l’assessore ai Lavori pubblici Vincenzo Niro al quale sono stati rivolti gli appelli dell’Ance, dei sindacati e della Confindustria molisana.

A 16 anni dal terremoto di San Giuliano, Cosmo Galasso, che ha aperto i lavori moderati dall’ex direttore del Mattino, Alessandro Barbano, uno dei problemi principali resta quello dei ritardi nei pagamenti alle aziende da parte della Pubblica amministrazione.

“Un nodo che ha messo in ginocchio le aziende che vantano crediti per lavori già eseguiti per 37 milioni di euro e scontano un ritardo di 14 mesi, una condizione inaccettabile che segna negativamente il destino di queste piccole e medie imprese portate al fallimento”.

A Galasso ha replicato il governatore del Molise Donato Toma: “Prima era anche peggio – ha detto – noi in soli sei mesi siamo stati in grado di ridurre i ritardi che sono passati dai 16/17 mesi agli attuali 14. Purtroppo la burocrazia in questo non aiuta ma stiamo procedendo per accelerare ulteriormente coi pagamenti”.

Quello di chi vanta crediti non ancora saldati dalla pubblica amministrazione, però, non è l’unico problema esaminato dai costruttori: “L’edilizia è in crisi anche perché non si fanno più gare (i bandi diminuiti del 55 per cento) e c’è il blocco dell’edilizia residenziale e commerciale con i permessi di costruire calati dell’80 per cento. E’ un sistema che è bloccato e di conseguenza anche gli 85 comparti che ruotano attorno ad esso”.

Secondo l’Ance Molise la ripresa potrebbe passare per la riprogrammazione dei fondi per la Termoli-San Vittore. Ma l’autostrada non è nei piani di questo governo regionale (né del precedente). Toma ha più volte spiegato di essere favorevole a una viabilità veloce (4 corsie) e alla creazione di un percorso alternativo alla Bifernina. Ad oggi la trattativa col ministero dell’Interno e l’Anas, però è ancora in corso.

Ha parlato invece della difesa e della messa in sicurezza del territorio il numero uno degli Industriali. “Il Molise non ha bisogno di grandi opere – ha detto Massimo Giaccari – ma di manutenzione ordinaria e di un piano organico di interventi per rendere più sicuro il fragile territorio di questa regione”.

Insomma, poche azioni ma chiare e una vocazione dichiarata sono gli ingredienti per uscire da una crisi che in dieci anni ha fatto precipitare il Pil della regione. In questo contesto anche i Comuni giocano un ruolo determinante “con i loro investimenti a ristoro della piccole e medie imprese che in Molise come in Italia sono la peculiarità rispetto ai sistemi europei” questo ha detto Gabriele Buia, presidente dell’Ance nazionale.

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Da parte del governo regionale, dei Comuni e delle Province c’è già stato un monitoraggio sulle opere viarie (ponti e viadotti) dopo il terremoto del 14 e 16 agosto. C’è poi una proposta di legge presentata qualche giorno fa da Toma e dal consigliere Nicol Romagnuolo relativa agli incentivi regionali per il recupero e l’adeguamento del patrimonio immobiliare. In pratica si potranno ricevere contributi per rendere sicura e più efficiente la propria abitazione privata.

In più la giunta di Palazzo Vitale sta per pubblicare un bando su recupero dei borghi e microricettività per 20 milioni di euro. “E stiamo lavorando –anche questa un’azione concreta in favore delle aziende edili e dell’indotto – per lo sblocco di quasi 10 milioni di euro per la sicurezza scolastica e il sistema idrico”.