Primonumero.it - Notizie da Termoli Campobasso Molise

Spese pazze, Di Brino attacca Sbrocca: “Ha sperperato soldi pubblici”

Nella conferenza stampa di questa mattina l’ex sindaco e componente della minoranza Di Brino torna all’attacco dell’amministrazione Sbrocca colpevole di “avere effettuato spese pazze per l’organizzazione dell’estate termolese 2018”, dando poteri a “personale dello staff non qualificato a prendere decisioni”. “In questo ente gira un sorta di fantasma del Louvre che pavoneggia e fa ordini di fornitura”, ha commentato aspramente Di Brino. Al suo coro di protesta si sono aggiunti il consigliere della Lega Michele Marone, Christian Zaami e l’esponente di Fratelli d’Italia Luciano Paduano.

Nuovo affondo politico del centrodestra termolese nei confronti dell’operato dell’attuale Amministrazione: a muovere il fronte contro il primo cittadino Angelo Sbrocca sono stati i consiglieri di minoranza Basso Antonio Di Brino e Michele Marone, unitamente a Christian Zaami ed all’esponente di Fratelli d’Italia Luciano Paduano che rivendicano al sindaco una “mancata attenzione alla città” condita da “spese pazze per l’organizzazione della scorsa estate termolese”. Questione affrontata anche nel lontano 2016 con un’attenzione ai costi per gli eventi del periodo estivo.

Di Brino, Marone, Paduano, Zaami

Nel mirino sono finite le fatture della Società Record 89 che, nel triennio 2015/2017 ha fornito attrezzature e forniture di palchi durante gli eventi e che attende ancora il pagamento che si aggira su poco più di 103mila euro. “Spese mai richieste dal settore turismo ed eseguite in assenza di determina dirigenziale – ha commentato l’ex sindaco Di Brino durante la conferenza stampa di giovedì 25 ottobre –. E soprattutto senza impegno di spesa”.

Una dichiarazione che sembra trovare ampio riscontro nelle note di novembre 2017 ed aprile 2018: “Il dirigente del settore turismo, sport e cultura Marcello Vecchiarelli – si legge nell’interrogazione presentata e protocollata questa mattina da Di Brino – ha dichiarato che nel corso degli esercizi finanziari 2015 e 2016 non ha mai provveduto a trasmettere alla ditta Record 89 ordinativi di fornitura, né autorizzato forniture come palchi, modulari, sedie, impianti luce od audio”.

Denaro che, comunque, la Record 89 aspetta ancora e che “dovrà essere sborsato dai cittadini – continua Di Brino –. In un’ottica finanziaria allarmante, con le casse comunali deserte. Il prossimo amministratore si troverà con questo candelotto di dinamite in mano. Non so come Sbrocca ne uscirà, sono spese affrontate con una leggerezza unica da parte di chi non aveva il potere di farlo, sperperando il denaro dei cittadini”.

Di qui l’interrogazione dell’ex sindaco che pone un doppio quesito: come mai la società ha garantito i servizi di fornitura materiale senza avere disposizioni dirette del Dirigente o di altri funzionari ed impiegati? Ma, soprattutto, chi si è sostituito al personale comunale nel richiedere prestazioni alla società? Domande a cui Di Brino sembra aver trovato risposta: “Scavando più a fondo tra gli indizi e rileggendo la determina delle fatture riconosciute non valide leggo che il componente dell’ufficio dello staff ha ritenuto congruo ammettere alcune fatture ed escluderne altre, pur non avendone il potere”.

La vicenda segue il filone di una più ampia interrogazione sul tema del turismo a Termoli, con frecciatine poco velate nei confronti di figure “appartenenti al cerchio magico di Sbrocca” ha ironizzato Di Brino che punta il dito ancora una volta contro il delegato alla cultura Michele Macchiagodena, reo a suo dire “di non aver dato quell’importante sostegno allo sviluppo del settore, pur percependo oltre 3mila euro al mese”.

In un clima che profuma di elezioni la questione non può che diventare politica e così si sono snocciolate tutte le mancanze di cui l’attuale amministrazione sarebbe colpevole, secondo i quattro rappresentanti dell’interrogazione durante la conferenza: parcheggi blu, inquinamento, depuratore.

Argomenti su cui si è espresso l’esponente di Fratelli d’Italia Luciano Paduano che ha sottolineato la diminuzione del numero dei turisti causato dalla “puzza del depuratore, la mancata assegnazione della bandiera blu, il tutto condito da maltempo e terremoto”. Problematiche “mai affrontate dall’Amministrazione, incapace di fare e di ascoltare gli operatori che vivono di turismo”, ha commentato Paduano che ha invitato il “centrodestra a restare unito ed a buttare giù, fin da ora, un programma politico serio e valido”.

Il focus si è spostato poi sulla questione, immancabile, del tunnel sul quale l’esponente Lega Michele Marone si è espresso duramente: “Lancio un monito al Presidente del Consiglio Regionale a convocare immediatamente una seduta monotematica per decidere sulla variante che la Regione ha ricevuto il 1 agosto 2018. È vero che i novanta giorni scadono il 29 ottobre ma è anche vero che se il Consiglio Regionale, l’unico organo competente a vagliare la legittimità della variante, non si esprime, si concretizza il silenzio assenso ed il 30 ottobre a Termoli ci sarà il titolo abilitativo per procedere agli scavi. E allora questo Consiglio Regionale che cosa fa? Vuole esaminarlo o no? Ditelo”.

Il tutto condito da un auspicio lanciato da Zaami che ha ricordato come questa sia “l’ultima conferenza stampa sulle spese pazze relative all’estate termolese firmata Sbrocca, perché l’anno prossimo non ci sarà più, per fortuna nostra e della città”.