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Sorpresa in sala: grande partecipazione per il cinema sociale, che piace a studenti e adulti foto

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Ieri sera. giovedì, si è conclusa la seconda edizione del Festival del cinema sociale “Interferenze “, un progetto fortemente voluto e organizzato da una serie di associazioni impegnate nel sociale e nella cultura come “La città invisibile “, il centro diurno “Chesensoha”,“La consulta per le disabilità”, “Tempi moderni “, “Faced” e lo “Sprar” gestito dalla Caritas. Il festival  si è protratto per quattro serate registrando in ognuna di esse un’ottima affluenza di pubblico.

Abbiamo intervistato alcuni degli organizzatori: Tina de Michele per la consulta per le disabilità e Maddalena Molinero, assistente sociale del centro diurno “Chesensoha”, che ci hanno illustrato gli intenti e gli obiettivi di questa edizione. Lo scopo principale è coinvolgere maggiormente i cittadini attraverso un messaggio comune. Un tema molto delicato- ci spiega Tina de Michele- è quello relativo alle disabilità: “essa non è un mondo a parte ma una parte del mondo e vogliamo creare una maggiore sensibilizzazione  soprattutto in questo momento storico in cui assistiamo a prese di posizione raccapriccianti come l’attacco alla legge Basaglia”.

Abbiamo incontrato anche la preside della scuola media Bernacchia Matilde Tartaglia e la professoressa Maria Grazia D’Onofrio che ci hanno illustrato quali fossero gli intenti delle scuole nel sensibilizzare i ragazzi verso tematiche delicate e profondamente attuali. La disponibilità della preside e l’apertura verso questa iniziativa sono stati encomiabili.

“Il cinema è importante per gli studenti- spiega la preside- poichè si tratta di un mezzo diretto e di maggiore coinvolgimento. Grazie al cinema i ragazzi possono apprendere con maggiore facilità anche le tematiche più impegnative senza correre il rischio di perdersi”.

La Preside Tartaglia conclude il proprio intervento affermando che il compito della scuola è importantissimo: “I ragazzi devono vivere la realtà e rendersi conto di cosa gli accada intorno. Ogni alunno può nascondere problematiche complesse e la scuola ha il delicato compito di farle venir fuori. Le differenze della società devono essere affrontate, solo allora la scuola avrà raggiunto i propri obiettivi”.

Il Festival è stato aperto dal documentario “Semus fortes “ , opera di produzione indipendente incentrata su persone con disagi psichici.

Al documentario hanno fatto seguito nelle serate successive “Lars e una ragazza tutta sua”, commedia dolce e amara interpretata da Ryan Gosling, “La mia vita da zucchina”, splendido film di animazione di produzione europea e “Almanya-la mia famiglia va in Germania”, commedia che affronta in modo intelligente il tema dell’integrazione. Molto applauditi anche i lavori dei laboratori di Interferenze, realizzati da operatori e utenti dei servizi che sono serviti come introduzione alle singole proiezioni.

L’affluenza del pubblico si è rivelata superiore alle aspettative. Le proiezioni avvenute durante la settimana e la pubblicità limitata avrebbero potuto rappresentare un pericoloso deterrente .

Il coinvolgimento generale degli spettatori di tutte le età si è rivelato, insomma, più che soddisfacente. Il pubblico ha gradito le scelte effettuate dagli organizzatori rendendo onore al lavoro e all’impegno degli stessi.

Il cinema e l’impegno sociale hanno dimostrato ancora una volta di saper toccare i cuori e le menti dei termolesi incoraggiando gli organizzatori a ripetere l’esperienza anche negli anni successivi.

 

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