Finti operatori gas e luce in azione. Si travestono anche da Carabinieri, truffa ben orchestrata

Dietro i modi gentili, l’apparenza pulita ed i documenti fatti talmente bene da sembrare veri, in realtà si nasconde una truffa ben architettata. Approfittando soprattutto di persone che vivono in casa da sole, i truffatori guadagnano la loro fiducia e la sfruttano a proprio vantaggio. Gli aspiranti rapinatori si muovono in auto, in modo da essere pronti alla fuga in caso di pericolo.

Si presentano alle porte di ignari cittadini fingendosi addetti del gestore idrico della città o di aziende similari di gruppi concorrenti o, ancora peggio, travestiti da Carabinieri, mettendo in scena il loro piano ben architettato e studiato nei minimi dettagli: qualche volta vogliono offrire dei contratti più vantaggiosi con pagamento in contanti al momento della stipula e controllo delle bollette attualmente attive. In altri casi devono procedere alla lettura del contatore.

Ci sono anche giorni in cui dichiarano di dover controllare alcune problematiche riscontrate alla rete e che, in realtà, non esistono, come accaduto lo scorso lunedì 15 ottobre a Difesa Grande. Dopo aver bussato alla porta di un appartamento si sono finti addetti del gas inviati dalla ditta per constatare una complicazione nella rete. “Per fortuna avevo già appuntamento con il vero tecnico per la stessa giornata e lo conosco bene. Non mi sono fidata e non ho aperto. Se ne sono andati senza storie”, ha commentato la donna a primonumero.it.

Un altro episodio si è verificato due giorni fa nella periferia nord a Termoli. Stesso modus operandi ma copertura differente: “Hanno detto di essere della Crea, l’ente che gestisce il servizio idrico termolese e volevano entrare in casa mia. Non ho permesso loro di farlo e li ho minacciati di contattare le forze dell’ordine. Sono scappati a gambe levate – ha commentato la donna a primonumero.it – Girano con una panda bianca con la scritta Acea, ovviamente falsa, pensando di passare inosservati ed avallando la truffa. Sono circa una decina di uomini che si scambiano i ruoli. A volte sono ispettori Istat, altre del gestore idrico Crea o della fornitura del gas, ma in realtà sono dei ladri”.

Le segnalazioni si moltiplicano con il passare delle ore e sono molti i residenti che dichiarano di aver subìto un tentativo di truffa da parte di uomini eleganti con “accento a metà tra il napoletano ed il rumeno”. La tecnica è sempre la stessa: uno bussa alla porta mentre il complice resta fuori. Nel caso in cui il primo sia invitato ad entrare in casa viene seguito anche dalla spalla.

Nei giorni antecedenti ai tentativi di truffa, inoltre, i residenti hanno spesso notato un’auto bianca aggirarsi attorno al palazzo finito successivamente nel loro mirino, come se stesse operando delle ricognizioni della zona prima del colpo.

Che siano della luce, del gas, della telefonia poco importa. Il loro obiettivo è quello di catturare la buona fede dei malcapitati, spingendoli ad aprire la porta di casa per accomodarsi all’interno. Il tutto al fine di estorcere denaro e dati personali da utilizzare a loro piacimento per truffe future.

Questi piani ben elaborati seguono il filone di altre truffe messe a segno nei mesi scorsi e che, ultimamente, stanno tenendo banco in alcuni comuni della provincia isernina. A portare avanti la farsa, in quelle occasioni, erano dei finti Carabinieri che, con tanto di divisa e badge identificativo, entrambi fatti talmente bene da sembrare veri, bussavano alla porta dei residenti, prediligendo gli anziani, e li raggiravano. Anche in questo caso utilizzando una scusa credibile: “Suo figlio ha avuto un incidente con l’automobile, servono soldi per pagare l’avvocato e scagionarlo o finirà in galera”. In qualche caso si tratta di somme irrisorie, circa 500 euro, in altre le cifre raggiungevano i tre zeri toccando limiti di 7mila euro.

E nel caso in cui il malcapitato non avesse denaro in caso? Niente paura perché i truffatori hanno pensato a tutto. Il pagamento, infatti, può essere dilazionato in diverse rate: dopo aver versato un acconto immediato, gli ignoti fanno firmare un modulo in cui la vittima si impegna a pagare il restante in un secondo momento. Ovviamente in episodi sporadici di mancanza di liquidità, vanno bene anche oggetti di valore come oro e diamanti.

A farne le spese, in quell’occasione, fu un 83enne termolese che, poco più di un anno fa, affidò circa 700 euro nelle mani dei due Carabinieri fasulli che riuscirono a colpire nel segno e terminarono positivamente la messa in scena, sfruttando la leva degli affetti familiari.

Il consiglio è di non aprire a nessuno: i Carabinieri non chiedono soldi per scagionare un parente implicato in un incidente, le ditte di gas, luce o telefonia avvisano sempre l’utente prima di procedere ai controlli e minacciare questi balordi di chiamare le forze dell’ordine può salvarvi dal cadere nella loro trappole. Diffidate sempre.