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Scuola, da settembre 2019 potrebbero sparire i circoli didattici per far posto a 4 istituti comprensivi foto

A partire dal prossimo anno scolastico le scuole materne, elementari e medie potrebbero essere riformate con un nuovo raggruppamento che darà vita a quattro nuovi Istituti Comprensivi sul territorio termolese

Si prevedono grandi cambiamenti a partire da settembre 2019 nelle scuole del primo ciclo formativo – ovvero scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado – di Termoli. Il Comune della città adriatica ha infatti stabilito con una delibera di Giunta dello scorso 28 settembre un rimpasto che coinvolgerà le scuole dell’infanzia, le scuole elementari e le scuole medie del territorio termolese per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022.  Ma si tratta di una proposta che la Giunta termolese presenterà alla Provincia, la quale poi passerà tutto in mano alla Regione Molise per l’ultima e definitiva risposta, secondo l’iter legislativo.

Secondo la decisione presa dai membri della Giunta – il sindaco Angelo Sbrocca, la vice sindaca Maria Chimisso, gli assessori Filomena Florio, Vincenzo Ferrazzano e Pino Gallo, saranno riorganizzate le istituzioni scolastiche: i vecchi tre circoli delle scuole materne ed elementari spariranno per fare posto ai 4 istituti Comprensivi che abbracceranno nella nuova ripartizione anche le scuole medie: Primo Istituto Comprensivo “Bernacchia” , Secondo Istituto Comprensivo “Difesa Grande”, Terzo “Schweitzer” e infine Quarto “Brigida”.  

“Si tratta al momento – ha spiegato al telefono la vice sindaca Maria Chimisso – di una proposta che presenteremo alla Provincia, ma poi sarà la regione a decidere. Ogni scuola – aggiunge entrando nel merito del tema scolastico – manterrà la sua autonomia come anche la sua presidenze, ma verranno meno i circoli didattici che ormai sono superati. Con la nuova organizzazione si avrà una verticalizzazione dell’organizzazione che alla fine del ciclo scolastico secondario (ovvero le scuole medie, ndr) permetterà di certificare anche le competenze degli alunni”.

L’Istituto Bernacchia comprenderà la scuola dell’infanzia di via Tremiti, quella dell’infanzia e quella elementare di Principe di Piemonte, l’infanzia e la primaria anche di Pantano Basso a Rio Vivo e infine la scuola media Bernacchia del centro cittadino per un totale di 742 alunni.

Il secondo istituto comprensivo invece sarà Difesa Grande e raccoglierà la maggior parte delle scuole del quartiere più periferico della città: la scuola materna, la scuola elementare e le scuole medie di Difesa Grande insieme alla scuola primaria di Via Po e l’infanzia di Via Volturno, con 777 alunni.

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Il terzo, l’istituto “Schweitzer” comprenderà invece le scuole dell’infanzia di via Stati Uniti e via Catania, la scuola elementare di via Stati Uniti e la scuola media Schweitzer di viale Trieste per un totale di 783 allievi. 

Allarme bomba nella scuola

La più grande istituzione scolastica sarà infine la “Brigida” con 800 alunni della scuola media omonima appunto e la scuola elementare e materna di Via Maratona.

“Gli indirizzi – si legge nella delibera – sono funzionali all’adozione del piano di dimensionamento scolastico, organizzando le autonomie scolastiche relative al primo ciclo formativo sulla base di 4 istituti comprensivi, che trovano giustificazione non solo nei criteri di unità pedagogica e didattica finalizzati alla certificazione delle competenze acquisite dall’alunno nel primo ciclo formativo, ma anche nella omogeneità territoriale, in esecuzione delle Direttive Regionali e Nazionali, articolando le autonomie scolastiche con le 4 divisioni”.

L’esigenza di modificare l’assetto scolastico nasce anche dalle norme statali messe in atto dalla Regione Molise per il “dimensionamento sul territorio della propria rete scolastica con l’obiettivo di organizzare l’erogazione del servizio scolastico nei vari territori della regione in modo da: garantire un’offerta formativa sempre più funzionale ad un’efficace azione didattica, educativa e formativa sul territorio, innalzare il complessivo livello di prestazione del servizio; realizzare il diritto all’apprendimento e il successo formativo; evitare l’eccessiva frammentazione dell’offerta formativa; assicurare nel tempo continuità e stabilità nell’organizzazione della rete scolastica”.

Per capire come funzionerà l’anno scolastico a partire dal prossimo settembre bisognerà tuttavia attendere le fasi della delibera prima alla Provincia e poi alla Regione, il cui compito sarà accettare o rifiutare la proposta che riorganizza le scuole termolesi come la maggior parte degli istituti del territorio italiano.