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Sanità, Toma non sarà commissario. Insorge centrodestra: “Un esterno costerà di più”

Fa discutere l'incompatibilità tra il ruolo di commissario con quello di governatore che il M5S sta cercando di sancire con una legge. Per Calenda (Lega) "costerà di più mentre Toma lo farebbe gratis". La deputata Tartaglione (FI) fa appello alla Lega "affinché interceda per i molisani". Per Romagnuolo (FI) sono "attacchi strumentali" mentre il consigliere Tedeschi (Popolari per l'Italia) propone una class action.

L’incompatibilità tra il ruolo del commissario con quello del governatore e l’ambiguità di Matteo Salvini rispetto alla questione molisana della sanità, hanno riacceso il dibattito tra gli esponenti dei partiti politici.

Ieri Donato Toma ha lanciato un appello al leader della Lega – partito che in Molise fa parte della maggioranza di centrodestra – affinché chiarisca la sua posizione rispetto alla possibilità che nel prossimo decreto fiscale venga riproposta l’incompatibilità tra la carica di presidente della giunta regionale con quella di commissario ad acta. Salvini è stato anche colui che ha voluto, secondo alcuni imposto, Luigi Mazzuto come assessore esterno nell’esecutivo di Toma.

Il presidente sa da mesi che la volontà dei 5 Stelle, e della loro ministra Giulia Grillo, è ferma sul fatto di volersi avvalere di tecnici sganciati dalle dinamiche politiche per le regioni in disavanzo come il Molise (ma anche come la Calabria, il Lazio o la Campania). E sa anche che questa battaglia la vinceranno loro perché a Salvini non passerebbe neppure per la testa di mettere in crisi il governo per la questione molisana che cruciale lo è solo nel piccolo Molise. Del resto il governo giallo-verde si regge quasi interamente su un patto di mutuo soccorso e quindi, in un modo o nell’altro, i 5 Stelle avranno la meglio sulla decisione finale del Consiglio dei ministri.

Sul punto sembrano non aver alcun dubbio i parlamentari molisani dei 5 Stelle che ieri hanno chiaramente detto a Toma: “Non sarai commissario, fattene una ragione”.

parlamentari 5 stelle

 

Nel dibattito questa mattina è intervenuta la consigliera regionale della Lega, Filomena Calenda. Favorevole alla nomina di Toma ha chiesto di “ripristinare la legge che ha sempre visto per le regioni in piano di rientro affidare a costo zero la carica di commissario ad acta al governatore (si tratta della 232/2016 – comma 395 – che consente ai presidenti di Regione di ricoprire anche il ruolo di commissari ad acta per la sanità in presenza di un Piano di rientro che in Molise è in vigore dal 27 marzo 2007, ndr)”. Per la Calenda un commissario esterno “costerà ai molisani centinaia di migliaia di euro. Possibile che nessuno e men che meno il senatore Luigi di Marzio, che per anni ha ricoperto uno dei ruoli chiave nella sanità molisana (il senatore è l’ex direttore sanitario dell’ospedale cardarelli di Campobasso, ndr) non comprenda quanto sia pericoloso e controproducente non affidare la carica di commissario al presidente in carica che rivestirebbe il ruolo a costo zero?”

Consiglio regionale Molise

Replicano ai 5 Stelle anche da Forza Italia. Il capogruppo in Regione Nicola  Romagnuolo ha parlato di “attacchi strumentali che danneggiano il Molise. La loro posizione sul tema del commissario ad acta punta solo a indebolire il presidente Donato Toma e non a tutelare gli interessi e i diritti della popolazione che merita un sistema vicino al territorio e non imposto dall’alto, gestito da persone che lo conoscono e sono pronte ad ascoltare ogni esigenza”.

Consiglio regionale Molise

Un concetto ribadito anche dalla deputata azzurra Anna Elsa Tartaglione la quale ha invocato l’intervento della Lega “per difendere il Molise dagli assalti pentastellati. Per Forza Italia il bene comune viene ovviamente prima delle vendette e dei personalismi. Torniamo quindi a chiedere a gran voce la nomina del presidente Toma, democraticamente scelto il 22 aprile dal popolo, a Commissario ad acta alla sanità e chiediamo ai nostri alleati di coalizione della Lega, attualmente al governo a Roma con i Cinque stelle, di intercedere con decisione in tal senso e di tutelare fino in fondo gli interessi del nostro territorio”.

Silvio Berlusconi in visita a Termoli

Tutto per il presidente Toma anche l’intervento del consigliere Antonio Tedeschi (Popolari per l’Italia): “Con un commissario esterno non si risparmia e si va a modificare una legge che c’è già pur di sancire l’incompatibilità degli incarichi”.

La sua proposta: “Consiglierò oggi stesso al presidente Toma di chiedere i danni al Governo, favorendo anche una class action da parte dei cittadini molisani, perché da mesi si stanno creando problemi enormi ai servizi, alle persone e all’intero sistema sanitario regionale. Siamo bloccati da chi a Roma, probabilmente, non ci conosce affatto e pensa che ci arrenderemo a questa e altre ingiustizie che penalizzano per l’ennesima volta il nostro Molise”.

Consiglio regionale Molise

Anche Massimiliano Scarabeo ha auspicato “una soluzione giusta, opportuna e, soprattutto, veloce” spiegando che “il Governo non può pensare a ‘vendette’ politiche che aggiungono problemi ai tanti già presenti nel comparto sanitario molisano. L’unica soluzione, al momento più plausibile e giustificata da tanti fattori, primo tra tutti perché e stato scelto nel ruolo di Governatore del Molise, è proprio quella di nominare Donato Toma”.