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PSR, Molise promosso dall’UE. Facciolla: “Frutto del nostro lavoro, Regione smetta di autocelebrarsi”

Il Molise è stato promosso a pieni voti per aver gestito egregiamente i fondi europei inclusi nel PSR (Programma sviluppo rurale) incluso nel settennio 2014/2020, risultando tra le regioni più virtuose di tutto il panorama italico.

Il secondo pilastro della politica agricola comune, che supporta lo sviluppo dell’agricoltura attraverso formule di crescita sostenibile ed inclusiva, premia la nostra realtà dopo “cinque anni di durissimo lavoro – consigliere regionale dem Vittorino Facciolla – Pensato, sviluppato, programmato ed eseguito, gomito a gomito, con le organizzazioni professionali di categoria, sottoposte a numerose ed interminabili riunioni del tavolo verde”.

Evidenziando come l’attuale amministrazione “non riconosca i meriti del passato, con l’aggravante d’aver la faccia di bronzo di autocelebrarsi”, Facciolla si è espresso aspramente nei confronti di questa politica che “non ha diritto, neppure per un attimo, di attribuirsi meriti e risultati specie se gli stessi sono frutto di passione, competenza e tanto, tanto, sacrificio. I molisani invece, hanno il diritto di conoscere e riconoscere le azioni che hanno portato risultati concreti e hanno permesso di associare il nome del Molise a quello della qualità e delle best practice governative”.

Dietro la programmazione settennale c’è un programma di governo che si è rifatto “ad un modello amministrativo straordinario – scrive ancora il consigliere regionale – Mai un’azione improvvisata, mai un atto amministrativo non condiviso dal partenariato, mai senza una previa attenta analisi di contesto del territorio”. L’encomio è frutto di una gestione attenta messa in atto dopo “un ritardo che appariva incolmabile e che andava recuperato – continua Facciolla – Banda ultralarga, scuolabus, vetture per soggetti svantaggiati, recupero sulle Misure ad investimento, spesa poderosa e decuplicata sulla viabilità rurale e sulla rete acquedottistica”.

L’esponente dem sottolinea come lo scorso piano rurale risultasse in deficit: “Ereditavamo una ‘struttura colabrodo’ che al marzo 2013 aveva sulla programmazione 2007/2013 le peggiori performance d’Italia: ultimi ad aver approvato il programma, ultimi ad aver pagato la prima misura strutturale, ultimi per avanzamento della spesa”. Una situazione che è cambiata alla fine del 2015 quando la Regione ha evitato il definanziamento.

Sul tavolo del confronto dei fondi è finito il finanziamento ottenuto dall’Unione Europea per l’agricoltura: “Abbiamo triplicato la spesa rispetto al vecchio programma, passando da 4 a 12 milioni di euro – ha affermato Facciolla – Permettendoci di elevare in maniera esponenziale il numero degli ettari coltivati a Bio (da 1000 a 10000 e far passare le aziende da 130 a 400), riuscendo a finanziare tra le più importanti aziende di trasformazione agroalimentare presenti sul territorio e raggiungendo il miglior avanzamento, sugli impegni, d’Europa”.