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Plastica non ritirata, sos alla Prefettura. Corsa contro il tempo per riattivare la raccolta

Uno stop arrivato come un fulmine a ciel sereno. Il ritiro della plastica nei paesi dell’Unione dei Comuni del Basso Biferno è stato sospeso. La colpa? Il mancato ritiro del rifiuto in questione da parte dell’azienda di riferimento assegnata al bacino dell’Unione bassomolisana dal Consorzio Corepla. “Abbiamo ricevuto la notizia la sera prima – asseriscono i sindaci interessati – lasciandoci di sorpresa e non capendo i reali motivi di questa presa di posizione”. Intanto il presidente dell’Unione, Raffaele Primiani, ha dato mandato ai tecnici dell’ente di interessare la Prefettura di Campobasso del disservizio.

Mercoledì 10 ottobre la raccolta della plastica nei nove paesi dell’Unione dei comuni del basso Biferno non è stata effettuata. Il servizio è stato sospeso “temporaneamente – precisa Barbara D’Amico, responsabile tecnico dell’Unione – perché stiamo già lavorando per trovare delle soluzioni e risolvere il problema nel più breve tempo possibile”. Il ritiro della plastica avviene una volta alla settimana, il mercoledì appunto, e per effettuarlo in maniera corretta, l’Unione dei Comuni ha dovuto siglare degli accordi di programma con Anci e Conai (consorzio nazionale imballaggi) e a cascata con i vari consorzi di filiera del rifiuto, tra cui Corepla. Stesso discorso vale per il ritiro dell’umido, della carta e del vetro sui quali non ci sono problemi.

Il Consorzio Corepla (Consorzio Nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica) si occupa principalmente di imballaggi in plastica post-consumo provenienti dalla raccolta differenziata urbana. Corepla, a sua volta, si rivolge al CSS per il ritiro del rifiuto. Cos’è il CSS? Sostanzialmente è un gruppo di imprese addette all’igiene urbano che intendono effettuare la raccolta differenziata e, nella fattispecie, specializzate nel ritiro e riciclo della plastica. Svolge attività per conto di Corepla a cui è contrattualmente legato.  

Corepla di volta in volta assegna un’impresa facente parte del CSS ad un territorio in base alla posizione geografica e anche economica. L’azienda può cambiare ad ogni ritiro tanto che né l’Unione, “noi – spiega la D’Amico – non abbiamo nessun contatto con il CSS che ci è stato assegnato, il nostro riferimento è Corepla”, né West Molise, azienda che gestisce la piattaforma dove viene conferito il rifiuto, conosce.

Il problema dell’Unione dei Comuni, dunque, è legato al mancato ritiro della plastica da parte di una delle aziende del CSS incaricate da Corepla e non da parte della Tekneko, l’azienda che effettua il ritiro del rifiuto porta a porta.  “Non conosciamo i motivi di questo disservizio” continua la D’Amico. Mancato ritiro che ha fatto scattare l’allarme alla West Molise di Termoli dove viene conferito il rifiuto.

L’azienda termolese si occupa del trattamento di rifiuti differenziati, effettuando diversi servizi di smaltimento e di trasporto di ogni tipo di rifiuto. Ha una sede principale dove confluiscono tutti i rifiuti ritirati.  Non solo quelli provenienti dall’Unione dei comuni ma anche da privati e altri enti pubblici. Ed è qui che si riscontra il maggior problema. “La piattaforma della West Molise può contenere un determinato quantitativo di rifiuto – spiega la D’Amico – oltre il quale non può andare onde creare danni ambientali”. Arrivando plastica da più clienti “anche un eventuale ritiro in questi giorni non risolverebbe il problema. Motivo per il quale abbiamo sospeso temporaneamente il servizio – continua la D’Amico -. In queste ore abbiamo contattato diverse piattaforme per conferire la plastica così da risolvere in maniera definitiva il problema”.    

Dal canto loro, gli amministratori della West Molise hanno inviato una missiva a Corepla, con la quale collaborano, per invitare l’azienda del CSS di riferimento a ritirare il rifiuto quanto prima, in quanto l’impianto non è in grado di accogliere rifiuti. La missiva dell’azienda termolese è del 4 ottobre ma, nella stessa lettera, si fa riferimento a una mail inviata due giorni prima, il 2 ottobre. Date che evidenziano, e confermano di come il problema fosse presente già da qualche tempo. “Solitamente il ritiro da parte del CSs, l’azienda incaricata da Corepla, – spiega la D’Amico – impiegava un po’ di tempo, era lento, ma lo effettuava. Negli ultimi 2- 3 mesi, invece, non vi è stato nessun ritiro”. 

La D’Amico nei giorni scorsi ha “intimato e diffidato il Consorzio Corepla a risolvere l’incresciosa vicenda declinando ogni responsabilità civile e penale” e “riservandosi di procedere a interessare della vicenda le competenti autorità”. Sulla stessa lunghezza d’onda i sindaci dei comuni interessati (Campomarino, Portocannone, Montenero di Bisaccia, Montecilfone, Ururi, Guglionesi, San Giacomo degli Schiavoni, Petacciato e Larino) che hanno predisposto “una diffida e una denuncia per il disservizio al Prefetto di Campobasso” afferma il presidente dell’Unione Raffaele Primiani.

Lo stesso primo cittadino di Ururi, inoltre, afferma che “sono state trovate delle soluzioni tampone per il ritiro della plastica”. Ossia “dagli uffici dell’Unione stanno contattando varie piattaforme per il conferimento della plastica”. Una volta trovata la disponibilità “si procederà a stipulare i vari contratti per una regolare procedura”. Il tutto si spera “possa essere fatto nel minor tempo possibile – conclude Primiani – per non creare gravi disagi alla cittadinanza”.

Oltre alla beffa del non ritiro, c’è anche il danno economico per l’Unione. Quando Corepla invia i camion del CSS incaricato per il ritiro della plastica, il rifiuto considerato utile per il recupero viene pagato all’Unione. Non essendoci ritiro non c’è neanche il riciclo della plastica, quindi neanche l’introito economico per l’Ente.