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“Per andare a scuola spendiamo più di mille euro”: studenti protestano. E in piazza spuntano volantini della Lega fotogallery

Manifestazioni di protesta contro il Governo Lega-M5S anche a Campobasso e a Termoli. "Le famiglie non riescono a sostenere i costi per farci studiare, spendono mille euro per i libri e 600 per il trasporto". Momenti di tensione nel capoluogo quando vengono distribuiti volantini del Carroccio

Dal Terminal di Campobasso partono – solo – cento ragazzi. Di sottofondo le note di ‘Bella ciao’. Scarse le presenze pure a Termoli. Ma chi c’è partecipa con emozione e impegno. E’ il giorno delle manifestazioni studentesche in tutta Italia, il Molise non fa eccezione.

manifestazione studenti Campobasso

I ragazzi chiedono il rispetto del diritto allo studio perchè, urla Oriana Leone con il suo megafono, “non possiamo spendere mille euro per andare a scuola, per acquistare i libri. Per il trasporto scolastico si spendono altri 600 euro. E le famiglie che hanno più figli sono costrette a scegliere se mandarli a scuola o no”. E poi c’è un dato spaventoso: il Molise rischia di spopolarsi. “Dalla nostra inchiesta solo il 4% delle studentesse e degli studenti intervistati, terminati gli studi superiori, ha intenzione di rimanere in regione per intraprendere percorsi di studio universitari o lavorativi”, dice ancora la ragazza.

volantini Lega alla manifestazione studenti Campobasso

I ragazzi contestano le politiche del governo Lega-M5S. E quando, durante la sosta del corteo per il corso di Campobasso, spuntano volantini della Lega distribuiti da un giovane simpatizzante, i ragazzi protestano ancora più forte: “Qui non vi vogliamo”. Poi deve intervenire un agente della Digos per allontanare un uomo che stava disturbando il sit-it. 

Scarsa ma sentita l’affluenza nel centro bassomolisano. Qui a farla da padrone sono stati soprattutto i ragazzi delle prime classi delle superiori provenienti sia dagli istituti termolesi che da quelli dislocati nelle vicinanze. Si è trattato di un evento a livello nazionale, infatti i ragazzi hanno firmato un registro per provare la loro partecipazione così da giustificare l’assenza da scuola.

Tutti riuniti attorno al furgone bianco da cui proveniva la musica, gli studenti sono partiti da Piazza Donatori di Sangue per proseguire la marcia lungo le vie di Corso Vittorio Emanuele II e terminare la protesta in Piazza Sant’Antonio. Un serpentone variopinto che, con slogan dai toni spesso provocatori contro la Provincia rea, a loro dire, “di non prestare la giusta attenzione a chi studia”, ha visto sul tavolo accusatorio alcuni argomenti d’attualità: i costi degli autobus giudicati esosi, assieme a quelli dell’istruzione, a cui si uniscono la didattica troppo formale, la formula scuola-lavoro che si avvicina “più ad una schiavitù” e la mancata sicurezza degli edifici scolastici.

A vigilare sulla sicurezza degli studenti ci hanno pensato le pattuglie dei Carabinieri e della Polizia di Stato e Locale. Gli agenti hanno accompagnato il corteo dall’inizio alla fine, deviando il traffico su percorsi alternativi.