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Notte di perquisizioni in carcere: sequestrati tre telefonini e stupefacenti

Celle ispezionate dalla polizia penitenziaria durante la notte: sotto sequestro tre telefonini che potrebbero essere stati utilizzati per attività illecite e anche qualche grammo di droga. Come vengano introdotti dietro le sbarre gli oggetti vietati e gli stupefacenti è quello che stanno cercando di capire gli investigatori che periodicamente perquisiscono i detenuti e gli ambienti in cui vivono nel periodo della carcerazione.

Notte movimentata nel carcere di via Cavour dove su impulso della Procura sono state perquisite celle e una cinquantina di detenuti per cercare materiale (sostanze ma anche oggetti) che dentro una casa circondariale non potrebbe entrare.

L’attività della polizia di Stato e penitenziaria ha dato esito positivo: tre microtelefonini ero in possesso di alcuni ospiti della struttura al centro di Campobasso. I cellulari sono stati sequestrati e ora sono al vaglio degli investigatori che stanno ‘studiando’ le schede sim per capire la finalità di quel possesso vietato.

I telefonini, è noto, non possono essere introdotti nelle celle. “Generalmente – spiega a Primonumero il comandante Ettore Tomassi – servono a mantenere i rapporti affettivi con l’esterno”.

Moglie, figli e familiari in genere che vengono chiamati dai detenuti con questi piccoli cellulari custoditi dietro le sbarre utilizzando come nascondiglio le parti intime. Un modus solitamente generalmente efficace per superare i controlli.

“Ma capita anche che coi telefonini vengano compiute attività illecite”. In quel caso la sanzione disciplinare prevista dall’ordinamento carcerario potrebbe diventare pesante: all’esclusione dalle attività in comune o quelle ricreative si rischia anche di perdere benefici per speciali permessi o riduzione della pena.

Nello specifico il rinvenimento dei tre cellulari è avvenuto in un’unica cella occupata da un geoargiano e tre italiani. Dalla perquisizione (sia nella cella che nelle aree comuni) sono spuntati fuori anche qualche grammo di hashish e marijuana (circa 11 grammi). Il detenuto straniero alla vista della polizia ha ingoiato qualcosa, potrebbe trattarsi della sim del telefono o di droga. Portato in ospedale, però, ha rifiutato le cure. I ‘coinquilini’ sono stati denunciati per il possesso di stupefacenti.

Le indagini chiaramente mirano a capire in che modo queste sostanze vengano portate nel carcere. Tanto che l’attività condotta nella notte a Campobasso si inserisce nell’ambito dei controlli operati nei mesi scorsi sempre al fine di rinvenire telefonini sospetti o sostanze stupefacenti.

 

Molti in città ricorderanno il blitz scattato all’alba del 17 aprile scorso. In quell’occasione furono utilizzati centinaia di agenti, cani antidroga e persino un elicottero. La perquisizione voluta dal Procura di Campobasso fu molto accurata: bagni, intercapedini e persino i termosifoni furono ispezionati per cercare droga e oggetti vietati.