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Morto per emorragia dopo odissea soccorsi: l’accordo sulle emergenze era scaduto e l’ambulanza irregolare foto

I Nas hanno scoperto che non era in regola l'ambulanza che trasportò Michele Cesaride, morto per emorragia cerebrale in un presunto caso di malasanità. Numerose le carenze nella gestione delle urgenze neurochirurgiche, si attende l'autopsia

Non era in regola l’ambulanza che soccorse Michele Cesaride nei minuti successivi al malore che lo portò poi alla morte. La revisione degli estintori non era stata effettuata, ma cosa ancora più grave, l’accordo fra Asrem e Neuromed per la gestione delle emergenze urgenze in ambito neurochirurgico era scaduto ed è stato rinnovato soltanto dopo il decesso per emorragia cerebrale del 47enne di Larino, il 19 luglio scorso. È solo una delle carenze rilevate in questi mesi dal Nas di Campobasso che sta indagando sul fatto, dopo l’apertura di un’inchiesta coordinata dal pm di Larino Fabio Papa.

 

Gli inquirenti indagano per accertare eventuali responsabilità da parte dei Dirigenti della Sanità molisana per quelle che i Nas definiscono “le gravi situazioni di criticità accertate, come il mancato effettivo coordinamento tra servizio di 118 e strutture ospedaliere”. I militari hanno infatti scoperto che le comunicazioni vennero effettuate tramite fax installato in uffici sbagliati. Inoltre si sta cercando di fare chiarezza sul perché dell’interruzione programmata dell’unica apparecchiatura Tac all’ospedale di Termoli. Una carenza che, si ipotizza, potrebbe aver influito nella morte di Cesaride, il quale venne in seguito trasferito a San Giovanni Rotondo, quindi fuori regione, ma quando ormai non c’era più nulla da fare.

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I Nas hanno accertato che nonostante la Tac non funzionasse non c’era stato alcun provvedimento di tutela in caso di urgenza. In sostanza non c’erano accordi con altre strutture sanitarie né era avvenuto il ripristino della Tac del Vietri di Larino. Erano attuate sono in parte quindi le linee programmatiche redatte dalla Regione Molise per la gestione delle emergenze.

 

È già nelle mani della Procura inoltre la documentazione reperita dal Nas Carabinieri negli uffici regionali e all’Asrem, che testimonia il mancato rinnovo del protocollo d’intesa con l’Istituto Neuromed per la gestione delle emergenze urgenze con interessamento neurochirurgico all’ospedale Cardarelli di Campobasso. Si tratta di un accordo scaduto il 31 marzo 2018 e rinnovato solamente dopo il tragico evento.

 

Come se non bastasse c’è la questione dell’ambulanza. Il Nucleo Antisofisticazione di Campobasso, ha effettuato dei controlli su alcune postazioni del servizio di pubblica emergenza “118” accertando che le due ambulanze in dotazione a Santa Croce di Magliano presentavano gravi carenze riguardo alle dotazioni di sicurezza antincendio. In particolare un’ambulanza aveva a bordo due estintori la cui revisione semestrale risultava scaduta da oltre 5 anni.

 

L’altra aveva gli estintori mai revisionati e completamente scarichi. Proprio quest’ultima è l’ambulanza utilizzata il 17 luglio scorso per il soccorso a Michele Cesaride di Larino, poi deceduto per emorragia cerebrale. Il Nas fa sapere inoltre che “le ambulanze utilizzate dal servizio pubblico di 118 sono mezzi di proprietà di società private accreditate e contrattualizzate”. Tuttavia la vigilanza e il controllo spettano all’Asrem quale ente finanziatore. Insomma ulteriori elementi a carico dei dirigenti sanitari regionali.

 

Gli inquirenti, per completare le indagini, sono in attesa del risultato dell’autopsia, che dovrebbe giungere nel giro di poche settimane, visto che sono trascorsi tre mesi dalla tragedia ma il medico legale ha chiesto una proroga prima di inviare i risultati. Inoltre si attende la relazione finale dell’ispezione della Task Force inviata dal Ministro della Salute nei giorni successivi l’episodio balzato persino alle cronache nazionali. Soltanto dopo l’autopsia verranno iscritti nel registro degli indagati i possibili responsabili, dato che da quei risultati dipenderanno i capi d’accusa.